Giro Bobbiese parte 2

il 27/08/2010 · 2 Comments

Ci risiamo. A Bobbio, 6 giorni dopo la sventurata trasferta in cui ho provato cosa significhi scendere sotto il diluvio. Dopo un’ ora circa di auto e qualche sorpasso tra i tornanti del Penice parto con la quasi certezza di una bella giornata, anche se ormai è già pomeriggio.

L’ inizio è lo stesso, sino a Coli l’ odioso asfalto ruvido scorre (piano) sotto le mie ruote, ma poi non sbaglio più il bivio per il passo S. Barbara, una salita molto discontinua su carreggiata rovinata, che alterna autentici strappetti a pianura, che sembra voler finire ad ogni curva, per poi fregarti con l’ ennesima rampa. La fine è affascinante, passa sotto a rocce nere tendenti al blu, un paradiso per gli appassionati di geologia quali non sono io.
Arrivo al Santa Barbara e capisco che l’ altra volta ero praticamente lì, il monte Aserei è poco lontano. La cartina è chiara, ma tra nomi inventati e strade mancanti mi fido più dell’ abbondante (e sbagliata) segnaletica piacentina, risalendo sino al monte e buttandomi su una strada bianca abbastanza bella, che mi era stato assicurato essere tutta in buono stato, cosa di cui mi convinco vedendo 2 macchine salire. L’ inizio è bello, ma poi degenera ai limiti della ciclabilità e sebbene la faccia praticamente tutta in sella, questa lunga discesa sino a Mareto mi ruba molto più tempo del previsto.
A Mareto tiro un sospiro di sollievo, e fortunatamente mi guardo indietro ad un bivio giusto in tempo per capire di stare ancora sbagliando strada. Il monte Albareto è pure peggio del Santa Barbara, quando sembra essere finito ricomincia con l’ ennesima rampa al 15%, dove torna utile il 27 appena montato in previsione del Mortirolo. La discesa verso Ferriere è un muro, specie all’ inizio, poi da Ferriere diventa un falsopiano discendente e lungo sino a Farini.
Qui c’è un altro bivio, per Pradovera sono 16km (saranno mica tutti in salita?), non ho scelta se non salire su pendenze finalmente regolari e non ripide. Faccio sosta acqua e un bel po’ prima del paesino scendo. No, non è tutta salita, ma il portaborracce che barcolla sulle diverse buche mi obbliga ad un’ altra sosta per sistemarlo. Fortuna che porto sempre con me 3 brugole.
Appena prima di Pradovera capisco da dove sarei dovuto passare, e trovo pure il bivio per Perino che Roberto “Aresius” e Piero mi hanno consigliato. Ormai è però tardi e a risalire la val Trebbia avrei avuto un forte vento contrario, inoltre mi si presenta l’ occasione di aggiungere una salita extra al mio abbondante elenco, perciò la decisione di risalire al monte Aserei è “obbligata”. Un fitto bosco mi accompagna per un tratto, riparandomi da un sole nemmeno caldo per il periodo, prima della prateria a quota 1250m della vetta.
Mi manca poco, in 1000m di dislivello in discesa arrivo a Bobbio, dove me ne infischio della zona pedonale e riesco a trovare in fretta la mia macchina.

In totale 88km e 2450m di dislivello, dopo i 124 e 2950m del giorno precedente, e 2 giorni prima di una “triplete” Valtellinese che vi racconterò a breve. Seguitemi sempre su questo blog :) E non snobbate i giri che organizziamo, si rivelano sempre giornate divertenti!

Il ponte del diavolo. Narra la leggenda che Satana l’ abbia costruito in una notte in cambio dell’ anima del primo a passarci, ma per sua sfortuna è stato un cane.


La val Trebbia, dove entra nelle strette a 2 km a sud di Bobbio.


No è, non piovere oggi!


Una strana roccia salendo al passo Santa Barbara.


L’ “asfalto” piacentino, ne ho affrontati in sella 6km di cui 4 in discesa


Ormai al ritorno, frazioni nei pressi di Coli


Giro della Valle Staffora (12 Settembre)

il 24/08/2010 · Comments Off on Giro della Valle Staffora (12 Settembre)

GIRO DELLA VALLE STAFFORA

L’ Oltrepò pavese non è solo collinette da vino, ma nella sua parte occidentali presenta anche montagnole ripide che portano necessariamente a salite impegnative ed anche relativamente lunghe. Questo itinerario vi porterà alla scoperta della parte più selvaggia delle colline, principalmente lungo la valle Staffora ed i suoi affluenti principali (Ardivestra e Nizza), ma con anche una consistente capatina lungo l’ Alessandrino Curone.

