Giro dell’Alpe di Neggia e dei Monti Motti (12 giugno 2010)

il 27/05/2010 · 1 Comments

Panorami mozzafiato su Lago Maggiore, Alpi e Prealpi


Data evento: 12 giugno (in caso di maltempo le date successive sono in ordine 13/06, 19/06, 20/06).
Darò comunicazione della conferma o meno del giro entro la sera di giovedì 11 giugno

Ritrovo: via volta, 55 – Germignaga (parcheggio Unes – supermercato, sulla Sp 394)

Orario: 9.30 ritrovo, partenza il prima possibile (max 10.00)

Percorso: www.tracks4bikers.com/tracks/show/12137 (il luogo di partenza è diverso)

Descrizione del giro: Sesto appuntamento stagionale del blog di giriesalite e secondo evento italo-svizzero dell’anno.

Questa volta si parte da Germignaga, nei pressi di Luino, da dove passeremo velocemente risalendo la statale che porta alla dogana di Zenna. Una volta arrivati a Maccagno si incomincia a salire lungo la suggestiva Val Veddasca che percorreremo interamente. Si passa quindi per alcuni deliziosi paesini mentre dall’altra parte della valle si possono ammirare, oltre alla cime, le frazioni come Curiglia e Monteviasco (quest’ultima raggiungibile solo in funivia). Per chi, una volta visitata la valle, volesse ritornare in questi luoghi suggerisco la strada impegnativa che attraverso Campagnano porta dapprima al Lago Delio e poi al Passo Forcora, stazione sciistica del varesotto). Dopo aver superato la località Piero siamo ormai in Svizzera e percorriamo l’ultima insidiosa ma non impossibile parte di salita attraverso l’abitato di Indemini. Arriviamo così ai 1395m dell’Alpe di Neggia, cima “Coppi” di giornata. Da qui è possibile scorgere la parte settentrionale del lago Maggiore che si apre sugli abitati di Locarno e Ascona. E’ zona consigliata anche come zona per prendere il sole o per escursioni visto che dall’Alpe partono diversi sentieri percorribili a piedi o in mtb.
Dopo esserci raggruppati tutti in cima e aver fatto qualche foto scendiamo lungo la tecnica discesa fino a Vira Gambarogno dopo il quale proseguiamo per qualche km lungo il lago fino ad uscire dal Gambarogno e ad arrivare nei pressi dell’aeroporto di Locarno. Da qui ci porteremo verso Cugnasco, base di partenza della seconda impegnativa salita di giornata, i Monti Motti. 11 km di salita, i primi due all’aperto e i successivi nove nel bel mezzo dei boschi. Qui la fatica si fà sentire ma in qualche tratto è possibile rifiatare e c’è persino una discesina poco prima del bivio per i Monti Della Gana. Il consiglio è di non strafare ma salire del proprio passo. Verso metà salita supereremo il caraterristico borgo dei Monti di Ditto caratterizzato da casette tutte in pietra. Lungo la salita si inizierà a intravvedere tra gli alberi il Lago Maggiore e dopo gli ultimi due km quasi piani si aprirà a noi una delle visioni più belle sul lago con Locarno e Ascona sotto di noi. Da qui, mancano 200m al gpm e ai Monti di Motti, dove chi vorrà si potrà riposare in riva al laghetto, avendo a disposizone anche due bar. Da qui è obbligatoria la visita al punto panoramico situato poco dopo le case, con la bici alla mano è necessario solamente poco più di un minuto per arrivarci e godersi in tutto il suo splendore il nord-verbano.
L’itinerario di ritorno prevede di ritornare attraverso il Gambarogno e l’alto Luinese costeggiando il lago fino a Luino e poi recandoci al puntodi ritrovo dove ci saluteremo. Per quest’ultimo tratto ci si potrà anche dividere in due gruppetti a vantaggio, soprattutto, di coloro della zona che avessero esigenze d’orario.

