11° giro dei vigneti d’Oltrepò, seconda parte e merenda

il 29/10/2018 · 0 Comments

Siamo a Rovescala, paese che galleggia su dolci colline a vigneti poco distante dal confine emiliano, siamo sparsi tra chi riempie le borracce in una giornata troppo calda per essere metà ottobre, chi riempie la tazza di caffé al bar e chi avendo perso il gruppo sta affrontando il percorso originale senza il taglio deciso all’ultimo, ognuno ha il suo da fare, io riempio invece la memoria della fotocamera qualche tornante più in basso in attesa del gruppo che mi raggiunge compatto poco più tardi. Ma dopo oltre 1000m di dislivello la fatica, seppur blanda, si comincia a far sentire e sulle pedalabili e rugose rampe di S.Damiano al colle ci si sgrana con ritmi completamente differenti, ritrovandosi poco dopo nei saliscendi in costa che ci portano a Montù Beccaria, uno dei tanti paesi con più cantine che abitanti che riempiono le sponde della val Versa.
Qui ci dividiamo, dopo la discesa alcuni proseguono diretti verso Montescano, tutti gli altri si fermano alla fontana del ciclista, sosta obbligata per i tanti che dal pavese giungono qui per trovare il dislivello. Montescano non presenta difficoltà, è l’ennesima blanda ascesa per svalicare verso la valle Scuropasso che raggiungiamo nella bella e ripida discesa di Martinasca, un brutto sogno in salita e quasi un piacere in senso inverso.

In partenza verso Montescano
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Paolo, Angela & co. sono avanti, ma conoscendo la strada l’unico pensiero è di ritrovarli più avanti per pedalare ancora assieme, quello di oggi è un giro tra amici libero nel quale si può anche andare avanti da soli senza problemi. Questi 3km di falsopiano servono principalmente per mettere a dura prova i telai e la schiena, oppure i riflessi e le capacità di guida per evitare le infinite buche omnipresenti in provincia di Pavia e qui ancora più diffuse. Sfioriamo Broni e come iniziamo ad abbandonare la pianura allo stagno di Cigognola il ritmo si fa malato, Christian va a tutta e noi come dei deficenti tentiamo di stargli in scia, si è accesa la miccia della competizione e davanti saliamo forte e compatti senza fare selezione tra noi primi cinque, ma Christian cede e poco dopo ci troviamo in testa Andrea ed io col mio cancello in prestito ansimando sino al bivio del castello, fine del primo tratto di salita al quale arriviamo in una volata a quattro e laddove ritroviamo gli altri che ci avevano anticipato. Ripartiamo alla spicciolata scorrendo su una parziale balconata verso la pianura inebriati di salite e con la voglia di merenda in costante aumento, a Pietra de Giorgi ci manca veramente poco e tutti uniti scendiamo veloci verso l’ultima salita, poco più di uno strappo allo scenico paesino di Mornico Losana, anch’esso a pura estrazione viticola col suo castello a far da balconata sulla coltivazione unica di questi luoghi.

Cigognola (nella foto non si vede il fiatone)
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Panorama su Cigognola
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Tra Pietra de Giorgi e Mornico Losana
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Discesa decisa e rieccoci in pianura sull’odiosa statale, unica alternativa semplice per rientrare a Casteggio. Gli ultimi chilometri sono sempre un “libera tutti” con delle trenate ai 40 ma anche ai soli 30, io rimango ad aspettare Paola, Alberto e Christian e con calma affrontiamo il traffico sino agli ultimi due strappetti che attraversando la zona residenziale ci riportano in mezzo ai grappoli presso l’azienda Guerci, sede della merenda. Elia e Paolo già sazi ci salutano, il loro percorso medio è filato liscio e sono qui da quasi un’ora, ma anche noi siamo arrivati in perfetto orario, l’appuntamento era attorno alle 15 e gli ultimi sono giunti alle 15:02. C’è chi ci saluta, c’è Luca che non è riuscito ad unirsi a noi per la pedalata e lo fa solo per la merenda (Luca che ringrazio per avermi prestato la sua bicicletta!), c’è una lunga tavolata da 20 persone affamate che volatilizzano salame e coppa, spumante metodo classico di benvenuto ed una bella scelta di rossi tra Croatina, Pinot, Bonarda e Barbera per accompagnare anche un piatto di pasta, formaggi e miele di vario tipo. E poi la crostata da abbinare ad un rosso dolce e al famoso ottimo moscato, una merenda veramente super da cui è difficile uscire sani o con ancora dell’appetito.

