Calendario dello scalatore, le finali

il 15/12/2011 · Comments Off on Calendario dello scalatore, le finali

FINALI

Le 26 foto finaliste possono essere ammirate in questa pagina: http://giriesalite.altervista.org/calendario/finale.php

Entro natale il calendario per tutti :)

RISULTATI ELIMINATORIE

I 25 giudici hanno scelto le 25+1 foto finaliste, tra queste ci saranno le 12 che comporranno il calendario 2012. Peccato che nessuna delle mie fotografie sia arrivata in finale nonostante il numero discreto di voti totali…

Da venerdì le votazioni, per ora accontentatevi dell’ elenco alfabetico delle vincitrici parziali e dei voti di tutte le altre.

— GRUPPO A —

Colle dell’ Agnello spruzzato di neve (ScalatoredelleLanghe)
GrossSee (FrediM)
Il riposo dello scalatore (Emiliano)
Mattmark (Gise-go)
Tramonto alla Forcella di Boccio (Emiliano)

Piccoli contro i giganti: 8 (Pedra) :'(
Monte Bisbino: 8 (Walter.Rancati)
Passo Maniva: 5 (CiclistaperCaso)
Colle della Scala: 5 (Grigua)
Cimeli: 4 (Crazy Rider)
Posto a sedere: 3 (Crazy Rider)
Nella nebbia montana: 3 (MirkoBL)
Triste, solitario y final: 3 (Succhiaruote)
Pale di San Martino: 3 (Pala69)
Natura selvaggia: 3 (CiclistaperCaso)
Snowing New York and his bikes: 2 (Vavasss)
Forte di Monte: 2 (Ceemo)
Mont Ventoux: 1 (Il pirata di PonteX)
Colma di Sormano: 1 (Walter.Rancati)
In ricordo di Tom Simpson: 1 (Fricius)
Passo Valles: 1 (Valerio Capsoni)
E il naufragar m’è dolce in questo mare: 1 (Succhiaruote)
Panorama dal Cornizzolo: 1 (Resta_in_Sella)
Il toboga del Brugneto: 1 (Resta_in_Sella)
Avanti tutta!: 1 (MirkoBL)
Composizione floreale: 1 (Pedra)
Monte Fasce: 1 (Grigua)
Faiallo: 1 (Nicko67)
Sormano da Nesso: 0 (Nicko67)
Pronti per la scalata all’ entroterra: 0 (Fricius)
Col du Galibier: 0 (Gise-go)
Insolito spettatore del SellarondaBikeDay: 0 (Gibosimoni)
Val di Campo: 0 (Pala69)
Portoferraio dal Volterraio: 0 (Gibosimoni)

— GRUPPO B —

Colle delle Finestre (Grigua)
Lac de Fenetre (Emiliano)
Lungo serpentone umano verso il Passo Gardena (Gibosimoni)
Nebbia genovese (Il pirata di PonteX)
Salendo al Ciantiplagna (Gise-go)
Sella Ronda Bike Day (CiclistaperCaso)

Lungo l’Adda: 6 (Nicko67)
Trasporto ananas in Uganda: 6 (Vavasss)
Luci d’Autunno: 6 (Fricius)
Bivacco del Loff: 5 (MirkoBL)
Una Bianchi a tremilametri: 5 (Emiliano)
Colle Sampeyre da Sampeyre: 3 (ScalatoredelleLanghe)
Galibier, l’ inizio della passione: 3 (Pedra)
Questa l’ho fissata per bene!: 3 (MirkoBL)
Val Viola Bormina: 3 (Pala69)
Montasio: 3 (FrediM)
Colle del Melogno – Il Forte: 3 (Crazy Rider)
Col du Sabot: 2 (Gise-go)
Pian della Mussa: 2 (Grigua)
Grignone: 2 (Walter.Rancati)
Bike wash: 1 (Vavasss)
La piazza di Falmenta: 1 (Resta_in_Sella)
E poi?: 1 (Succhiaruote)
Profondo blu verso la Corsica: 1 (Gibosimoni)
Nistisino: 1 (CiclistaperCaso)
Ristoro alla fontana: 1 (Fricius)
Tornante verso Bellano: 1 (Walter.Rancati)
Torre d’Ere: 0 (Crazy Rider)
Ultimi brandelli d’estate: 0 (Succhiaruote)
Salendo al passo Gavia: 0 (Pala69)
Passo Albula: 0 (Resta_in_Sella)
Start Monte Grappa Challange 2011: 0 (Nicko67)
Relax in riviera: 0 (Pedra)
Serpenti in Lessinia: 0 (Ceemo)