E’ prevista una sosta pranzo in cima all’Alpe di Neggia o una volta scesi a Vira, ci si intenderà a tal proposito nella stessa giornata.
E’ consigliato portarsi con sè un panino per velocizzare i tempi e perchè in molti posti accettano solo franchi svizzeri come in cima ai Motti (ad ogni modo io cambierò un pò di euro per ogni evenienza).

Salite:
Alpe di Neggia da Maccagno (1395m), 22km, dsl: 1177m, p.media: 5,4%
http://www.salite.ch/I/neggia.gif

Monti Motti da Cugnasco (1060m), 11.6km, dsl: 832m, p. media: 7,2%
http://www.salite.ch/CH/motti.gif

Discese:

Occhio ai primi tratti di tutte e due le discese, il resto non crea problemi. La discesa dell’Alpe di Neggia è abbastanza tecnica da percorrere.

Dsl totale: 2900 ca., le salite non sono facilissime ma, come in tutte le nostre uscite, ci si aspetta tutti in cima e non si tira mai come forsennati, quindi i raduni sono aperti a tutti coloro che abbiano un anche minimo livello di allenamento stagionale.
Vi aspettiamo!

Fabio

p.s.: per info, mail o numero di telefono scrivete sul blog o qui sul forum.
E’ gradita l’adesione ufficiale così da avere un’idea sul numero di partecipanti ed eventualmente aspettarvi al ritrovo.

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Per info, i passati eventi e il calendario delle uscite date un’occhiata al blog:

giriesalite.altervista.org

Video del giro del levante Genovese

il 23/05/2010 · 6 Comments

Ed eccovi anche i 2 filmatini on-the-road realizzati sulle strade tra mare e monti Liguri.

PARTE 1: San Eusebio, Apparizione, Mte Fasce, Recco

PARTE 2: Cornua, Lumarzo, Colla dei Rossi, Scoffera

Resoconto del Giro del Levante Ligure

il 17/05/2010 · 4 Comments

Cartoline da Genova, col mare… sullo sfondo!!!

Belin… “scusate se pe stavotta sto a faela foa da o bulacco”, ma l’idea del posteggio all’uscita dell’autostrada, è stata veramente geniale!!! …tanto geniale che è la stessa idea usata dal comune tutte le volte che c’è la partita… così il posteggio, che doveva essere la parte più semplice della giornata, si è rivelata ben più complicata del previsto…
D’altronde Genova è una posto in cui non c’è mai un buco “manco a paghelo”, e l’uscita autostradale è situata ancora in piena città.

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Comunque, una volta passati dalle quattro alle due ruote ci infiliamo nel traffico della Val Bisagno, da dove parte il nostro giro… beh, anche se la zona è un po’ fuori da quelle dei precedenti giri dello scalatore, siamo comunque in 6: Io e Grigua facciamo gli onori di casa, mentre sono graditi ospiti Pedra, Spurs84 e Andrea, che arrivano dal comasco, e Gise-go, che in vacanza in riviera si è volentieri unita al nostro itinerario.
Dopo pochi km affrontiamo tutti insieme la prima salita, di S.Eusebio, che non crea problemi, ma serve anzi a scaldarsi per bene… lungo la discesa di Bavari, la prima vista sul mare in una giornata finalmente discreta mette di buon umore tutti, e ci accompagna nel quartiere di Borgoratti, da dove comincia la dura salita del Monte Fasce.
Eh eh… se vi trovate in visita a Genova e avete poco tempo, direi che questo è il modo migliore per vedere tutto quel che c’è da vedere in città… oh, intendo dire proprio tutto… anche se magari un po’ da lontano!!! 😛

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Affrontiamo la prima parte della salita in gruppo, però via via che si sale Pedra e Andrea si avvantaggiano… hanno dalla loro decisamente più cavalli degli altri… e come se non bastasse arrivati in cima ne trovano ancora un po’!!!

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Ognuno col suo passo, arriviamo in cima alla spicciolata, pronti a trovare alcune nuvole che stanno salendo dal mare e che già a metà salita cominciano a coprire la cima del Fasce.
Niente da fare… oramai Grigua ed io ne siamo pienamente convinti… è tutta colpa della maledizione di Pedra… 2 volte che viene a trovarci a Genova e 2 volte che in cima al Fasce non può gustarsi il panorama sulla riviera di Levante!!!