Il ritrovo è alle 9:30 di Domenica 12 Settembre in piazza a Godiasco (PV), con un’ ampia presenza di parcheggio, la partenza sarà appena pronti, comunque non oltre le 10:00. L’ arrivo si spera entro le 17:00.
Il pranzo sarà a Castellaro o Cella di Varzi, ma consiglio di portarsi a dietro il necessario per mangiare. In caso di maltempo intenso e certo il giro verrà annullato sino a 2 giorni prima.

Questo è un giro abbastanza duro. Non certo come quello di Gottardo-Furka-Nufenen, ma in 97km ci sono 2100m di dislivello, pendenze spesso oltre il 10%, salite collinari impegnative ed anche molti tratti lungo le numerosi valli della zona. Chi abita in zona sa cosa sono Oramala, Castellaro e Guardamonte…
La valle Ardivestra è l’ ideale per scaldarsi, circa 10km ci separano dalla salita di Montacuto, tutti in leggera salita ma con 3 strappetti per assaggiare la gamba odierna e qualche buca per abituarsi alle peculiarità stradali nostrane. Scalato Montacuto inizia la discesa lungo la val di Nizza, un paradiso per i passistoni che potranno sfruttare la strada larga e praticamente diritta.
A Ponte Nizza inizia il moloch dell’ Oltrepò: Oramala, la più difficile della zona collinare, con la prima parte impegnativa, la seconda che alterna tratti al 12% con altri all’8%, la terza che presenta strappi duri e discese. Si va in picchiata a Varzi per salire a Castellaro, lunga ma abbastanza regolare, dove pranzeremo. A Cella di Varzi scenderemo a Fabbrica Curone per continuare in direzione San Sebastiano, dove ci sarà la 4° di giornata, Guardamonte, dura anch’ essa specialmente nei 2km iniziali. invece di scendere a Bagnaria però scollineremo a Cascina Guardamonte, seguendo il crinale tra Serra del Monte e Colletta di Momperone, per ritornare in Piemonte a Momperone.
Il grosso è quasi fatto, dopo qualche km di strada secondaria ci sarà l’ ultima salita di Zebedassi, che presenterà il conto con qualche strappo maligno ma breve, prima della discesa da Alta Collina verso Godiasco.

In totale: 97km e 2100m di dislivello.
Un itinerario più corto è quello che sale da Oramala via Casaponte (val di Nizza), e che a Serra del Monte scende in valle Staffora per ritornare a Godiasco. In questo caso sono 75km e 1700m di dislivello, pur sempre impegnativo ma ancora alla portata di chi è minimamente allenato.

Il percorso: http://tracks4bikers.com/tracks/show/16311

Le salite:

Montacuto: strada stretta e brutta, con un paio di contropendenze, ma mai dura
Oramala: si divide in 3 parti, la 1° è impegnativa, la 2° dura, la 3° strappa
Castellaro: piuttosto lunga ma regolare
Guardamonte: tratti al 10% nei primi km, la deviazione verso la cascina è su stradina al 10-12%
Zebedassi: strappetti seguiti da spianate in un contesto collinare

Le discese:

Montacuto-S.Albano-Ponte Nizza: 13km di lungovalle all’ 1-2%, curve solo all’ inizio. Da veri passisti
Oramala-Varzi: asfalto bello, attenzione però alle pendenze iniziali, specialmente al 2° muro che è seguito da un tornante
Castellaro-Fabbrica Curone: discreta ma con pericolo di sabbia e buche
Cascina Guardamonte-Serra del Monte: asfalto buono, ma molto ripida, meglio tirare i freni
Colletta-Momperone: strada stretta con un ottimo asfalto
Alta Collina-Godiasco: asfalto discreto, qualche tornante

Informazioni:
Per qualsiasi dubbio, o per confermare la partecipazione scrivi a [email protected]
Il gruppo si riunisce al termine di ogni salita e discesa, nel dubbio ai bivi è meglio attendere, ma possono esserci problemi solo verso Oramala (seguire S. Alberto di Buttrio – Oramala – Varzi) o a Guardamonte, dove svolteremo 1km prima della cima (è meglio trovarci a Musigliano)

Bobbio e diluvio

il 18/08/2010 · Comments Off on Bobbio e diluvio

Non sempre i giri vanno come devono andare, a volte qualcosa va storto e la “ritirata” è l’ unica scelta possibile. Oggi è uno di questi giorni.