La tavolata
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E l’organizzatore il “Pedra”
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Tutti contenti e sorridenti, un’idea che piace sia per l’aspetto sportivo impegnativo ma non agonistico sia per il dopo-corsa in compagnia, un qualcosa che sicuramente ha le potenzialità dei grandi numeri offrendo uno sviluppo turistico, oppure che rimane così divertendosi tra amici nel numero giusto di persone come è stato oggi. Chissà…

11° giro dei vigneti d’Oltrepò

il 23/10/2018 · 0 Comments

Tranquillità, il sostantivo principe al risveglio del mattino di questa 11° edizione del mio giro dei vigneti d’Oltrepò, un appuntamento annuale partito con quattro temerari ed esploso lo scorso anno con oltre 110 partenti, troppi per quel che può essere un semplice giro tra amici e che richiederebbe un’organizzazione che non sono in grado di offrire. Per cui, superati i timori iniziali, ho deciso di ritornare piccolo invitando solo i conoscenti, sia gli storici come Elia, Paola, Christian, Paolo, Massimo, Valerio, sia altri magari principalmente podisti alla loro prima esperienza di questo tipo. Ma 27 è comunque un buon numero e la tranquillità sta nel sapere che tutti conoscono il tipo di organizzazione e le zone, non dovrò offrire un servizio professionale ma semplicemente accompagnare senza stress.

Il gruppo
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La merenda è stata in dubbio, ma alla fine tutto si è risolto e dopo una colazione offerta dall’az. Guerci di Casteggio partiamo per un giro dal clima caldo sia come temperatura che come colori, con l’umidità autunnale a bloccare lunghi panorami sulla pianura che però per farsi perdonare ci offre quel clima perfetto per il finale di stagione. 300m e rischiamo un incidente con un SUV che esce da uno spiazzo, iniziamo bene… ed il traffico oggi sarà ben maggiore del previsto, sempre accettabile ma elevato per essere su zone parzialmente sperdute tra le colline viticole della provincia di Pavia.

La prima salita di Montalto ci vede abbastanza uniti, ma qualcuno sta gia forzando e si vede dai visi affaticati, a partire dal febbricitante Elia ad altri che patiscono un ritmo un po’ sopra al tipico cicloturismo. Ma oggi il dislivello abbondante (1800m) sarà ben diviso tra tanta salita sempre pedalabile e nessuno avrà difficoltà, le uniche rampe sono quelle ben asfaltate (un unicum in Oltrepò) della prima discesa di Bosco Chiesa. La seconda salita è per molti una novità al suo esordio in questo evento e ci porta a Montecalvo Versiggia, ora si comincia a fare sul serio e la selezione avviene su pendenze non banali e buche fin troppo abbondanti che sboccano sulla provinciale del passo Carmine, il centro dell’Oltrepò ed anche il bivio da cui il percorso corto si separa dal medio. Si continua e ci si ricompatta a Pometo, davanti a noi il “piccolo Stelvio” che ci butta in modo tortuoso sino in Emilia, ben 19 sono i tornanti che in 2km ci fanno girare la testa.

La nuova entrata dei vigneti, la seconda salita
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Giù in val Tidone
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Si scende
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Tranquillità, sin’ora tutto bene e si respira in val Tidone, ma oggi la pianura è un miraggio ed infatti senza rendercene conto siamo nuovamente in salita verso Tassara, molto pedalabile e presa veloce dal gruppo di scalatori come Christian, io, Andrea e Daniele a cui rimane agganciato senza fatica il giovane Alessandro, il quale è molto migliorato rispetto a due anni fa.