— GRUPPO C —

EdelweisSpitze (FrediM)
Lo sterrato del Colle delle Finestre (ScalatoredelleLanghe)
Pedalando a tremilametri (Emiliano)
Salendo alla Fluhalp (Gise-go)
Stelviobike (Nicko67)

Sotto la torre pendente: 10 (Fricius)
Luci di fine estate al Moncenisio: 6 (Fricius)
Dal passo del Furka: 6 (Gise-go)
Trasporto matoke in Uganda: 4 (Vavasss)
NockAlm: 4 (FrediM)
Autunno a Zmutt: 3 (Emiliano)
Salto della Capra: 3 (MirkoBL)
La salita al Passo del Faiallo da Urbe: 3 (Grigua)
Salendo al Passo Crociglia: 2 (Grigua)
Alba sui colli di san Fermo: 2 (CiclistaperCaso)
Etna: 2 (Valerio Capsoni)
Galleria ciclabile: 1 (Pedra)
Lago di Annone, Colle Brianza: 1 (Resta_in_Sella)
Tremalzo in autunno: 1 (Pala69)
Nuvole sul lago d’Iseo: 1 (CiclistaperCaso)
Stradina del Lesima: 1 (Pedra)
Ciclista nella Puna (nord Argentina): 1 (Vavasss)
I ruderi della Benedicta: 1 (Succhiaruote)
Grignone da Inesio: 0 (Walter.Rancati)
Riflessi sul lago di Silvaplana: 0 (Resta_in_Sella)
Verde Lessinia: 0 (Pala69)
Lungo l’Adda/2: 0 (Nicko67)
Il termine: 0 (MirkoBL)
Sommet Mont Ventoux: 0 (Il pirata di PonteX)
Pruno e Monte Forato: 0 (Gibosimoni)
Macchia Mediterranea Isolana: 0 (Gibosimoni)
Colori: 0 (Crazy Rider)
Acquazzone estivo: 0 (Crazy Rider)
Tornante verso il Cornizzolo: 0 (Walter.Rancati)

— GRUPPO D —

Autunno nelle Alpi: (Emiliano)
Cielo e terra in laddhak (Vavasss)
FalketSee (FrediM)
Staulanza: (FrediM)
Un tornante del Monte Grappa (Nicko67)

Vallone di Guillestre: 8 (ScalatoredelleLanghe)
Passo Baremone: 7 (CiclistaperCaso)
Pedalando sulla Luna: 6 (Emiliano)
Alba sul lago d’Iseo: 5 (CiclistaperCaso)
Morterone: 4 (Nicko67)
Trasporto rami in Uganda: 4 (Vavasss)
Triade dolomitica: 4 (Pala69)
La strada tra Vara Superiore e Acquabianca: 4 (Grigua)
Val di Muggio: 3 (Gise-go)
Il lago del Moncenisio: 3 (Pedra)
Passo del Bernina: 3 (Valerio Capsoni)
Tramonto di fine giro: 2 (Pedra)
Verde Valtrompia: 2 (Pala69)
Lago di Valvestino: 2 (Resta_in_Sella)
Il miraggio: 2 (Succhiaruote)
Grignone e Valsassina: 2 (Walter.Rancati)
Verso la Cime de la Bonette: 2 (Il pirata di PonteX)
Pedalando nel mito: 2 (Fricius)
Diga del Luzzone: 2 (Gise-go)
Acrobati: 1 (Crazy Rider)
Un pomeriggio nel vento: 1 (Fricius)
Strada del Baremone: 1 (Resta_in_Sella)
Tramonto sull’Isola d’Elba: 1 (Gibosimoni)
Strada sterrata dalle Rocche Bianche a Vezzi Portio: 1 (Grigua)
Inverno a Casere Frascon: 1 (MirkoBL)
Vista da Casera Mezzomiglio: 1 (MirkoBL)
Massa Carrara e le sue cave marmoree da Campo Cecina: 0 (Gibosimoni)
Fuoristrada: 0 (Crazy Rider)

— GRUPPO E —

Bettmeralp (Gise-go)
Cime de la Bonette (Il pirata di PonteX)
Cime de la Bonette (ScalatoredelleLanghe)
Lago di Avigliana (Grigua)
Pronti per il tuffo! (Fricius)