Parto da Bobbio che le previsioni meteo parlano di possibili episodi temporaleschi di breve durata, ma io sono fiducioso di non prendere acqua lungo questo itinerario che mi è stato proposto praticamente uguale da 2 persone differenti (che ringrazio).
La prima salita è la famosa Bobbio-Coli, conosciuta per la sua cronoscalata che non ho mai fatto (perfortuna, dato che l’ asfalto ruvido risucchia tra il 5% ed il 10% della pedalata). C’è un’ umidità pazzesca, sudo come quasi mai nonostante la temperatura sia nella norma estiva. A Coli proseguo sulla strada principale, osservando nubi minacciose condensarsi sopra il Penice e in val Trebbia. Arrivo al bivio per il monte Aserei, non mi ritrovo con la cartina del percorso ma nel dubbio continuo a salire su pendenze a doppia cifra nella parte iniziale, fino alla fine della salita a 1250m circa (non 1431 come indicato dal cartello). Il tempo attorno è brutto, ma dove sono io sta reggendo. Sulla destra c’è la deviazione per Farini, ma è sterrato e pure vietata al transito, perciò capisco di aver sbagliato strada e scendo dallo stesso lato. Col senno del poi, mi bastava continuare per ricongiungermi con il tragitto originario…
Al bivio del monte Aserei chiedo informazioni, ma rimango confuso e dopo aver sentito 4 goccie colpire la mia pelle ritorno sui miei passi a Coli, dove mi fermo a mangiare in attesa degli sviluppi dell’ atmosfera, attualmente nera e tuonante.

La situazione non migliora, il giro è compromesso e comincia ad essere tardi per rischiare un acquazzone, perciò scendo di nuovo a Bobbio in direzione macchina (e sconfitta). Al ponte vecchio però noto una strada secondaria che sale, come posso farmi sfuggire quest’ occasione di salita extra? Tanto rimango comunque in zona nel caso probabile si mettesse a piovere. Bastano pochi metri per trovare l’ asfalto bagnato, un paio di km invece per bagnarmi anche la testa, ma insisto, voglio questa salita (nemmeno tanto facile) nel mio elenco! Arrivo in cima che l’ asfalto diventa ghiaia, e la pioggia tempesta.
Scendo subito, ma è un disastro: sopra di me tuoni ed acqua a secchiate, sotto di me fango e torrenti che escono dai campi, davanti a me pericolose curve, non tanto per la pendenza mai esagerata o per il raggio sempre ampio, ma perchè i freni non rispondono, mettendoci tutta la forza riesco a malapena a non accelerare e vivo alcuni momenti di timore quando mi trovo un cumulo di ghiaia girando verso destra, oppure quando nonostante i freni tirati prendo velocità e devo frenare addirittura con i piedi. Spaventoso, basta allontanare i pattini dal cerchione per un secondo che la forza della pioggia crea una patina che non si smuove più.

Arrivo a Bobbio in qualche modo, cerco la macchina ma orientarsi tra i sensi unici ed i divieti vari del centro è un’ impresa a cui rinuncio passando contromano su un marciapiede. Ovviamente quando arrivo smette di piovere.
Sarà per la prossima (6 giorni dopo, giro fatto quasi completamente ma non senza rimanere fregato dall’ abbondante e sbagliata segnaletica piacentina, come quella che al Penice ti manda verso Bobbio per raggiungere Salice Terme).

Il Trebbia dal ponte verso Coli, uno di quei fiumi “balneari”

La val Trebbia, vista assieme ad “innocue nubi”

Coli si trova in una zona calanchiva, con alcuni passaggi veramente al limite.


Il ponte vecchio, detto anche ponte del Diavolo.