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Scesi di quota e usciti dalle nuvole, ci dirigiamo verso case Cornua, dove ripasseremo più tardi risalendo da Sori, e al termine di una divertente discesa raggiungiamo Recco, dove è prevista la pausa pranzo. Adocchiamo subito un invitante bar, chiamato “I due ladroni”, ma ormai entrati nello spirito del buon genovese, il nome non proprio invitante ci fa temere per le nostre tasche, così ripieghiamo su una gastronomia di fronte.
La scelta si rivela azzeccata… come consiglia infatti ogni manuale di sport&alimentazione ci avventiamo ingordamente su pizze focacce & untume di ogni genere, a tal punto che Andrea, il più temerario di tutti, si lancia a sfidare perfino la focaccia con le cipolle!
Per quanto mi riguarda, dovevo avere veramente fame! Mi siedo infatti al tavolo senza neanche togliermi il casco dalla testa, finchè da dietro non sento Pedra che bussa sulla mia cocuzza… beh, che dire… visto che ultimamente se ne parla spesso… un’ottima pubblicità per dimostrare che il casco in testa, in bici, non ci si accorge neanche di averlo!!!

Ripartiti ben satolli, riprendiamo il ritmo sui pochi km che da Recco portano a Sori, ovviamente ben ripartiti tra salita e discesa. Mentre spiego a un dubbioso Andrea il bizzarro concetto di pianura del ciclista ligure, arriviamo all’imbocco della seconda salita, che ci riporterà in cima al Cornua passando per alcuni paesini dell’entroterra…
Nella prima parte di salita, qualcuno accusa un po’ di caldo, visto che il cielo non è più velato… da parte mia, dopo il freddo e la pioggia delle ultime due settimane, oggi sarei andato a pedalare anche nel Sahara, pur di vedere un po’ di sole!
I battistrada di giornata sono sempre Pedra e Andrea… e direi che questa foto lo testimonia a dovere!

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Tempo di arrivare in cima, e un po’ di nuvole tornano a fare capolino, accompagnate da un bel venticello che ci consiglia una sosta piuttosto breve, giusto il tempo della foto di gruppo, ben coperti dai nostri k-way! Un gentile signore si presta all’opra, e colto da particolare zelo di foto ne scatta 5 o 6, tutte esattamente uguali, perchè non sente il click della macchina fotografica…

Da sinistra a destra: Andrea, Gise-go, Grigua, Io (Maxi_78), Pedra, Spurs84.

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Ridiscesi dal Cornua, si è fatto un po’ tardi, e per accorciare un po’ decidiamo di raggiungere l’imbocco dell’ultima salita passando per Lumarzo invece che per Gattorna.
La salita alla Colla dei Rossi è una delle mie strade preferite solitaria e immersa nel bosco… anche se il dislivello già percorso comincia a farsi sentire, affrontiamo di buon grado quest’ultima salita, rinfrancati dal panorama che ci circonda, soprattutto nella seconda parte.
Ci tengo a questa foto… ecco perchè quando qualcuno viene a trovarmi voglio sempre portarlo quassù… dalla cima, i monti intorno sono una grandissima distesa di verde, e il verde, da sempre… è il mio colore preferito!!!

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Ormai in dirittura di arrivo, ci resta da affrontare solo la pedalabile discesa di Davagna, che scende dal passo della Scoffera lungo il vecchio tracciato della strada statale. Dall’alto, ecco una bella visuale sull’alta Valbisagno, con le case del comune sparso di Bargagli e, sul fondovalle, il tracciato della più recente SS.45.

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Ancora alcuni divertenti km di discesa, lungo i quali mi fermo a fare una foto alla periferia della città, che dopo una bellissima giornata di bici e compagnia è pronta ad accoglierci al nostro ritorno… a proposito, ne approfitto… le foto del resoconto sono quasi tutte opera di Pedra, che ringrazio per avermi sollevato dalla carica di “fotografo”… d’altronde la mia perizia fotografica è ben dimostrata dalla foto qui sotto… la città non è mica messa storta come sembrerebbe!!!