Il Bianco oltre le nuvole: 8 (Emiliano)
L’ inferno del ciclista: 7 (Pedra)
Laghi del Naret: 7 (Gise-go)
Passo Giau: 7 (CiclistaperCaso)
Avanti si parte!: 5 (Pedra)
Dove osano le aquile: 5 (Succhiaruote)
Single trek nel (Gran) Paradiso!: 5 (Emiliano)
Fedaia: 4 (FrediM)
Muro di Seren del Grappa: 4 (Nicko67)
Lesima, Val Boreca, Monti liguri: 3 (Resta_in_Sella)
Il levarsi del sole: 3 (Fricius)
Autunno: 3 (Crazy Rider)
Un altro punto di vista: 2 (Pala69)
Alpi Apuane con le cave: 2 (Gibosimoni)
Passo Rolle: 2 (Valerio Capsoni)
Colle del Moncenisio: 2 (Grigua)
Legnone: 2 (Walter.Rancati)
Forsizie presso Traficanti.jpg: 1 (Resta_in_Sella)
La Panoramica delle Vette: 1 (MirkoBL)
Autunno sulle Prealpi: 1 (MirkoBL)
Metafotografia: 1 (Crazy Rider)
Norvegia? No, Lessinia!: 0 (Pala69)
Casasco di Intelvi: 0 (Walter.Rancati)
Riparazioni argentine…: 0 (Vavasss)
In picchiata: 0 (Succhiaruote)
Paesaggio montano al Picco Croce: 0 (Gibosimoni)
Bosco della Liguria: 0 (Nicko67)
Corvara in Badia: 0 (CiclistaperCaso)

Under Pensieri

Calendario dello scalatore 2012

il 11/12/2011 · Comments Off on Calendario dello scalatore 2012

Calendario 2012 alla partenza!
Personalmente… quest’ anno la voglia di gestire il calendario è minore rispetto alle altre annate, ho sfruttato il fatto di avere il codice già pronto (mica vero, ho dovuto fare alcune modifiche minori) ed ho pregato tutti di inviarmi una tabella ben formata con immagine – titolo – commento, risparmiando un po’ del lavoro necessario a copiare ed incollare tutto nel Database.
Non mi aspettavo grandi numeri, ed invece ci sono 168 fotografie non solo da Italia e confini, ma pure dall’ altra parte del mondo. Soprattutto ci sono molti giudici, le 12 foto risultanti saranno veramente le preferite del forum!
Ho addocchiato 2-3 scatti a mio giudizio ottimi, non saprei però ipotizzare tutti i vincitori, prevedo una competizione serrata all’ ultimo voto.
In questa fase bisogna scegliere le 5 migliori per ogni gruppo senza classificarle, non è possibile sceglierne nè 6 e nemmeno 4, come non è possibile votare un proprio scatto (quel voto viene annullato). Prego tutti di osservare tutte le foto e scegliere con criterio, è vero che questo concorso è un gioco, ma essere tra i 12 fa sempre piacere!

Il concorso è già partito e mancano ancora pochi voti prima della fine delle eliminatorie che decreteranno le 25/30 finaliste, ma intanto è possibile dare un’ occhiata alle bellissime foto che sono in corsa per essere ammirate per un mese

GRUPPO A  GRUPPO B  GRUPPO C  GRUPPO D  GRUPPO E

In Oltrepò con Emiliano

il 08/12/2011 · Comments Off on In Oltrepò con Emiliano

27 Novembre
L’ occasione è di quelle che mai avrei pensato di poter raccontare, il mitico Emiliano, profondo conoscitore di tutto l’ arco Alpino occidentale e collezionista di salite oltre i 2000m (se non di passi sterrati che terminano ai bordi di ghiacciai a 3000m di quota) sarà qui a pedalare con me sulle montagnette pavesi che sorgono a sud del Po. Per lui è quasi una violenza l’ adattarsi alle mie basse colline, almeno quanto lo è per me trovarci alle 8:15 a Casteggio per ripetere grossomodo lo stesso giro dei “vigneti d’Oltrepò“.