Piccola foto per mostrare come vedevo il cielo

Ed io che credevo che Salice Terme fosse in valle Staffora! Invece il povero turista sfigato che non conosce i posti lo fanno passare da Romagnese-Zavatarello, giusto per complicargli un po’ la vita. E non è un errore, è una cosa voluta.

Torriglia ed alta val Trebbia

il 14/08/2010 · Comments Off on Torriglia ed alta val Trebbia

Il mio timore non riguarda il giro, che rimane comunque abbordabile per le mie capacità, ma il traffico. Oggi è giorno di grande esodo ed ho paura di trovare code in autostrada, ma spero che il traffico sia comunque scorrevole. Ed invece no, la viabilità è perfetta, non un attimo di rallentamento se non nelle stupende curve dopo Serravalle Scrivia. Anche il tratto di statale tra Busalla e Laccio (frazione di Torriglia) scorre via veloce tra poche macchine e tante biciclette.

La partenza è subito in salita, dopo 100m mi fermo dietro un pilone per alleggerirmi (e non poco! ), quindi arrivo tranquillo a Torriglia dove prendo un grosso pezzo di focaccia, troppo grande per le mie tasche tanto che devo mangiarne subito un pezzo. Non è proprio quella che fanno in riviera, ma è comunque unta e saporita a dovere. Lascio la valle Scrivia e mi lancio in discesa lungo la parte iniziale della valle Trebbia, non ancora affascinante come la parte centrale ma gradevole da fare all’ ingiù, scendendo fino al bivio per Donderi, dove in maniera provvidenziale incrocio uno in macchina che mi fa capire che sto sbagliando strada. Continuo e al bivio successivo azzecco la salita giusta, quella che arriva sino a Propata e che lo scorso anno ho fatto solo parzialmente, mentre oggi completerò il pezzo mancante.
L’ inizio è in falsopiano, poi sale in maniera costante senza regalare panorami che superino la ricca vegetazione di questa parte selvaggia di Liguria. Al bivio scendo sino alla diga del Brugneto, dove ne approfitto per fotografare il laghetto artificiale che dicono aiuti la formazione di numerosi temporali estivi, in una delle zone già più piovose dell’ Appennino settentrionale. Dopo la diga devo risalire, le pendenze non sono difficili ma non credevo fosse così lunga la strada al bivio di Donderi, che in un primo tempo ignoro per completare totalmente la scalata. La discesa verso il Trebbia è un disastro, prima la ghiaia, poi le buche, poi ancora il brecciolino… Da evitare, ma ora sono di nuovo lungo la statale e ne approfitto per tirare fuori la mia focaccia e mangiarla durante le pedalate su una leggera contropendenza.
D’ora in avanti si viaggia veloci sospinti da una brezza che scende dagli Appennini, a Due Ponti incontro pure Davide di Varzi, è proprio piccolo il mondo… Mi aiuta anche a trovare il bivio successivo per Rovegno e Fontanigorda, gradevole deviazione nel verde Appennino che inizialmente sale in modo deciso fino appunto a Pietranera, e che poi continua tra saliscendi sempre immersi nel verde e su strada bella, attraversando paesini che in queste occasioni di ferie vengono ricordati da tutti quelli che hanno li una casa o dei parenti. Scendo leggermente a Casanova, affronto una breve salita ed eccomi a Fontanigorda, da dove scendo verso la val Trebbia, ma sempre interrotto da diversi strappetti.
Ancora un breve doppio passaggio in val Trebbia a Due Ponti, ma ora giro a sinistra in direzione Fascia/Casa del Romano, una di quelle salite che ho addocchiato da diversi anni e che finalmente ho l’ occasione di affrontare. L’ inizio è da statalona alpina, con strada larga a 2 corsie e ripidità sul 6-7%, questo sino al bivio per Rondanina, dopo la carreggiata si restringe un poco, ma rimane grande rispetto alla quantità ridotta di traffico. Il bivio successivo porta a Fascia, tipico paese montano con un buon panorama sull’ Appennino e frequentato da turisti mordi e fuggi, alcuni dei quali mi consigliano una fontana da cui abbeverarmi. Il resto della salita ha un asfalto nuovissimo e molto scorrevole, che rende più facile scalare il pendio sino al bivio di Propata, dove però proseguo oltrepassando Casa del Romano alla ricerca del confine regionale, per mostrarvi la differenza di manto stradale tra Liguria e Piemonte, differenza che non vedo perchè interrompo la pedalata per ritornare indietro, incrociando anche uno di Casei Gerola che è partito da casa in bicicletta.
La discesa verso Propata è divertente, la salita successiva alla galleria di Garaventa invece è una scocciatura al 5-6%, che cerco di far durare il meno possibile pedalando forte. Arrivo a Torriglia dove mi fermo a bere e chiedo informazioni per l’ ultimo tratto che ho studiato, strada alla quale rinuncio dopo che alcuni mi hanno raccontato essere in cattivo stato, e dopo aver visto 113 sul contakm. Quindi scendo direttamente a Laccio, per un totale di 118km, 2450m di dislivello, poca fatica e media pedalata dei 24kmh. Tutto merito della focaccia s’intende 😀

