Un caldo dicembre ciclistico

il 17/01/2017 · Comments Off on Un caldo dicembre ciclistico

17/12: Doppio Penice!
In pianura nebbia, a Varzi sole e temperatura gradevole sino alle più alte quote appenniniche. Cosa ve lo dico a fare? Trasferta montana invernale con una doppia scalata al passo Penice. Parto in salita ed in maniera tranquilla ed agevole arrivo sino alla vetta, un bel chilometro verticale quando una tabella normale consiglierebbe pianura (pianura io? e con la nebbia? MAI)
Discesa un po’ atipica sino a Romagnese via Pietra Corva e seconda scalata al passo, salita noiosa e sempre pedalabile. Ma non è ancora abbastanza, avanzando del tempo affronto lo strappo su asfalto rovinato che porta a Praglasso / Pietragavina e poi, per superare quota 2000 dislivello, supero l’ultimo ostacolo del castello rientrando a Varzi alle ultime luci del giorno che creano giochi di luce con la nebbia che sta conquistando quota.

71km, 2050m

Varzi dall’ inizio del Penice
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Al monte Penice la giornata è limpida
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Dalla vetta si vede Bobbio e la val Trebbia molto più in basso
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Rientro a Varzi al tramonto
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28/12: colline viticole
Oggi nessuna trasferta, fa piuttosto caldo anche in pianura. Non come ieri, quando sembrava primavera, ma le massime sui 11° invitano a partire da casa per un bel centello nelle colline viticole. Oliva Gessi, Montalto pavese, Mornico Losana, Cigognola, Canneto pavese e Carmine, un giro semplice ma abbastanza movimentato.

101km, 1666m

Verso Mornico Losana
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Monte Rosa e pianura da sopra Cigognola
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30/12: finire bene l’anno
Oggi l’inversione termica è contenuta, a S.Sebastiano Curone trovo giusto qualche grado in più ed in montagna fa relativamente fresco con 0° sopra i 1100m. Non abbastanza freddo per questa ultima trasferta che sacrifica i 100km in programma andandoci sul pesante col dislivello. Castagnola, Cella di Varzi e poi Caldirola, 600m abbondanti di salita con minime di -2° nel bosco. E poi temperatura sempre fredda, stimo di aver bevuto meno di mezzo litro in quattro ore di pedalata.
Dopo Caldirola c’è ancora abbastanza con Giarolo e Dernice dai versanti di Campana e Garbagna, quest’ultimo a fine giornata e tutto in ombra, nemmeno nei tratti al 10% riesco a sudare. Però non ho patito tanto freddo, meglio così.

Un’ ottima fine di annata con 79km e ben 2400m dislivello!

Pomeriggio avanzato in val Borbera
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Dernice, devo ancora scendere e risalire lì, l’ultima salita del 2016
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Le mie ferie estive

il 28/12/2014 · Comments Off on Le mie ferie estive

Vacanze di natale, giustamente pubblico il racconto di quelle estive!

Veloce racconto delle ferie 2014, 2 settimane senza andare in ufficio e pure senza salite in zona Tortona alle quali sono troppo abituato. Vacanze (chiamiamole così) brutte e tristi, memorabili solo per il quantitativo di chilometri in 16 giorni: 1522, +5 in abiti civili per andare a prendere una bottiglia di vino nella prima collina del mio paese.

09/08) La 12 colli in senso duro (98km, 2800m):
Voglio inaugurare le ferie con un giro significativo che non richieda troppo tempo, tiro fuori questo classico con 12 salite consecutive e lo affronto nel senso più duro, con molti valichi affrontati dal versante più ripido.

10/08) Sfiorando la Liguria (102km, 1800m):
Una rivisitazione di un itinerario di 15 giorni fa, con la salita poco conosciuta di Montemerlano ed il muro di Lemmi, arrivando a pochi chilometri dal confine ligure.

11/08) Pompetta rotta (32km, 195m):
Indeciso sul percorso di scarico vengo fermato da un ciclista che ha problemi con la sua pompa, con la quale è riuscito a malapena a gonfiare la ruota il minimo per poter pedalare. Tutto baldanzoso mi offro di prestargli la mia scoprendo che si è rotta… In qualche modo arriviamo a casa mia e gonfio la ruota il necessario per continuare, ma devo andare ad acquistare una pompetta nuova anche in previsione del giro di domani.