Ci sono un paio di bivi e con un gioco di squadra riusciamo a dirigere bene tutti gli altri, complice una partenza ritardata decido di tagliare un pezzo bello ma che poco aggiunge alla giornata evitando il crinale di Vicobarone, sembra che ci siano tutti ed allora ripartiamo in direzione Torrone di S.Maria della Versa lungo stradine secondarie ad uso agricolo, con viti ormai spogliate del loro carico anche di colore rosso ed odore di mosto che fuoriesce dalle cantine. Ma i conti non mi tornano, infatti noto che manca qualcuno... Di sicuro non si perdono, però li contatto e scopro che non avendoci visto al bivio hanno giustamente tenuto la traccia originale, per cui in attesa di ricongiungerci ci avviamo a Rovescala per un caffè. Poco male, questo sarà il peggiore problema del giorno, dieci minuti extra di attesa che ci consentono una sosta al bar e delle fotografie.

Da Torrone
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Da Rovescala si vede il prossimo GPM
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Ci facciamo i conti sul contakm, siamo a metà giro ma almeno al 66% del dislivello, ancora diverse salite ma brevi e facili, ed è un bene perché comincia a farsi viva un po’ di stanchezza. Ma la merenda ci attende!

Vigneti d’Oltrepò, terzo tempo e dovuti ringraziamenti

il 24/10/2017 · Comments Off on Vigneti d’Oltrepò, terzo tempo e dovuti ringraziamenti

Siamo a Pietra de Giorgi, le dure pendenze centrali hanno messo tutti alla prova e comincia ad aleggiare un po’ di stanchezza nel secondo gruppo della 10° edizione dei vigneti d’Oltrepò. Qualcuno ha la traccia e preferisce continuare da solo, noi altri aspettiamo Alberto che ha recuperato un terzetto che ha sbagliato strada e decidiamo che chi si sente stanco potrà seguire Elia tagliando l’ultima salita finale di Rosso/Oliva Gessi. La discesa tra questa piccola valletta ad intensivo sfruttamento viticolo è veloce e piacevole, siamo a ridosso della pianura ma nulla ce lo fa intuire circondati come siamo da paesini e castelli come Mornico Losana o Torricella Verzate, dove Elia porterà gli altri all’arrivo.
Noi invece proseguiamo, un falsopiano che tira un po’ e la minaccia di due duri muri nelle vicinanze spengono alcuni bollenti spiriti, ma essendo l’ultima salita ufficiale come le pendenze aumentano cresce anche la fatica. Dovrebbe essere il gruppo tranquillo, ma qualcuno qui tira veramente forte e devo dare tutto me stesso per dirigerli al meglio tra i campi di grano ormai arati e l’antico borgo di Oliva Gessi!

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Fortunatamente il tratto di asfalto disastrato è stato sistemato e con un buon gioco di squadra io, Mike ed Alberto indirizziamo bene tutti attraverso dei bivi poco visibili che ci portano praticamente in pianura. Ora abbiamo due scelte: il percorso originario in statale, o tagliare in salita, ma non c’è dubbio (ed anche il primo gruppo farà la stessa scelta) e tutti ci fiondiamo sullo strappo di Mairano, frazione alta di Casteggio con un pezzo al 10% in cui le gambe bruciano ed un falsopiano finale con un bel ‘4’ sul contakm. Siamo in vetta, ricompattati scendiamo in paese praticamente sotto la flame rouge virtuale e rientriamo alla base.

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Io festeggio, è andato tutto relativamente bene, nessuno si è fatto male e non è successo nulla di non preventivabile. Certo, qualche errore di percorso, metà tempo senza ammiraglia, una foratura e qualche crisi, ma considerato il tutto direi che sono soddisfatto.
Arrivano tutti alla spicciolata, c’è chi è già pronto e chi è appena giunto, nel cortile dell’azienda Guerci è tutto pronto e c’è già chi sta cominciando a degustare gli spumanti. Scopro che anche per il primo gruppo è andata abbastanza bene con qualche foratura di troppo, ma mi rendo conto che siamo troppo pochi… Manca il corto, dove sono finiti??
Arrivano poco dopo e scopro che nel gruppo corto ci sono stati troppi intoppi: persone in crisi completa a pochi chilometri dalla fine, qualcuno disperso nel fare troppe fotografie, una sella saltata via, percorso adattato in corso d’opera. Quello che sarebbe dovuto essere il gruppo più tranquillo si è rivelato il più disomogeneo e con più richieste a cui Federica e Lorenzo hanno saputo tener testa. Purtroppo è un aspetto da migliorare.