Panoramica del lago del Brugneto dalla diga


Il paesino di Casanova, tra Pietranera e Fontanigorda


Visuale su Rondanina


Vista generale sull’ alta val Trebbia ed il suo Appennino


Lago di Brugneto 2: in mattinata ero dall’ altra parte


Download Torrigliese su Google Earth

Domenica 29 Agosto: Giro del Triangolo Lariano

il 12/08/2010 · Comments Off on Domenica 29 Agosto: Giro del Triangolo Lariano

Di Andrea Verga (andreaverga[AT]libero[punto]it)

Per questa data l’entourage di “Giri e Salite” organizza una tappa ciclistica
ricca di asperità che ricalca in massima parte la Gran Fondo “Fabio
Casartelli”.

Il ritrovo è fissato per domenica 29 Agosto alle 9.30 (partenza max ore 10.00) presso il parcheggio adiacente il Lago del Segrino posto nella località di Longone al Segrino (CO).

Tale località è facilmente raggiungibile percorrendo dalla verde Brianza la statale Vallassina, arrivati ad Erba bisogna seguire le indicazioni per Canzo, oppure per chi arriva da Como seguendo la provinciale per Lecco che, oltrepassando i paesi di Lipomo, Tavernerio, Albese con Cassano e Albavilla vi porterà di nuovo ad Erba.

Si informa che il percorso è questo: http://tracks4bikers.com/tracks/show/32279

DESCRIZIONE DEL GIRO:

Dall’affascinante Lago di Segrino (da cui lassù si staglia Mr. Cornizzolo) i nostri baldi grimpeur devono raggiungere il paese di Canzo, da qui parte una leggera salita che dopo qualche chilometro (sulla strada che conduce a Magreglio) ci porterà presso l’abitato di Lasnigo, sede della prima erta di giornata verso la Conca di Crezzo, salita breve ma molto dura con un tratto che raggiunge il 20% di pendenza (utile per riscaldarsi a quello che verrà successivamente). ( http://www.salite.ch/crezzo.asp )

In cima alla salita si raggiunge il ristorante “La Madonnina”, dove il sottoscritto si fermerà a mangiare, ehm, da cui si potrà avere una bella panoramica della sponda del lago di Como versante Lecchese Successivamente picchiata di tre km. circa verso l’abitato di Barni, da cui imboccheremo la Provinciale per Bellagio in direzione Asso, raggiunto l’abitato di Maglio gireremo a destra e da qui inizia la seconda salita di giornata che ci porterà alla Colma di Sormano, quest’ultima parolina magica che riconduce al famoso “Muro”, inserito negli anni 50-60 in diverse edizioni del Giro di Lombardia, strada recentemente riasfaltata con indicazioni di ogni metro di dislivello percorso.

Eccovi l’altimetria spaventosa del Muro: http://www.salite.ch/sormano1.asp
La salita tradizionale che porta alla Colma non è eccessivamente dura, eccovi l’altimetria: http://www.salite.ch/sormano.asp
Chi ha gambe polmoni e rapporti giusti, intorno al quinto km. potrà pertanto girare a sx seguendo l’indicazione “Muro di Sormano” e raggiungere la Colma in due km al 15% medio, gli altri (tra cui il sottoscritto) seguiranno l’itinerario più facile.