Il robusto anticiclone rende gelida l’ aria del catino padano, la brina attornia i fossi e un termometro segna allegramente -1°, per fortuna con solo una densa foschia che non desta preoccupazioni. Attraversiamo il mercato ancora semivuoto e cominciamo subito a salire a Mairano, 70m di dislivello che volano sotto le nostre ruote, utilissimi per accumulare quel minimo di calore che ci permette di non congelare nella successiva discesa. Oliva Gessi mostra panorami per me inediti, la parte orientale delle prime colline coltivate a vigna è ancora brinata, l’ altro lato scaldato dal sole produce invece vapor acqueo per sublimazione. In cima ci fermiamo per delle foto, senza prove sarà difficile far credere che Emiliano sia stato qui!
Ai 265m dello scollinamento fa leggermente più caldo, ma in discesa troviamo pure qualche tratto ghiacciato che superiamo con attenzione. Il bello dell’ Oltrepò è che si possono studiare itinerari senza pianura in un continuo alternarsi di paesi e nuove visuali, infatti ora c’è già la 3° salita a Mornico Losana, quella facile che si arrampica dolcemente passando sotto al paese dominato dal castello.
Boffalora o un’ altra salita“? Emiliano non ha dubbi, così dopo una veloce picchiata riprendiamo a salire verso Oliva Gessi, sempre circondati dalle immancabili protagoniste di oggi, le vigne. Questa altura è nettamente più elevata delle precedenti, dai “ben” 430m possiamo già ammirare la cappa di foschia e smog che inonda la pianura e cominciamo a scaldarci con una temperatura quasi decente. La discesa verso Broni ci riporta velocemente alla realtà con freddo e grigio, un po’ di pianura e di pavèe in paese cambiano la pedalata per qualche chilometro prima di quella che è la salita più frequentata dai pavesi: Canneto pavese.

Troviamo “finalmente” un po’ di traffico nel tratto iniziale, ma come usciamo definitivamente dal 3° paese dell’ Oltrepò ritorniamo a pedalare in pace con occasionali scambi di parole od occhiate agli strani effetti visivi che il clima odierno ci regala. La bella discesa verso la valle del vino e dello Spumante, quella del Versa, ci fa finalmente assaporare un po’ di calore prima di un’ altra salita, Montù Beccaria, anche questa con dolci pendenze immerse nei vigneti. Raggiunto il paese abbandoniamo la direttrice Ovest-Est, pedalando finalmente verso le alture più serie che si trovano a sud. Ovviamente serie per il mio punto di vista da amante delle colline, non certo per uno scalatore di razza che però sta gradendo questo continuo salire e scendere.
Manteniamo il crinale ammirando verso est le colline che pian piano si degradano verso il piacentino, sempre più basse e dolci, noi aumentiamo un po’ la quota superando il bivio di Donelasco e scendiamo infine a Santa Maria della Versa dal versante con l’ asfalto migliore.

Entrambi prendiamo la borraccia e beviamo per la prima volta dalla partenza, siamo 2 cammelli anche se io ho bufferizzato alcuni decilitri di h20 prima di partire. Grossomodo siamo a metà giro ed abbiamo ancora 2h40 di tempo, sufficente pure per la deviazione alle orridi di Marcellino. Avviso il mio compare che la successiva salita sarà relativamente trafficata, il passo Carmine è una delle principali strade collinare e sarà normale incrociare 2-3 auto al minuto. Salendo di quota il panorama cambia, i vigneti lasciano spazio a campi e piccoli boschi, superiamo occasionali frazioni disposte lungo la strada e finalmente le quote generali si innalzano rendendo l’ orografia meno dolce. Alla fontana di Montecalvo Versiggia cominciamo finalmente a godere del panorama delle alte quote, il blu Emiliano spunta fuori dal grigio Pedra e il monte Rosa fa capolino dalla immensa cappa di foschia. “Ma così piccolo“? In effetti ha ragione, ma siamo anche abbastanza distanti rispetto al milanese.
Non completiamo l’ ascesa al passo perchè ora ci aspetta quello che alcuni chiamano il “piccolo Stelvio“, che per chi ha avuto l’ onore di scalarlo è un insulto ai mitici stretti tornanti del passo più famoso d’Italia, ma quelle 19 curve a 180° in poco più di 2km di asfalto bello ci esaltano nel disegnare dolci traiettorie verso il territorio Piacentino, con il mio immancabile gioco di parole di Emiliano che inaspettatamente pedala per la prima volta in territorio “Emiliano”. Passiamo a lato del lago artificiale di Trebecco, usato come campo per il tiro a piattello, poi rientriamo in provincia di Pavia per risalire, questa volta veramente, sino ai 610m del passo Carmine, la cima Coppi delle colline viticole.
Mi attardo un attimo per togliere i guanti, fuori dalla nebbiolina fa caldo, ci ritroviamo a metà salita e proseguiamo pari-pari sino al valico dal quale il monte Rosa sembra più vicino, ma soprattutto sembra una grossa isola bianca che galleggia su un mare incolore assieme al suo compare Mischabel. Non si capisce bene, ma sembra di vedere anche il Monviso. Perdiamo quota intervallati da alcune contropendenze, poi a Fortunago abbandoniamo il percorso originale proseguendo verso Schizzola. Il primo pensiero che ho è di aver avuto una buona idea a togliere questo tratto dal “giro dei Vigneti”, sono troppe le buche che ci accompagnano sino all’ inizio della 9° salita giornaliera delle Orridi di Marcellino.
Sono 3km pedalabili, Emiliano finalmente comincia a patire la stanchezza (ma ieri si è sorbito 3000m di dislivello!), ma non c’è nulla di proibitivo e arriviamo ai piedi di questo fantastico fenomeno geologico di arenarie che cadono verticali per oltre 100m. Io rimango ad aspettare sulla strada, ma una volta che si è qui è d’obbligo salire a piedi sino al ciglio e sfidare le vertigini guardando verso il basso. Comincia ad essere un po’ tardi, perciò da Torrazza Coste prendiamo la via più breve per Casteggio superando in agilità l’ ultimo dislivello e con un paio di chilometri di pianura utili per scambiarsi opinioni sulla giornata, fredda e opaca in partenza, calda e colorata quando le quote si sono innalzate, sicuramente dai forti contrasti e con un percorso piuttosto impegnativo per essere Novembre: 100km, 2000m di dislivello.