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La merenda è un bel viavai di persone, ricordo con nostalgia la prima quando Milena ci ha spiegato e fatto assaggiare per bene i vari vini, ma nel 2012 eravamo in 8 e si poteva respirare un ambiente intimo ed amichevole, oggi siamo più di 60 e l’organizzazione è perfetta per le circostanze: una lunga tavolata attraversa il cortile ed altri tavolini sparsi racchiudono gruppetti di amici, il vino è tutto in degustazione al bancone principale mentre sulle tavole arrivano man mano un piatto di salumi e salatini, formaggio speziato con miele e, per finire, pure la crostata da abbinare col Moscato dolce, una delle specialità di casa Guerci. Alcuni vini buoni, altri ottimi, c’è una bella gamma da cui provare ed il continuo peregrinare verso il banco dei vini, che durano poco aperti lì sopra, rende il cortile un piacevole caos del dopo giro.

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Vedo che mediamente tutti sono contenti, sia del percorso senza traffico, sia dei panorami, sia della merenda. E tanti mi danno appuntamento nel 2018… Se ci sarà l’edizione 2018, perché quest’anno un giro da 50 persone (ad essere ottimisti) ne ha viste 110 alla partenza e sulle 70 alla merenda, ma sarebbero state 100 se ci fosse stato il posto! E con dei numeri destinati a crescere anche solo con il passaparola necessita di un evento ufficiale con un’organizzazione seria, dei permessi, della segnaletica e dei rimedi a diversi errori compiuti oggi che però non hanno rovinato la giornata e che, essendo un giro tra amici, erano preventivabili.

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Come genitore e primo interessato di questo evento devo ringraziare tutti per il supporto e per aver reso questa giornata positiva, considerando la formula impegnativa servono molte persone per indirizzare al meglio un gruppo così numeroso e servono anche altri di supporto.
Voglio ringraziare in primis Davide, co-autore di tracciato e management e guida del gruppo numero uno
Poi Elia, sempre presente a darmi una mano anche nella tracciatura e a sorbirsi le situazioni più impegnative
Christian, Daniele, Alberto e Mike per essere stati ottime spalle dei due gruppi
Federica e Lorenzo per il gruppo del corto e la pazienza che hanno avuto a gestire situazioni complicate
Antonia, Michela, Eduard per la guida delle ammiraglie che, fortunatamente, sono servite a poco ma erano pronte per soccorrere eventuali incidenti più seri
L’azienda Guerci per l’ospitalità e la super merenda (dove la trovate una degustazione così a 7€? )
Ed un altro Davide che purtroppo non ha potuto partecipare ma che mi ha prestato la sua bici che ha svolto il suo dovere
Ed per ultimi, ma non meno importanti, ringrazio i partecipanti che ben hanno compreso lo spirito della giornata ed il nostro ruolo per farli divertire, un evento un po’ cicloturistico ma con dell’agonismo, una sorta di randonée corta e compatta, una gara opzionale ma solo in salita, una giornata ciclo-turistica nel vero senso della parola.