Raggiunta la Colma troviamo il rifugio Stoppani dove potremo fermarci a bere e mangiare, prima di affrontare la lunga discesa che ci porterà all’altro versante del lago di Como e precisamente a Nesso, da dove, percorrendo una decina di km con diversi strappetti, raggiungeremo l’abitato di Bellagio, da cui partirà l’ultima salita di giornata che ci porterà al Monte San Primo, eccovi l’altimetria: http://www.salite.ch/san19.asp

La prima parte della salita è quella classica che porta al Santuario del Ghisallo, noi siamo masochisti e proprio quando l’altimetria del percorso classico spiana (a Guello) gireremo a destra e ci appronteremo a percorrere il SuperGhisallo, con aggiunta finale (altrimenti ci sarebbe troppa poca salita e il giro sarebbe adatto a passisti/velocisti, noi invece siamo scalatori eheh) dell’arrivo al Monte San Primo, aggiunta di un paio di km. da Pian del Rancio cima Coppi del SuperGhisallo.

Finita la strada asfaltata del S.Primo troveremo un rifugio, poi in picchiata verso Pian del Rancio e finalmente, rullo di tamburi, verso il Santuario dei ciclisti! Chi vorrà potrà visitare anche l’adiacente Museo, inaugurato da qualche anno, grazie all’incipit di Fiorenzo Magni, il mitico leone delle Fiandre!

Basta.Stop.Passo e Chiudo. Da qui in avanti ci attendono una decina di km in discesa e 3-4 km pianeggianti che costeggiano il Lago di Segrino, solitamente attraversato da bellissime donzelle in tenuta ginnica, insomma il paradiso dopo l’Inferno!!
Raggiunto il parcheggio il nostro contachilometri segnerà all’incirca (in base alle varianti scelte a Sormano e anche Ghisallo-Superghisallo) 92 km con 2300 metri di dislivello.

Se poi non siete contenti, dal parcheggio parte, dopo un km., la salita al Monte Cornizzolo, durissima, forse la salita più dura della zona, ma con condizioni di strada pietose, per questo ho deciso di non inserirla nella gran fondo, ehm passeggiata.

See you soon, amigos!

Domenica 29 Agosto 2010 “Giro del Triangolo Lariano”Per questa data l’entourage di “Giri e Salite” organizza una tappa ciclistica
ricca di asperità che ricalca in massima parte la Gran Fondo “Fabio
Casartelli”.

Il ritrovo è fissato per domenica 29 Agosto alle 9.30 (partenza max ore 10.00)
presso il parcheggio adiacente il Lago del Segrino posto nella località di
Longone al Segrino (CO).

Tale località è facilmente raggiungibile percorrendo dalla verde Brianza la
statale Vallassina, arrivati ad Erba bisogna seguire le indicazioni per Canzo,
oppure per chi arriva da Como seguendo la provinciale per Lecco che,
oltrepassando i paesi di Lipomo, Tavernerio, Albese con Cassano e Albavilla vi
porterà di nuovo ad Erba.

Si informa che il percorso è stato salvato sul sito http://tracks4bikers.com
col nome di “Giro del Triangolo Lariano” (editato da NEUROSIS) –

DESCRIZIONE DEL GIRO

Dall’affascinante Lago di Segrino (da cui lassù si staglia Mr. Cornizzolo) i
nostri baldi grimpeur devono raggiungere il paese di Canzo, da qui parte una
leggera salita che dopo qualche chilometro (sulla strada che conduce a
Magreglio) ci porterà presso l’abitato di Lasnigo, sede della prima erta di
giornata verso la Conca di Crezzo, salita breve ma molto dura con un tratto che
raggiunge il 20% di pendenza (utile per riscaldarsi a quello che verrà
successivamente).

Qui sotto l’altimetria:

http://www.salite.ch/crezzo.asp?Mappa=http://www.viamichelin.
fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-
tepdyssnhwmobp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661

In cima alla salita si raggiunge il ristorante “La Madonnina”, dove il
sottoscritto si fermerà a mangiare, ehm, da cui si potrà avere una bella
panoramica della sponda del lago di Como versante Lecchese

Successivamente picchiata di tre km. circa verso l’abitato di Barni, da cui
imboccheremo la Provinciale per Bellagio in direzione Asso, raggiunto l’abitato
di Maglio gireremo a destra e da qui inizia la seconda salita di giornata che
ci porterà alla Colma di Sormano, quest’ultima parolina magica che riconduce
al famoso “Muro”, inserito negli anni 50-60 in diverse edizioni del Giro di
Lombardia, strada recentemente riasfaltata con indicazioni di ogni metro di
dislivello percorso.