12/08) Cosola + Lesima, tetto d’Oltrepò (132km, 2700m):
Pranzolazione e partenza per questo duro itinerario montano. Risalgo la val Curone e svalico agevole a Dernice, poi risalgo anche la val Borbera sino a Cabella Ligure dove iniziano i 1000m verticali verso i 1500m di Capanne di Cosola. Veloce merenda per poi scendere dal Giovà verso Pianostano, da cui parte un’ altra lunga salita che, passando per Cencerate e per un fitto bosco in cui perdo pure il segnale gps, arriva alla sbarra del monte Lesima, la più alta carrozzabile dell’ Appennino settentrionale su cui cerco di ottenere un buon tempo nonostante la stanchezza già accumulata. E’ sempre bello salire sino ai 1724m della vetta, prima della lunga discesa e del falsopiano che mi riportano a casa.

13/08) Nei limiti dell’ Oltrepò centrale (78km, 1320m):
Pioggia al mattino, parto alle 16 verso Golferenzo per questo giro che sconfina per poco in territorio piacentino. Temperatura veramente fresca e gradevole.

14/08) Il giorno di sfiga che uno ha (103km, 1465m):
Giorno limpidissimo dopo una notte completamente insonne, per iniziare perdo 20 minuti a cercare il sacchetto delle brugole contenente anche 20€ che misteriosamente si trovava sul pavimento dello sgabuzzino, poi l’ idea è di andare a Stradella a pranzo dai parenti passando per le colline, e tutto sommato va anche bene sinché non prendo una grossa buca a 2km dall’ arrivo, bucando due volte e sfiorando una crisi di nervi…
Incazzatissimo mangio e riparto, la ruota è leggermente storta e lanciando per la rabbia la bici nel fosso ho pure storto il forcellino del cambio… Per fortuna riesco a tornare a casa, non prima di rompere anche la fotocamera che, nonostante le pile appena caricate, si rifiutava di accendersi… Ed una volta dal meccanico egli mi fa “scusa non ho tempo di guardare, chiudo perché mi è appena morta la suocera”. Giornata da dimenticare, o forse da ricordare per esserne sopravvissuto…

15/08) A recuperare i pezzi di ieri (104km, 1830m):
Ferragosto fresco e a casa, la bici nonostante tutto è ancora agibile (a parte il 34×27) e la ruota appena storta non crea problemi, quindi ritorno in zona S.Maria della Versa per scalare alcune salite mancanti e terminare l’elenco di 200 stilato ad inizio anno. Giro soddisfacente a ritmi medio/alti.

16/08) Capatina in Lomellina (74km, 170m):
Oggi scarico, studiando le strade su cui sono passato raramente mi cade l’occhio sulla raffineria di Sannazzaro in Lomellina, giro ultrapiatto perfetto per riposare la gamba e vedere questa bruttura dell’ Eni. Fortunatamente sono tornato a casa abbastanza presto per rendermi conto della fuga di gas dal piano superiore, altrimenti non so se avrei ancora una casa…

17/08) Salita dis-Armà-ta (109km, 1860m):
“Andiamo a vedere in che stato è la strada dell’ Armà” mi sono detto, l’ultima volta era conciata talmente male da farmi incazzare anche in salita, ma stavolta le buche peggiori sono tappate e tutto sommato la qualità media dell’ asfalto è decente, buona nella prima parte ed accettabile da Negruzzo al valico. Per proseguire cioccolata calda alle capanne di Cosola, poi discesa in val Borbera e salita a Dernice da Campana.

18/08) Tidone valley (103km, 1575m):
Un giro a tutta verso est aiutato da una buona brezza lungo la val Tidone da Zavattarello sino a Trevozzo. Il rientro è collinare con Tassara, Carmine e valle Ardivestra in un giorno in cui il vento si è fatto sentire

19/08) Val di Nizza (52km, 835m):
Oggi giro tranquillo dopo la pioggia del mattino, affrontando però alcune salite secondarie tutte situate in val di Nizza e bucando per la 3° volta nel mese di Agosto.