E coi racconti ho finito, ciao e ci vediamo, forse, nel 2018

I vigneti d’Oltrepò di Davide (parte 1)

il 22/10/2017 · Comments Off on I vigneti d’Oltrepò di Davide (parte 1)

Come gia’ descritto da Stefano, subito dopo il via mi sono diretto verso Montalto Pavese insieme ai miei compagni di squadra nella RAT Ride All Terrain, Daniele e Giacomino e a Cristian Secco da tempo ospite fisso di questo appuntamento.
Mi piazzo davanti cercando di salire regolare ma di buon passo per sgranare il plotone fin troppo nutrito. A fianco a me la “randagia” Paola Macedo con cui chiacchiero nei primi km di salita indicandole i vigneti e alcune ville che sorgono di fianco alla strada.
In breve giungiamo a Travaglino, dove abbiamo appuntamento con l’ammiraglia condotta da Michela e Antonia che ci aveva preceduto per evitare di restare bloccata dietro agli oltre 100 partecipanti a questa ciclo-merenda.
Mi volto e vedo che il gruppetto e’ ben definito e conta una ventina di unita’ come rileva prontamente Cristian. Affido dunque a lui e a Mino l’onere di condurli fino alla piazza di Montalto mentre Daniele di buon grado ne sorveglia la coda.
Io mi lascio sfilare con l’intento di trovare un’altra quindicina di candidati ad entrare nel primo gruppo in modo da ripartire al meglio il numero di partecipanti tra i due gruppi che affronteranno l’itinerrio piu’ lungo.
Diversi partecipanti mi superano e io li incoraggio dicendo che il gruppo li attende poco piu’ avanti, fermo a Montalto, fin quando vengo raggiunto da Stefano e decidiamo che mentre io inseriro’ nel primo gruppo i partecipanti arrivati con lui, egli stesso si occupera’ di fermare e ricompattare i rimanenti.

Giugniamo cosi’ a Montalto e io faccio segno a tutti i presenti di ripartire, eccezion fatta ovviamente per stefano e per tre locali, pur dotati di buona gamba, per motivi di tempo, devono limitarsi al percorso breve.
Cristian e Mino si portano cosi’ appresso una trentina di persone mentre io e Daniele ci sinceriamo che nessuno rimanga attardato. Le ri-partenze sono sempre infatti delle fasi molto critiche. Bisogna verificare che tutti siano effettivamente in sella prima di chiedere il classico “pronti?” e ripartire, dato che di solito la risposta e’ un mormorio di dubbia interpretazione. E quando si ri-parte, bisogna comunque sincerarsi che nessuno sia distratto… a volte basta avere la testa bassa sul computerino per non rendersi conto di dove il gruppo si e’ diretto.

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Superiamo senza intoppi la ripida ma ben asfaltata discesa di Bosco della Chiesa e imbocchiamo la salita che porta al Carmine. Lascio Daniele con un gruppetto di retroguardia e inizio a risalire i vari partecipanti, che hanno affrontato la salita ciascuno del suo passo. Di tanto in tanto mi fermo a chiacchierare con qualcuno per sapere da dove arrivano, se hanno gia’ pedalato in Oltrepo’ e constato che per molti questi territori sono una piacevole scoperta: strade poco trafficate, colline punteggiate di castelli e vigneti. Come noto e’ lo stato delle strade uno dei freni allo sviluppo turistico di questo territorio, ma recentemente qualcosa sta cambiando.
Continuando a risalire arrivo fino ad un gruppetto di cui fa parte Mino che mi informa che davanti c’e’ Cristian con altri due. Perfetto, sia Cristian che Mino conoscono la strada e il resto dei partecipanti e’ abbastanza vicino da restare in contatto visisvo, pertanto dopo un breve allungo faccio una sosta ad un tornante per scattare alcune foto ai vari partecipanti. Al sopraggiungere di Daniele e dell’ammiraglia riparto e raggiungo il grosso del gruppo nel piazzale antistante il ristorante Belvedere al Carmine.