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Giunti a fondovalle, oramai, restano solo alcuni km lungo lo stradone di via Adamoli, che dal quartiere di Doria ci riporta al parcheggio autostradale di Staglieno, per la verità in mezzo a un traffico un po’ più intenso del solito… ma d’altronde un po’ di sole a cui non si era più abituati ha convinto molti genovesi alla classica gita a Torriglia della domenica pomeriggio!

Che dire, per me veramente una bella giornata, in cui mi sono divertito a fare da Cicerone sulle strade di Liguria!

Grazie a Grigua che mi ha dato più che una mano nella descrizione dei posti con alcune curiosità sulle zone attraversate… benchè sia prof., in materia ho più di qualche lacuna!!!

Un doveroso ringraziamento va a Spurs84 e Andrea, che per essere presenti si son dovuti sobbarcare un bel viaggetto di 200km, soprattutto al ritorno dato che il giro è terminato più tardi di quanto avessi previsto…

I ringraziamenti a Pedra ormai sono di routine, ma l’idea di questi raduni è sua e devo dire che per me, abitualmente ciclista solitario, sono veramente bellissime occasioni per giornate in compagnia sempre piacevoli e divertenti.

Infine, grazie a Gise-go, che oltre alla compagnia che ha portato ha permesso al mio giro di ottenere almeno due primati:
…beh, innanzitutto è stato il primo “giro dello scalatore” internazionale, venendo lei dalla Svizzera…
…eppoi è stato il giro che, grazie alla presenza sua e di Grigua, finora ha raggiunto la più alta percentuale di “quote rosa”, con un bel 33%

…su quest’ultimo primato voi che dite?!? mah… secondo me deve essere stato merito dell’indiscutibile bellezza dell’organizzatore…

😀 😀 😀

Resoconto del Giro della Coppa Piacentina

il 11/05/2010 · 9 Comments

A Pianello il cielo è grigio e l’aria frizzante. Siamo solo in 3, con un meteo così c’era da aspettarselo.

La val Tidone fa un po’ da spartiacque: verso il piacentino (la nostra direzione) il cielo fa paura, verso il pavese invece si fa largo il sereno. La cosa importante è che non piove alla partenza, così ci mettiamo in marcia. Visto che nessuno di noi deve affrontare un lungo viaggio in auto al ritorno, propongo di evitare 8km di statele allungando il giro di 10km aggiungendo la salita di Tassara-Stadera che ci porta comunque a Nibbiano. La proposta viene accolta senza obiezioni così partiamo subito in salita. Procediamo tutti assieme, chiacchierando un po’ e ridendo sulla mia telecronaca della corsa. Nel frattempo il sole sembra scacciare le nubi lontano regalandoci suggestivi passaggi in piccoli borghi e scorci incantevoli sulle dolci colline e l’appennino in lontanza. Raggiungiamo senza difficoltà Nibbiano e Pecorara.

Da qui a inizio il passo della Crocetta, salita di 9km mai difficile. E dopo poco la corsa si accende. Marco accellera, Pedra lo segue e io li lascio andare, non è roba che fa per me! Purtroppo Pedra oggi non è al top a causa di un problema al ginocchio che lo ha colpito in settimana e così rallenta un po’. Saliamo in compagnia, ammirando il paesaggio e facendo qualche foto.

In cima raggiungiamo Marco, e in discesa raggiungiamo il bivio con la statale del penice. Qui lo spettacolo della natura è davvero notevole, con le nubi che risalgono i fianchi della montagna  e circondano la vetta del Penice.