20/08) Giro dei castelli antiorario (99km, 2030m):
Il “giro dei castelli” è la 3° proposta di evento che ho studiato (ma non proposto) per quest’anno, quindi per tirare fuori un’idea riciclo il percorso in senso antiorario con qualche adattamento. Inizio con la dura Oramala, poi la pedalabile Pietragavina e la salita dei “19 tornanti” di Pometo, su cui cerco di ottenere un buon tempo. Rientro da Fortunago e per tagliare del dislivello scelgo una strada sterrata che però trovo in condizioni molto peggiori del previsto, costringendomi a camminare per qualche tratto.

21/08) E se Borassi? Più tre nuove salitelle (112km, 1930m):
La totale mancanza di idee mi porta in val Borbera, dove trovo 3 salitelle di infima importanza su cui ancora non ho pedalato, e dove percorro per la seconda volta la dura Borassi, 2km all’11%, prima di attraversare le strette della val Borbera e di rientrare da Garbagna

22/08) L’importante sono i 10000 annuali (99km, 480m):
Oggi si fa riposare la gamba, ma solo per quanto riguarda il ritmo, in quanto mi mancano 98km per raggiungere un risultato che negli scorsi anni agguantavo solo a metà settembre: i 10000km annuali. Quindi pedalo su pianura tranquilla lungo la parte campagnola dell’ Oltrepò, usando il Garmin come navigatore senza strafare nemmeno sulla salita di Calvignano. Alla fine raggiungo l’obbiettivo praticamente a casa, oggi sono 10001km totali nel 2014

23/08) Giro stravolto dal rally (106km, 1845m):
L’ idea iniziale è la “Montemarzino challenge”, tutti e 7 i versanti della mia collina preferita in un solo giro. Ma c’è il rally e quando arrivo stanno per chiudere la strada, quindi devo inventarmi un nuovo percorso e punto verso tratti in cui non ho ancora il mio tempo. Inizio con Guardamonte, poi Castagnola, Costa Ferrai e Vallescura con la strada appena rifatta. Ritorno a casa e dopo un ristoro allungo verso Voghera in direzione aperibirra portandomi appresso scarpe ed una maglietta.

24/08) Ultimo giorno di ferie (119km, 2230m):
Trovo un’ altra salita misconosciuta che parte da Nibbiano, per cui ritorno nuovamente in val Tidone passando per Montacuto e fermandomi ad ammirare la diga di Molato che stranamente trovo aperta al pubblico. La salita è bruttina, ma veramente tosta e mi fa faticare. Scendo a Romagnese e risalgo verso il giardino botanico di Pietra Corva, immettendomi in seguito sulla statale che da Bobbio arriva al passo Penice sino a giungere al passo passando da CasaMatti.
Lunga discesa e rientro in statale per un giro che chiude degnamente queste ferie ad altissima intensità ciclistica.

In totale 1522km (+5 per acquisti) con 25100m verticali in 16 giorni, ben meglio del 2007 quando (massacrandomi) ne percorsi 1004 in 11 giorni. Soddisfatto di questa performance che porterà agosto 2014 ad essere nettamente il mese con più chilometri, ma anche rattristato per aver passato due settimane di stop-lavorativo senza altre soddisfazioni o esperienze di sorta se non piccolissime nuove scoperte
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Valpolicella e Non (pt. 2)

il 21/04/2014 · Comments Off on Valpolicella e Non (pt. 2)

VINITALY (7/4)

Vado un po’ fuori tema di questo blog, ma voglio dedicare due righe a questo importante evento visto dal mio punto di vista. (più avanti c’è il racconto del Branchetto 1590m)
Camminando verso l’ ingresso incrocio di tutto, pseudo-manager in giacca e cravatta nonostante i 20° delle ore 10, ragazzi vestiti molto casual qui solo per bere e signorine con tacchi 12 che già traballano ancor prima di prendere in mano il bicchiere. E’ lunedì, il giorno di intermezzo tra chi viene per lavoro e chi per interesse/bere e può prendersi un giorno di ferie.