Eccovi l’altimetria spaventosa del Muro:

http://www.salite.ch/sormano1.asp?Mappa=http://www.viamichelin.
fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-
tud7mun4uylobp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661

La salita tradizionale che porta alla Colma non è eccessivamente dura, eccovi
l’altimetria:

http://www.salite.ch/sormano.asp?Mappa=http://www.viamichelin.
fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-
t24lwr274zlobp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661

Chi ha gambe polmoni e rapporti giusti, intorno al quinto km. potrà pertanto
girare a sx seguendo l’indicazione “Muro di Sormano” e raggiungere la Colma in
due km al 15% medio, gli altri (tra cui il sottoscritto) seguiranno
l’itinerario più facile.

Raggiunta la Colma troviamo il rifugio Stoppani dove potremo fermarci a bere e
mangiare, prima di affrontare la lunga discesa che ci porterà all’altro
versante del lago di Como e precisamente a Nesso, da dove, percorrendo una
decina di km con diversi strappetti, raggiungeremo l’abitato di Bellagio, da
cui partirà l’ultima salita di giornata che ci porterà al Monte San Primo,
eccovi l’altimetria:

http://www.salite.ch/san19.asp?Mappa=http://www.viamichelin.
fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-
ty04qy7m69nobp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661

La prima parte della salita è quella classica che porta al Santuario del
Ghisallo, noi siamo masochisti e proprio quando l’altimetria del percorso
classico spiana (a Guello) gireremo a destra e ci appronteremo a percorrere il
SuperGhisallo, con aggiunta finale (altrimenti ci sarebbe troppa poca salita e
il giro sarebbe adatto a passisti/velocisti, noi invece siamo scalatori eheh)
dell’arrivo al Monte San Primo, aggiunta di un paio di km. da Pian del Rancio
cima Coppi del SuperGhisallo.

Finita la strada asfaltata del S.Primo troveremo un rifugio, poi in picchiata
verso Pian del Rancio e finalmente, rullo di tamburi, verso il Santuario dei
ciclisti!

Chi vorrà potrà visitare anche l’adiacente Museo, inaugurato da qualche anno,
grazie all’incipit di Fiorenzo Magni, il mitico leone delle Fiandre!

Basta.Stop.Passo e Chiudo.

Da qui in avanti ci attendono una decina di km. in discesa e 3-4 km
pianeggianti che costeggiano il Lago di Segrino, solitamente attraversato da
bellissime donzelle in tenuta ginnica, insomma il paradiso dopo l’Inferno!!

Raggiunto il parcheggio il nostro contachilometri segnerà all’incirca (in base
alle varianti scelte a Sormano e anche Ghisallo-Superghisallo) 80-90 km. con
1800-2200 metri di dislivello.

Se poi non siete contenti, dal parcheggio parte, dopo un km., la salita al
Monte Cornizzolo, durissima, forse la salita più dura della zona, ma con
condizioni di strada pietose, per questo ho deciso di non inserirla nella gran
fondo, ehm passeggiata.

See you soon, amigos!Per questa data l’entourage di “Giri e Salite” organizza una tappa ciclistica
ricca di asperità che ricalca in massima parte la Gran Fondo “Fabio
Casartelli”.

Il ritrovo è fissato per domenica 29 Agosto alle 9.30 (partenza max ore 10.00)
presso il parcheggio adiacente il Lago del Segrino posto nella località di
Longone al Segrino (CO).

Tale località è facilmente raggiungibile percorrendo dalla verde Brianza la
statale Vallassina, arrivati ad Erba bisogna seguire le indicazioni per Canzo,
oppure per chi arriva da Como seguendo la provinciale per Lecco che,
oltrepassando i paesi di Lipomo, Tavernerio, Albese con Cassano e Albavilla vi
porterà di nuovo ad Erba.

Si informa che il percorso è stato salvato sul sito http://tracks4bikers.com
col nome di “Giro del Triangolo Lariano” (editato da NEUROSIS) –

DESCRIZIONE DEL GIRO

Dall’affascinante Lago di Segrino (da cui lassù si staglia Mr. Cornizzolo) i
nostri baldi grimpeur devono raggiungere il paese di Canzo, da qui parte una
leggera salita che dopo qualche chilometro (sulla strada che conduce a
Magreglio) ci porterà presso l’abitato di Lasnigo, sede della prima erta di
giornata verso la Conca di Crezzo, salita breve ma molto dura con un tratto che
raggiunge il 20% di pendenza (utile per riscaldarsi a quello che verrà
successivamente).