Quassù però è freddo, e l’asfalto umido. Ci copriamo e ci lanciamo in discesa. Lo spericolato Pedra parte in fuga, e nel giro di poco non le vediamo più. Io e Marco scendiamo assieme, e giunti a Bobbio ritroviamo Pedra ibernato con la bici in un unico blocco di ghiaccio. Una volta scongelato, ripartiamo per Perino lungo la valle del Trebbia. Approfittando dei 12km di falsopiano provo a lanciarmi in fuga, ma i miei tentavi risulteranno tutti inutili. Così giungiamo al rifornimento di Perino. Ci rifocilliamo attendendo la pioggia. Ed in compagnia delle prime goccioline ripartiamo per il passo del Cerro.  E’ una salita simile alla Crocetta, un po’ più lunga ( 13.5km) e con un km impegnativo verso la fine. Anche qui saliamo tutti assieme, ( che per me salire al loro passo vuol dire andare quasi a tutta eheh ) sotto una leggera ma costante pioggia, fino al chilometro più duro con le pendeze che arrivano anche al 12% dove perdo contatto con estrema facilita dalla battaglia per il GPM che vede coinvolti Pedra e Marco. ( e sinceramente non mi ricordo com’è andata a finere! )

Raggiunti gl’altri in cima la passo

Ripartiamo in discesa e Pedra si lancia nuovamente in fuga, per poi attenderci nei pressi di Bettola, dove constatiamo che la temperatura è di appena 17°C.

Ci sistemiamo un attimino e poi ripartiamo lungo la val Nure, un bel drittone che complice la leggere pendenza favorevole si presta a delle belle tiratone. Forse questa volta esagero un po’, infatti, superato nuovamente il ponte sul Nure, inizia secco la salita di Bagnolo, che si presenta con un bel cartello 11%. E’ un drittone sempre costante,per circa un km, poi spiana leggermente e poi un’altra rampa ti da il colpo di grazia. Pedra scatta subito e fa il vuoto, Marco sembra un po’ più in difficoltà, mentre io sono letteralmente piantato. Con estrema fatica supero questo ostacolo e raggiungo gl’altri, ed assieme ci lasciamo trasportare dai dolci pendii delle colline fino a Rivergaro. Attraversiamo il Trebbia e affrontiamo così l’ultima salita della giornata, Momeliano. Pedra e Marco se ne vanno assieme, mentre per me inizia un vero e proprio calvario: subdola e senza preavviso arriva a punire la mia esuberanza una crisi di fame che diventerà epocale. Mentre io arranco Pedra e Marco sono gia spariti tanto vanno forte, talmente forte, che al bivio ( da me non indicato ) per Momeliano sbagliano strada includendo un GPM extra. Intuito il loro errore decido di aspettarli  al belvedere

E ne approfitto così per riposarmi dieci minuti e mangiare l’ultima barretta che però servirà a poco.

Alla ripartenza mancano 15km, che per me saranno i più duri di tutta la giornata. Procedo a scatti, 3 pedalate e poi mi lascio andare, il freddo mi entra nelle ossa, tremo, Marco e Pedra si voltano spesso indietro per vedere dove sono, si fermano e mi aspettano. Ad un km dall’arrivo, metto il piede a terra, Pedra mi incita “non mollare ora, siamo arrivati”. Riparto barcollante ed arriviamo. Mi tuffo in macchina 5 minuti tutto tremante, infreddolito. Prendo fiato e lentamente mi riprendo.

Mi devo riprendere, anche perché bisogna effettuare le premiazioni per il primo giro della Coppa Piacentina. Dopo un lungo consulto la giuria ha deciso di omaggiare del premio “Spirito Agonista” Marco, e di omaggaire me del premio “ Percorso a Degustazione” premio riservato a colui che ha percorso il giro con più calma, gustandosi il paesaggio, la strada e i profumi del territorio.

E dopo tutto, non c’è stato niente di più bello che festeggiare tutti assieme con un bel gelato fresco al calduccio del bar.

Un doveroso ringraziamento a Pedra e Marco, compagnia di avventura in una giornata difficile, ma da ricordare con gioia e orgoglio.

Più che un giro è stata un’impresa.

Il meteo quest’anno ha rovinato un pò tutto, ma ci sono già tante idee per il la prossima edizione!