Entro con biglietto omaggio ed il primo padiglione è quello del Piemonte, e qui noto subito la differenza con le altre fiere: il Vinitaly è molto classista, si vede subito chi può permettersi per un mega-stand personalizzato con posti a sedere riservati ai compratori e chi invece si deve accontentare di un bancone condiviso dando assaggi a tutti. Giro a lungo per orientarmi, la scelta è veramente sconfinata ma molti sembrano già impegnati a servire buyer o presunti tali seduti ai tavoli. Parto dall’ azienda “La Montagnola” di Viguzzolo (AL) i cui proprietari mi riconoscono (!) ed assieme ad un importatore svedese mi offrono una verticale di Timorasso, poi mi fermo da un’ altra azienda di Torino (Balbiano). Passo al padiglione Lombardia, austero e meno luminoso, con la Franciacorta completamente imballata, l’ Oltrepò che nemmeno mi degna di uno sguardo (a parte il saluto di un conoscente allo stand del consorzio già impegnato con degli altri), la zona Lariana e quella di San Colombano poco occupate e disponibili, la Valtellina ampia e relativamente vuota.
Mi sto deprimendo, non è la fiera che fa per me e non sono il tipo che va a pretendere gli assaggi e nemmeno disturbare chi già affaccendato, per fortuna nel padiglione Emilia-Romagna tiro su il morale con diversi assaggi di piccoli produttori (anche bio) e di uno stand relativo ad una competizione di Lambruschi, con persone molto più disponibili rispetto alle altre incontrate sin’ ora.

Dopo un paninetto attraverso senza fermarmi il Veneto e la Toscana ed entro in Puglia, dove c’è anche lo spazio dedicato ai vini biologici certificati. Qui è tutt’ altra musica, è facile trovare uno stand libero e tutti i produttori sono gentilissimi e mi invitano a sedermi, cosa che a questo punto quasi mi imbarazza. A molti specifico di essere un semplice appassionato, ma questo non crea problemi ed anzi cercano di venirmi incontro. Anche la qualità si alza, non trovo vini negativi e tutti si bevono che è un piacere (tanto devo tornare a casa a piedi). Ho un ricordo positivo di tutti, in particolare “la Fontanina” (Grezzana, VR) con un olio strepitoso e che mi regalano una barbatella, “Vignato” (VI), “Gulfi” (RA), “Amastuola” (TA), “Tenuta Vitereta” (AR).
Per finire la giornata vado nel settore ViViT di piccoli produttori molto legati al territorio, gli stand sono tavolini quasi attaccati e per comodità all’ ingresso mi viene consegnato un bicchiere con cui assaggiare, mentre tutti gli altri settori hanno i propri prontamente lavati dallo staff. Ormai sono a fine giornata ma riesco ancora a fare assaggi interessanti, arrivando assieme agli altri all’ orario di chiusura con la tipica lotta per l’ ultima degustazione dagli ultimi eroici produttori ancora disponibili ad offrirci da bere, col fine di sfruttare il Vinitaly sino all’ ultimo!

Una bella manifestazione che però richiede almeno 2 giorni per essere visitata tutta e che mostra tutte le contraddizioni di ciò che è relativo al vino. Non mi lamento però essendo entrato gratis!

VALICO DEL BRACHETTO (8/4)
(Giro Soave, ma Durello!)

Confesso di avere un pochino sofferto il Vinitaly, ma non avendo il problema di guidare né quello correlato di rimanere bloccato nel traffico mi sono concesso qualche assaggio in più… Principalmente ho sonno ed è per questo che taglierò il percorso.

Passo ancora davanti all’ Arena di Verona, crocevia per le montagne, svoltando stavolta verso destra in direzione di Montorio, paese alle pendici della Lessinia che raggiungo dopo aver sbagliato strada ed aver inutilmente allungato su statali e pianura. Praticamente il giro di oggi ha una sola salita, ma che dai 100m attuali arriverà sino ai 1590m del valico del Branchetto!
Inizia su strada larga e pedalabile, con poco traffico e larghi tornanti che attraversano grandi coltivazioni di olivi fautori di un olio pregiato nonostante la posizione apparentemente non idonea. E’ una salita che definirei monotona, abbastanza costante e tutta al sole sino a San Rocco, poi c’è un tratto di discesa utile per cambiare ritmo ed infine, in vista della montagna, riprende ad arrampicarsi in modo molto più deciso con interessanti viste sugli alti Lessini ancora innevati.