Il mio compare mi è sembrato soddisfatto, nonostante sia stato lontano dalle sue montagne ha trovato il percorso molto divertente coi suoi continui dislivelli, con panorami interessanti e diverse sorprese, non immaginava che anche delle umili colline potessero regalare tali soddisfazioni!

Ancora avvolti nella foschia fotografiamo le colline da Oliva Gessi (P)

Cigognola vista da Emiliano (che differenza di qualità!) (E)

Emiliano e Pedra alla fontana di Montecalvo Versiggia (E)

Colline e grigiore salendo verso il passo Carmine (E)

Adoro queste foto iper-zoommate. Il Rosa dal Carmine (E)

Le orridi di Marcellino, l’ ultima fatica (P)

Fotografie dal Monregalese

il 04/12/2011 · Comments Off on Fotografie dal Monregalese

I genovesi, si sa,  sono un popolo di marinai, e come tutti i marinai sanno navigare e… fare promesse!!! Ecco, la mia promessa a Pedra, più di tre mesi fa , era stata di occuparmi del resoconto della nostra 2-giorni cuneese, di cui lui sul blog vi ha già parlato del “piatto forte”. (link)
A me sarebbe spettato il racconto della “preparazione” – chiamiamola così – al Fauniera, e benchè in clamoroso ritardo recupero volentieri il mio “compito delle vacanze” , a maggior ragione parlando delle strade del Monregalese, a cui sono molto legato.
L’occasione della mini-vacanza nella mia Frabosa mi stuzzica alquanto, e quando Pedra mi raggiunge a casa venerdì sera, mentre ultimiamo la preparazione a suon di… ehm… sambuca e limoncino! cerco di studiare una bella proposta di itinerario.

mmm… di salite non ne mancano certo… però io sono arrivato a questo week-end di fine Agosto particolarmente stanco, eppoi il Fauniera è lì che ci aspetta!
Rimando la decisione all’indomani, quando però un sole da primato fuga ogni mio dubbio. Bando alle ciance, si va al Colle del Prel, dura o non dura è una salita spettacolare, e poi… si vedrà!
Lasciamo Frabosa e scendiamo verso la valle del Corsaglia, da cui si comincerà a salire. Fino ai paesi di Bossea (…andate a visitare le grotte!!!) e Fontane si va senza problemi, ma nei successivi chilometri si sale spesso in doppia cifra, con una micidiale rampa finale al 15%!
Il paesaggio, però, è decisamente mozzafiato, con la strada che guadagna via via quota arroccandosi sul bordo della montagna, spesso a precipizio sul fondovalle. La fatica c’è, ma pensavo peggio, e soprattutto vedo che Pedra sembra gradire molto questo angolo di Alpi Marittime, ancora poco conosciuto ai cicloamatori malgrado la bellezza dei luoghi.
Superate alcune fastidiose contropendenze, la strada giunge a Pratonevoso, arrivando però al paese dal lato opposto a quello già percorso da Giro e Tour. Vista la giornata non possiamo certo accontentarci, e risalite le ultime case di questa strana e di dubbio gusto “metropoli della neve” , ci guadagnamo la cima del Monte Malanotte, che con i suoi 1741 metri svetta sulla pianura sottostante.