Qui sotto l’altimetria:

http://www.salite.ch/crezzo.asp?Mappa=http://www.viamichelin.
fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-
tepdyssnhwmobp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661

In cima alla salita si raggiunge il ristorante “La Madonnina”, dove il
sottoscritto si fermerà a mangiare, ehm, da cui si potrà avere una bella
panoramica della sponda del lago di Como versante Lecchese

Successivamente picchiata di tre km. circa verso l’abitato di Barni, da cui
imboccheremo la Provinciale per Bellagio in direzione Asso, raggiunto l’abitato
di Maglio gireremo a destra e da qui inizia la seconda salita di giornata che
ci porterà alla Colma di Sormano, quest’ultima parolina magica che riconduce
al famoso “Muro”, inserito negli anni 50-60 in diverse edizioni del Giro di
Lombardia, strada recentemente riasfaltata con indicazioni di ogni metro di
dislivello percorso.

Eccovi l’altimetria spaventosa del Muro:

http://www.salite.ch/sormano1.asp?Mappa=http://www.viamichelin.
fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-
tud7mun4uylobp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661

La salita tradizionale che porta alla Colma non è eccessivamente dura, eccovi
l’altimetria:

http://www.salite.ch/sormano.asp?Mappa=http://www.viamichelin.
fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-
t24lwr274zlobp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661

Chi ha gambe polmoni e rapporti giusti, intorno al quinto km. potrà pertanto
girare a sx seguendo l’indicazione “Muro di Sormano” e raggiungere la Colma in
due km al 15% medio, gli altri (tra cui il sottoscritto) seguiranno
l’itinerario più facile.

Raggiunta la Colma troviamo il rifugio Stoppani dove potremo fermarci a bere e
mangiare, prima di affrontare la lunga discesa che ci porterà all’altro
versante del lago di Como e precisamente a Nesso, da dove, percorrendo una
decina di km con diversi strappetti, raggiungeremo l’abitato di Bellagio, da
cui partirà l’ultima salita di giornata che ci porterà al Monte San Primo,
eccovi l’altimetria:

http://www.salite.ch/san19.asp?Mappa=http://www.viamichelin.
fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-
ty04qy7m69nobp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661

La prima parte della salita è quella classica che porta al Santuario del
Ghisallo, noi siamo masochisti e proprio quando l’altimetria del percorso
classico spiana (a Guello) gireremo a destra e ci appronteremo a percorrere il
SuperGhisallo, con aggiunta finale (altrimenti ci sarebbe troppa poca salita e
il giro sarebbe adatto a passisti/velocisti, noi invece siamo scalatori eheh)
dell’arrivo al Monte San Primo, aggiunta di un paio di km. da Pian del Rancio
cima Coppi del SuperGhisallo.

Finita la strada asfaltata del S.Primo troveremo un rifugio, poi in picchiata
verso Pian del Rancio e finalmente, rullo di tamburi, verso il Santuario dei
ciclisti!

Chi vorrà potrà visitare anche l’adiacente Museo, inaugurato da qualche anno,
grazie all’incipit di Fiorenzo Magni, il mitico leone delle Fiandre!

Basta.Stop.Passo e Chiudo.

Da qui in avanti ci attendono una decina di km. in discesa e 3-4 km
pianeggianti che costeggiano il Lago di Segrino, solitamente attraversato da
bellissime donzelle in tenuta ginnica, insomma il paradiso dopo l’Inferno!!

Raggiunto il parcheggio il nostro contachilometri segnerà all’incirca (in base
alle varianti scelte a Sormano e anche Ghisallo-Superghisallo) 80-90 km. con
1800-2200 metri di dislivello.

Se poi non siete contenti, dal parcheggio parte, dopo un km., la salita al
Monte Cornizzolo, durissima, forse la salita più dura della zona, ma con
condizioni di strada pietose, per questo ho deciso di non inserirla nella gran
fondo, ehm passeggiata.

See you soon, amigos!dd

Giri e Salite su Facebook
Link utili
Categories