A Roveré Veronese un fragrante aroma di biscotti invade l’ aria, a pensarci questo è il posto ideale in cui aprire un’ industria dolciaria con la sua aria ed acqua buonissime! Poi continuo ed arrivo sino a Velo veronese, dove la temperatura comincia a farsi freschina e da cui parte il tratto finale verso S.Giorgio, pezzo che non mi piace e su cui pedalo quasi controvoglia. La carreggiata rimane molto larga e completamente libera dal traffico, con l’ aumentare della quota comincio a trovare anche l’ ultima residua neve sui bordi, la quale pian piano conquista la totalità del panorama.
Sono a quota 1400m e sembra ancora inverno, con la dama bianca che spadroneggia mostrando curiose macchie rossiccie in ricordo della nevicata che ha portato con se il pulviscolo dal deserto del Sahara. C’è un pezzo di discesa e ne approfitto per mettermi l’impermeabile, se giù in pianura il clima era ottimo, qui siamo attorno ai 10°.
Supero San Giorgio ed i suoi impianti da sci ormai deserti e salgo sperando nella veloce risoluzione di questo GPM “hors categorie”. La foto al cartello è d’obbligo, incastro la bicicletta nella neve e scatto un panorama più tipico del mese di Febbraio. In discesa ritorno al verde dei prati verso Bosco Chiesanuova e continuo sul lungo saliscendi che taglia in due l’ alta Lessinia e che congiunge questo paese ad Erbezzo, da cui ero passato già due giorni fa. C’è ancora discesa sin quasi a Fosse, poi devo affrontare un valico non ufficiale di almeno 150m verticali per immettermi nella lunga discesa da S.Anna a Negrar.

Le strade in zona sono generalmente tenute bene, larghe e molto veloci, divertenti da fare su due ruote e con dislivelli considerevoli. Supero Negrar, arrivo in Lungadige Parona e passo nuovamente da piazza Brà quando ricevo la telefonata del capo che mi conferma che giovedì e venerdì dovrò andare in trasferta dal cliente. Mini-ferie quasi finite, ma in già mi aspettavo questo impegno e… in fondo lo speravo!

119km, 2350m

Domani mattina mi aspetta un’ altra “impresa” e nel pomeriggio il giro della “Valpolicella classica”

Si sale, giornata parzialmente coperta
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Alle alte quote è nevicato tanto questo inverno
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Neve bi-color salendo a San Giorgio
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Otto Aprile, a quota neanche tanto elevata
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Un tocco d’arte circondato dalla neve
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Vacche curiose e pascolatrici in semi-libertà

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Val Tidone ed alta val Versa

il 10/09/2013 · Comments Off on Val Tidone ed alta val Versa

17 agosto: Ieri 200km per il giro delle “4 regioni”, oggi mi aspetta un pomeriggio più tranquillo alla scoperta di nuove salite in val Tidone ed alta val Versa, giro che però presenta un discreto dislivello e chilometraggio attorno ai 110km, non male considerato lo sforzo nelle gambe.

Partenza tranquilla risalendo la valle Ardivestra da Godiasco, l’ unico fatto degno di nota è l’ arciere che riesce a prendere il bersaglio posto a 50m, ma d’ altronde Mauro Nespoli (mi pare fosse lui con l’ allenatore) è oro olimpico a squadre…
La prima salita arriva a Torre degli alberi con strappetti ed una carreggiata microscopica, poi salgo ancora un poco sino quasi al passo Carmine dove svolto per scendere in val Tidone. Poco dopo entro in territorio piacentino e la strada già non bella comincia a presentare diverse buche e rattoppi peggiori di ciò che dovrebbero sistemare, cioè il tipico asfalto di questo settore dell’ Emilia. Supero il lago di Trebecco, supero Nibbiano e controllo ogni incrocio per non perdere quella stradina che porterà a Genepreto in 1300m al 13% circa. Trovo l’ imbocco con facilità, come approccio le prime rampe un cane comincia ad inseguirmi e si piazza alla mia sinistra proprio mentre un auto giunge in senso contrario, per sua fortuna ha l’ intelligenza minima di desistere nei suoi intenti e di farsi da parte prima di essere investito.