Giro del Levante Ligure (16/05/2010)

il 02/05/2010 · 3 Comments

GIRO DEL LEVANTE LIGURE

16 Maggio 2010

…un giro per salitomani, a due passi dal mare…


Ritrovo:

Parcheggio presso l’uscita autostradale di Genova Est. Subito dopo il casello, si oltrepassa la breve galleria “S.Pantaleo” e si gira a sinistra (NON seguire le indicazioni per il centro città). Immediatamente dopo, da entrambi i lati della strada, ci sono diversi parcheggi in cui poter lasciare le auto. Come ritrovo suggerirei il primo parcheggio sul lato sinistro.

Il giro è previsto per il giorno 16 Maggio. Per le adesioni, lasciare telefoni e e-mail, o semplicemente per richiedere altre informazioni, mi potete contattare sul questo forum oppure sul forum di www.salite.ch, dove ho inserito un post “gemello”. In caso di maltempo o altri problemi il giro verrà rinviato al 22 Maggio. (Avviso sul forum e per e-mail entro la sera di venerdì 14 Maggio).

Orario: visto che il giro è un po’ impegnativo, il ritrovo è fissato per le 9.45 per poter partire alle 10.15 max. In caso di esigenze specifiche, se qualcuno lo propone, si può decidere di ritardare un po’ l’orario.


Itinerario:

Malgrado Genova sia una città sul mare, come è tipico della Liguria le salite non mancano! L’itinerario prevede alcune strade dell’entroterra che, pur se a ridosso della città o della riviera, si inerpicano anche a quote abbastanza alte regalando splendidi panorami. Non si scherza con il dislivello. In 110km i metri di ascesa sono circa 2500!


Ecco il percorso sulla mappa: http://tracks4bikers.com/tracks/show/17777

Si parte dal quartiere di Staglieno, famoso in tutto il mondo per il suo… cimitero!!!, e dopo un paio di km ci si dirige su per S.Eusebio, praticamente un quartiere collinare della città. Questa prima salita, permette di scaldarsi, non essendo assolutamente impegnativa. Paesaggisticamente il bello verrà dopo, ma mi è piaciuto inserire una capatina in questo angolo della città, meta dei miei giri “mordi e fuggi” quando c’è poco tempo per pedalare. E comunque già qui, nei boschi verso Bavari, ci si può gustare la pace delle pedalate nel verde contrapposta al traffico della città, che si intravede nel fondovalle.


Ridiscendendo dal versante opposto, si lascia la Val Bisagno per entrare nella valle del torrente Sturla. L’illusione di arrivare al mare per concedersi un po’ di tranquilla (ma trafficata) strada costiera svanisce nel quartiere di Borgoratti, alle prime case della periferia di Genova, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per il monte Fasce. Dopo un inizio duro ma “cittadino”, che attraversa il quartiere di Apparizione, si prosegue lungo la salita di quasi 10 km, un “must” per il ciclista genovese. Come prima salita “vera”, non c’è male… è infatti la più dura di tutte, con tratti impegnativi in doppia cifra… La fatica, però, è abbondantemente ripagata da uno dei panorami più belli di giornata, con diverse viste sul golfo di Genova che diventano sempre più spettacolari via via che si sale. Arrivati presso il Santuario di Liberale, se si vuole si può decidere per una sosta e godere della splendida vista sulla città dal posto più panoramico di tutti, altrimenti si può continuare, senza farsi illudere dalla sede stradale che diventa negli ultimi 2 km più larga, ma non per questo meno impegnativa.
Arrivati in cima, si prosegue dapprima in costa, fino a raggiungere con diversi saliscendi il Monte Cornua. Altra sosta obbligata… – la vista sulla valle di Sori a mio avviso è uno degli scorci più belli dell’intera provincia! – dopodichè si scende verso Recco. Un paio di Km di Aurelia, ovviamente equamente divisi tra salita e discesa (la pianura litoranea, praticamente… non esiste!!!) e si arriva a Sori, per cominciare la risalita verso il Monte Cornua, lungo le strade in precedenza solo “ammirate” dall’alto. È possibile risalire la valle da entrambi i lati. Sulla mappa ho tracciato il versante destro di Sussisa, duro ma con alcuni momenti di relax. Propenderei però per la risalita dal lato sinistro, forse più impegnativo ma paesaggisticamente molto più spettacolare.
Ritornati in quota, si ridiscende verso la Valfontanabuona, per raggiungere Gattorna. Svolta a sinistra al bivio con la ss.225 e, subito dopo, di nuovo a destra, lungo i primi km della provinciale per il passo del Portello. Giunti a Neirone, però, un altro bivio, per raggiungere Acque di Ognio dove comincerà la salita per la Colla dei Rossi. Mi perdonino i colleghi ciclisti genovesi… ma questa è proprio una mia fissa! È una salita che trovo stupenda, sempre in mezzo al bosco, solitaria… non potevo non includerla nell’itinerario!
Dalla Colla dei Rossi, infine, solo discesa… si potrà optare per la nuova statale 45, non ripida ma veloce, o per il più interessante vecchio tracciato che passa da Davagna, meno trafficato ma soprattutto più tipicamente ligure, tra l’altro molto divertente negli ultimi 4 Km a tornanti. Ritorno alle macchine, infine, attraverso la periferia di Genova, che scorre però veloce grazie alla strada leggermente in discesa che, dall’abitato di Genova Doria, riporta verso il centro cittadino.