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Dopo una sosta, breve anche per non rischiare confusione con altri gruppetti di ciclisti che tranistano di qui, introduco una variazione alla traccia originale. Fin qui abbiamo seguito il percorso della granfondo di Casteggio e decido di seguirlo ancora scendendo verso Ruino. Una decisione presa si puo’ dire per coerenza con me stesso, essendo io l’autore di quel tracciato, e motivata dal fatto che la giudico piu’ idonea al passaggio di gruppi numerosi, non necessariamente pratici della zona.
Scendo davanti in modo da poter fermare il gruppo alla fine della stessa e consentirne il ricompattamento in vista del tratto lungo la statale della Val Tidone. Al solito, qualcuno fa fatica ad attendere gli altri e uno allunga, ma poco male, ormai ci siamo tutti e posso ripartire mettendomi in testa per tenere un’andatura tale da tenere il gruppo in fila ma senza esagerare. Soprattutto cerco di non spingere piu’ del dovuto su alcune brevi rimonte evitando di frazionare il gruppo dietro di me. In breve riprendiamo il “fuggiasco” e passato Nibbiano ci avviciniamo rapideamente a Trevozzo. In un paio di occasioni cedo l’onere di tirare a Mino per contare e leggere il viso dei partecipanti per essere certo che non ci siano problemi, mentre Daniele semrpe controlla la coda del gruppo. Abbiamo momentaneamente perso Cristian che col monocorona 34×11 non poteva tenere il nostro passo, ma non e’ un problema dato che e’ “Secco” di nome e di fatto e non fatichera’ a riprenderci sulla successiva salita per Montalbo, dominata dalla caratteristica chiesa dalla cupola ramata.
E’ una salita molto dolce nella prima parte dove di nuovo allungo per fare qualche fotografia, poi riparto e chiudo su un paio che sono andati in ‘fuga”. Questo e’ il bello di questo giro auto gestito… se in salita ne hai vai, se in pianura vuoi tirare tiri, basta che tu sappia dove andare e ti fermi in modo da consentire il ricongiungimento del gruppo. Pertanto, una volta rientrato sui due battistrada e sinceratomi che sappiano da che parte dirigersi agli incroci successivi, di nuovo mi fermo per un paio di fotografie e aggiornarnare tramite WhatsApp le altre “guide” e le ammiraglie sullo stato del gruppo di testa.
Riparto e rientro sul grosso del gruppo che sta affrontando il tratto finale della salita dove le pendenze balzano bruscamente alla doppia cifra.
Qualcuno inizia ad essere stanco ed un paio hanno sbagliato strada ad un bivio dove di recente e’ stata cambiata la segnaletica. Rapidamente l’ammiraglia e un altro partecipante li riportano sulla retta via, cosi’ tutti ci fermiamo nella piazza di Vicobarone dove ne approfittiamo per riempire le borracce e qualcuno anche per una volata in un bar.

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E’ un buon momento anche per fare una pausa nel racconto, nel prossimo descrivero’ come e’ andata fino al rientro a Casteggio.

Giro dei vigneti, secondo racconto (la pedalata)

il 20/10/2017 · Comments Off on Giro dei vigneti, secondo racconto (la pedalata)

Rieccoci al racconto, noi siamo fermi a Montalto pavese e ci stiamo dividendo in tre gruppi: davanti c’è quello di Davide che terrà il ritmo più brillante, qui ci siamo noi per quello un po’ più tranquillo che piloterò con l’aiuto di Elia, Mike ed Alberto. Intimo agli altri di non proseguire e quando Elia mi dice che dietro c’è molto distacco partiamo alla volta del vero primo gpm seguito da una ripida ma liscia discesa in un panorama di gialli e rossi vigneti che circondano la valle Scuropasso.
Dietro Mike chiude il gruppo, io aiutato dalle pendenze risalgo e recupero la testa che si è leggermente avvantaggiata sulle rugose rampe del Carmine via Rocca de Giorgi. Si parla, c’è chi vuole stare coi compagni e chi domani avrà un’uscita molto impegnativa e quindi si sta trattenendo (per ora).
Dopo un ricompattamento arriviamo praticamente assieme a Carmine, qualcuno vorrebbe scendere a Ruino seguendo le frecce bianche della GF di Casteggio (come farà il primo gruppo), ma la nostra direzione è diritta verso il passo nonché cima Coppi di giornata coi suoi miseri 609m. Si tratta pur sempre del giro dei vigneti ed oltre certe quote la coltivazione della vite è sconveniente! La discesa scorre tranquilla, a parte qualche crepa di troppo ed una persona che perde entrambi i manicotti, ma non essendo una gara e soprattutto essendo l’organizzatore non posso che fermarmi e raccoglierli sperando di rintracciarne il proprietario.