Questa salita è un proprio muro, la strada stretta ha un fondo rovinato e devo zigzagare per evitare i rami a terra, per fortuna il 27 mi aiuta ed il giro di ieri non mi pesa. Dopo questa strappata ridiscendo in valle sino a Trevozzo imboccando la salita di Montalbo che, ora che ci penso, non ho ancora fatto. Bene, una extra non guasta! Salita molto facile tra vigne e campi d’ erba, tutta al 5/6% fino a Montalbo dove mi fermo -inutilmente- per prendere l’ acqua da una fontana che 5 giorni fa era aperta. Pazienza, ne troverò una più avanti a Vicobarone, che però ha un problemino: almeno una ventina di vespe sono intente a bere e in questo agosto “ste bestiacce” mi hanno già morso due volte… ma io me ne frego ed apro l’ acqua, non è per questo che mi vedono come una minaccia.

Ritorno in Oltrepò lungo una strada a mezzacosta attorniata di vigneti, e qui c’è la terza novità di giornata che mi porta a Torrazza con un paio di semplici strappetti. Scendo sino a Soriasco e trovo quasi per caso il bivio della salita successiva, un’ altra strada semi-dimenticata anche dalla manutenzione che mi porta verso Golferenzo attraverso Prosa, e con questa sono quattro le novità di oggi.
Mi mantengo in alta val Versa su strade che raramente ho percorso, decido di salire al Carmine attraverso Volpara-Canevino per poi reimmettermi sulla strada principale di Santa Maria, da qui in avanti ripercorro l’ andata in direzione contraria, ed anche al ritorno l’ unico fatto degno di nota accade al campo di tiro con l’ arco di Montesegale.
Ci sono diverse persone e so che probabilmente potrei incontrare Sergio “CaSe” e famiglia, rallento ed in effetti sono lì che mi salutano, così mi fermo a fare due chiacchiere e già che ci sono gli chiedo se posso togliermi uno sfizio che ho da tempo. Visto il mio forte ascendente sagittarino voglio una foto simbolica di me in bici mentre tendo l’ arco, ovviamente uno si immagina uno scatto artistico che riporta al mito dell’ uomo col corpo da cavallo, e poi il risultato finale ne è giusto una magra consolazione, ma improvvisando più di così non si può, e ringrazio Sergio per aver assecondato la mia strada richiesta!

Totale: 110km 1850m (e 200km, 3500m del giorno prima)

18 Agosto: oggi giro tranquillo in valle Ardivestra su alcune salitelle dimenticate, 43km, 650m perché ci vuole un po’ di riposo.

Prossimamente il racconto della seconda settimana, con soli 4 buoni giri di cui uno corredato da fotografie, ma prima di salutarvi con le foto vi ricordo che sabato 12 ottobre ci sarà l’ ormai 6° giro “dei vigneti d’Oltrepò”, a breve la presentazione ufficiale. STAY TUNED!

La stradina che unisce Molino Signora a Torre degli Alberi
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Che dite, apro l’ acqua?
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Vigne in alta val Versa
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Sagittario, o almeno una sottospecie di esso

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Vi racconto qualcosola

il 04/07/2013 · Comments Off on Vi racconto qualcosola

Ultimamente su questo blog c’è una vera penuria di racconti, gli ultimi li ho scopiazzati (col permesso dell’ autore) da un forum perché io non ho proprio più niente di cui scrivere. Nel 2010/2011 sono andato tanto in giro ed ho scoperto molti posti nuovi, poi dal 2012 ed ancor più quest’ anno l’ attività è calata -per non dire crollata- e di avventure ne sto vivendo veramente poche, tutto per svariati motivi che si sommano tra loro:

  • Costo di benzina ed autostrade alle stelle che fanno desistere un tirchio come me, già una trasferta in val di Susa sono più di 40€ di viaggio e da solo mi sembrano una cifra eccessiva
  • Fatica nello studiare nuovi percorsi che mi soffisfino appieno, cioè impegnativi con tanto dislivello, ma anche belli e su strade principali su cui sia difficile perdersi
  • Lo stress di una giornata del genere, molto appagante ma che impegna dal mattino presto sino ad ora di cena, negandomi ore di relax e qualche ora di sonno
  • La voglia di uscire alla sera e fare un pochettino tardi, incompatibile con lunghe trasferte del giorno dopo e la necessità di recuperare le ore di sonno perse durante la settimana
  • Anche andare via per 2/3 giorni si sta rivelando complicato, sia per tutti i motivi sopracitati, sia perché in posti sconosciuti è difficile organizzarsi coi pasti e dopo 130km e 3000m di dislivello ho bisogno di mangiare ed è raro trovare dei ristoranti che soddisfino le mie necessità di abbondanti quantità di cibo, spesso i menù sono alla carta e per saziarmi dovrei prendere 2 primi, 2 secondi ed una tripla razione di dolci, spendendo un patrimonio. E’ raro trovare dei posti come a Biella in cui, dopo aver raccontato la mia giornata, mi preparano quasi 2 etti di spaghetti al pomodoro…