Prevederei una sosta-panino al primo o al secondo passaggio sul Monte Cornua, dove c’è un bar-trattoria, o se qualcuno preferisce, a Recco (però in tal caso potrebbe non essere una grande idea risalire al Cornua con 2 etti di focaccia al formaggio nella panza…). In ogni caso consiglio di portarsi comunque qualcosa appresso.


Le salite:

S. Eusebio/Bavari (da S.Gottardo): salita pedalabile, assolutamente non impegnativa fatto salvo per poche centinaia di metri a tornanti tra S.Eusebio e Bavari… Pensando a quello che ci sarà dopo… l’ideale per scaldare la gamba!
Monte Fasce (da Genova Borgoratti): È una delle salite più dure a ridosso della città, abbordabile solo nei primi km. Successivamente mancano tratti di recupero, e la pendenza si mantiene sempre elevata.
Monte Cornua (da Sori): Quello del grafico è il lato di Sussisa, ma rende comunque l’idea. In comune con il versante che affronteremo, ovviamente, solo l’ultimo tratto… il più duro!
Colla dei Rossi (da Gattorna): Salita impegnativa, ma non eccessivamente, con tratti per rifiatare, sempre in mezzo al bosco.


Le discese:

Bavari-Borgoratti: fondo stradale discreto, traffico stradale limitato…
Monte Cordona-Calcinara-Recco: veloce ma non in perfette condizioni il primo tratto, (attenzione soprattutto al ripido tratto prima di Case Cornua e a due tornanti prima di Calcinara), ottima nella seconda parte verso Recco
Monte Cornua-Gattorna: Il primo tratto, fino a Calcinara, lo si percorre nuovamente. Strada perfetta, dopo aver superato la contropendenza di Colle Caprile, verso Gattorna.
Colla dei Rossi-Genova: Prestare molta attenzione per i primi 2,5 km, fino al passo della Scoffera, dopodichè niente da segnalare da entrambi i possibili versanti.

Ecco uno scorcio dal Fasce (…a proposito… grazie a Elena per la foto!!! 😛), in cui si vedono i ripetitori che, dal basso, dominano la città, e sullo sfondo il panorama di Genova:

Ah, una piccola nota a margine…

Il giro è lungo e impegnativo, ma per chi volesse, rimanendo sempre nelle vicinanze della città, molte sono le possibilità di ripiegare su un percorso “corto” o “medio”. Per una pedalata decisamente più “abbordabile”, chi volesse far ritorno alla macchina con meno km nelle gambe potrebbe, una volta giunti a Sori, rinunciare alle ultime due salite e far ritorno a Genova lungo la costa. Da Gattorna, invece, l’impegnativa Colla dei Rossi può essere evitata seguendo la SS.225, percorrendo la facile ma piacevole salita di Boasi per ricongiungersi all’itinerario originale poco sotto il passo della Scoffera.


Mi raccomando, accorrete numerosi!!! 😀

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