Al bivio di Le Moline, in val Tidone, il gruppo è molto allungato e fatico non poco a riprendere la testa con tirate su un muletto che sto inaugurando oggi e che ben fa il suo dovere, raggiunti i primi ritrovo il proprietario dei manicotti e mi metto in testa per abbassare il ritmo in una lunga fase di falsopiano discendente che dapprima costeggia il lago di Trebecco ormai vuoto e che prosegue tra i bassi vigneti del piacentino. E’ mezzogiorno ed il traffico non è un problema, tutto sta filando liscio a parte la nostra ammiraglia che ha dovuto soccorrere inizialmente una persona con due forature consecutive e che, restando appresso il gruppo più tranquillo, ci ha persi e ci sta aspettando a S.Maria della Versa.

Salendo al Carmine
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Qualche foratura di troppo per il gruppo di testa
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La salita di Montalbo è piuttosto facile, ma qualcuno la rende difficile con un ritmo che mi impegna per tenere la testa sino al paesino, siamo ben fuori dal territorio pavese ma i panorami sono simili e lo spirito di questa giornata si sta mantenendo appieno. Dirigiamo bene il gruppo attraverso due bivi poco chiari e ci ritroviamo a Vicobarone tutti insieme a riempire le borracce aspettando che una sfortunata vittima di foratura sistemi la sua ruota. Qualcuno si avvantaggia, qualcuna mi affianca raccontando di quanto le piacciano questo tipo di avventure senza lo stress della competizione e dai costi nettamente inferiori, ormai l’iscrizione ad una GF costa come un pernottamento per cui tanto vale stare via due giorni per conto proprio o godersi giornate del genere che offrono comunque difficoltà e panorami splendidi come in questo punto tra piacentino e pavese, incastrato in una specie di conca con viste sulla pianura ed alcune delle sue brutture.

Vitigni piacentini e la chiesa di s.Cristoforo a Montalbo

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Si sale a Montalbo
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Scendiamo sino a S.Maria della Versa, qualcuno prende la “scorciatoia” mentre altri si avvantaggiano al punto di perdere il bivio della salita successiva, purtroppo le mie frecce semi-abusive non sono molto visibili e se non si conosce la strada è meglio aspettare gli altri, ma capisco anche che qualcuno si sia trovato in una situazione di limbo che li ha tratti in inganno. Verso S.Nazzaro si ripete il solito copione con salita pedalata a forte ritmo in un ambiente soleggiato e circondato da vigneti in decadenza, con i più lenti già avvantaggiati ed Alberto che sta riportando indietro i fuggiaschi.
Scendiamo nuovamente in valle Scuropasso per imboccare la salita più dura della giornata, quella che prevede le pendenze maggiori con punte del 14% ed 1km all’11%. Pietra de Giorgi è il penultimo gpm ufficiale nonché il più difficile, infatti sulle sue infami rampe si vede la difficoltà di tutti ed i distacchi si ampliano, ma al paese ci arriviamo bene e nemmeno provati, approfittiamo della contemporanea presenza di fontana, bar e boschetto per ogni tipo di bisogno e nel frattempo arriva anche Alberto con gli altri. Qualcuno riparte, avendo la traccia preferiscono proseguire per limare cinque minuti, noi altri decidiamo di suddividerci ulteriormente con Elia che porterà i più stanchi direttamente a Casteggio evitando l’ultima salita mentre noi altri proseguiremo evitando Mornico Losana e con la salita di Oliva Gessi, percorrendo la parte di bassa collina che senza quote mastodontiche ci nega anche un singolo tratto di pianura.

Il gruppo e lo staff delle ammiragline a Vicobarone durante la sosta fontana
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Pietra de Giorgi e le pendenze peggiori del giorno
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Per oggi basta, mancano 15km e la famosa merenda che sarano nel 3° racconto

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