Spesso, anche in piena estate, mi è capitato di trovare qui in cima improbabili e antipatiche nebbie… ma oggi il tempo è stupefacente, e la vista che si para davanti spazia meravigliosamente sull’arco alpino e su quasi tutto il Piemonte. Bene. Ci tenevo parecchio a mostrare a Pedra il lato migliore delle “mie” montagne, e dal quarto d’ora di foto che si concede da lassù… direi di aver fatto centro!
Ridiscesi di qualche km verso Frabosa Sottana, ci aspetta un veloce su e giù fino ad Artesina… mah… giusto per far numero… dove però Pedra ha modo di sciorinare il suo almanacco di maledizioni. Il cane di una signora, infatti, viene colto da un raptus suicida, e quasi decide di morire contro la ruota anteriore di Pedra… Manovra da saltimbanco e gragnuola di accidenti… ci è mancato davvero poco!!!

Il menu pomeridiano, secondo i miei piani, prevedeva un saltino in Val Casotto, caratterizzata si da quote meno elevate, ma anche da un paesaggio rurale e caratteristico. Nella nostra testa, però, c’è già il giro dell’indomani, così propendiamo per un’alternativa più soft, e deviando verso la pianura puntiamo verso Chiusa Pesio, per risalire al Pian delle Gorre.
Superato il breve ma ostico Colle del Mortè, ci gustiamo la salita, che dopo averci portato all’abbazia della Certosa di Pesio risale nel bosco per tre chilometri fino al rifugio di Pian delle Gorre, dove da un prato incastonato tra i monti partono bellissime e impegnative escursioni sul massiccio del Marguareis.
Ottimo… secondo centro di giornata! Il paesaggio, nella bassa valle Pesio, non è sicuramente “alpino” come sul Prel, ma entrambi ci gustiamo la docile salita, ammirando lo scorrere della valle molto larga.

Sulla via del ritorno verso Frabosa, c’è ancora il tempo di aggiungere la deviazione verso Giacobba, che lungo il percorso della vecchia strada statale ci riporta nuovamente, dopo aver scollinato, lungo il fondovalle del Corsaglia. Un ultimo sforzo e i 3 km della salita di Straluzzo ci riconducono a quota 900, da dove rientrando Frabosa possiamo ammirare, questa volta dal basso, la cima della Malanotte.

La giornata parrebbe finita ma con Pedra, – si sa! – c’è ancora un’ultima sfida da vincere, quella… culinaria! La scelta ricade su un albergo poco fuori dal paese, che offre un menu fisso dall’aspetto invitante!
…e i bersagli con centro pieno, così… salgono a tre! Mai visto, da Frabosa, un cielo così limpido! Dalla veranda dell’albergo si vede tutto l’arco alpino occidentale… ma proprio tutto! Benchè lontano, il Cervino che inconfondibile svetta su tutto il resto sembra così a portata di mano da sembrare… quasi seduto al nostro tavolo!
E assieme a “lui”, la compagnia di simpatici ma inappetenti vecchietti dà il tocco finale… il gestore del locale, la cui cucina è evidentemente poco appagata da una clientela di bocche poco voraci, si illumina intuendo il “leggero” languore di due famelici ciclisti, che “loro malgrado” si offrono di trangugiare tutto ciò che gli altri avventori… garbatamente declinano! Benissimo, non chiedevamo di meglio… e l’indovinello finale a suon di liquore casalingo, del quale solo dopo ripetuti sorsi abbiamo scoperto l’ingrediente “segreto” è stata la classica ciliegina…
Cosa chiedere di più da una giornata così?!? …beh, un’altra giornata uguale! Perfetto, accontentati… per il giorno dopo! ma di questo… sapete già!

 

Verso il Colle del Prel, con un cielo che definire perfetto è riduttivo!

 

 

Pochi metri ancora e la strada si incunea tra queste rocce, subito prima del tratto più duro!

 

 

…in vista di Pratonevoso… da un insolito “lato B”!

 

 

Panorama dalla Malanotte

 


Di ritorno a Frabosa, poche ore fa eravamo lassù!

 

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