Non per questo non sto pedalando, anzi, lo scorso Giugno in qualche modo è stato il 3° mese di sempre per numero di chilometri dopo il mitico (a dir poco) agosto 2010 e quello 2012 in cui ho superato i 2000km, 1907km complessivi sono tanti considerando tutte le giornate lavorative! Il fatto è che vado con molta costanza senza picchi particolari e senza produrre nuove fotografie da mostrarvi, se non nel giro del 30 giugno che qui brevemente vi racconto.

—– Giro delle capanne di Cosola —–
E’ un classicissimo della mia zona che comprende la facile scalata a Dernice e l’ ascesa montana sino ai 1500m di Capanne di Cosola, ai piedi del monte Chiappo e sul confine di 3 province di tre regioni differenti, con pure la Liguria a pochi chilometri in linea d’ aria.

Dopo un sabato in cui sono tornato tardi ed ho infortunanto un timpano assistendo ad  un tributo a Ligabue, la risalita della val Curone sino a San Sebastiano fila liscia aiutata da una brezza favorevole, poi parte la dolce salita che con stretti tornanti scavalca la valle per gettarsi nella val Borbera, poco dopo le belle strette di Pertuso.

Le rugose colline della val Curone da Dernice
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La val Borbera dove iniziano le strette di Pertuso
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Il monte Giarolo che domina la val Curone
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Sceso in val Borbera inizio la risalita sino a Cabella Ligure, ridente (così si suol dire) paesello ai piedi dei “monti del mare” che portano sino a Genova. Riempio la borraccia e parto con la scalata di 1000m di dislivello, mantenendo sempre un ritmo tranquillo e togliendomi il casco principalmente per diminuire il segno dell’ abbronzatura sul collo. Sino a Cosola la salita segue il torrente Borbera ed è discretamente agevole, dopo comincia a rampare ed in 7km abbondanti tiene una media dell’ 8% con un panorama dominato da verdi monti boschivi, occasionali fontanelle di acqua fresca e qualche tafano che in qualche modo mi punge sulla mano senza farsi notare. Arrivo fresco al valico, la temperatura è perfetta e basta un leggero gilet per non sentire il freddo nei successivi tratti di discesa in cui il sole viene sbarrato dalla boscaglia.

Il monte Lesima da Capanne di Cosola, c’è giusto qualche nuvola innocua
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Supero il passo del Giovà e mi immetto sulla tortuossissima discesa che mi porta in valle Staffora, non si possono staccare le mani dai freni sia per dei sassi sempre presenti nelle curve, sia per la successione delle stesse che non danno un attimo di tregua sino a Pianostano, dove questa via formata da asfalto ruvido ma omogeneo comincia a costeggiare il torrente.
Improvvisamente, attorno ai 50 orari sento un forte sibilo indicatore di una foratura, ha ceduto il copertone posteriore e devo cambiare camera d’ aria sperando di non avere ulteriori problemi.

Cencerate, paesello dell’ alta valle Staffora visto dalla discesa del Giovà
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Si fermano in moto ed in auto per chiedermi se potessi avere bisogno di aiuto, ma ho tutto il necessario per ovviare ad una foratura (e ripeto: UNA), ho pure delle toppe adesive che uso per chiudere il buco del copertone e ripartire, tagliando il percorso che prevedeva anche una salita che non ho mai fatto e che ho scoperto tramite Google Street view. Seguo la statale sino a Rivanazzano, vengo superato da decine di turisti automuniti della domenica a cui restituisco il favore in ingresso di paese, dove tutti rimangono incolonnati mentre io ed i motociclisti riusciamo a sorpassarli transitando sull’ altra corsia.

Il copertone “Vittoria” (non Pirelli come qualcuno ha insinuato)
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Che dire, un giro che non è andato come avrei sperato, ma con questi 108 sono pur sempre 1907km, tantissimi per essere Giugno!

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