Giro del Tortonese, 1° parte

di Pedra il 29/03/2011 · Comments Off on Giro del Tortonese, 1° parte

Nella mia dormiveglia sento la campana suonare nove volte… ma porca ***!, sono in ritardo, non ho proprio sentito la sveglia che però è attiva! Faccio colazione in fretta e mentre mangio mi arriva l’ SMS di Giuseppe “GNaldi” che è già al parcheggio, insieme a quelli di altre 2 persone che rinunciano all’ ultimo a causa di malanni fisici. Va sempre a finire così, 2 giorni prima siamo in 15 e alla fine partiamo in 10, la cosa mi irrita parecchio anche se non posso prendermela con nessuno nè per il tempo incerto e nemmeno per gli imprevisti che possono capitare.
Mi serve una crono per arrivare quantomeno in orario, metto i palmi delle mani sulla parte alta del manubrio e spingo i primi 10km abbondanti ai 34.9 di media sino al parcheggio, dove incontro tutti gli altri praticamente pronti a partire. Il commento è uno solo: “hai dimeticato di spostare l’ ora?”, ma in realtà non è suonata la sveglia, e ve lo dice uno che come prima azione conta quante volte suona.

Il cielo è coperto ma non minaccioso, ho promesso che non ci saremmo bagnati e alla fine così è stato. La temperatura è sui 13-14°, io sono ovviamente quello vestito leggero, ma nonostante questo sto grondando a seguito dello sforzo iniziale.
Siamo in 9, Sergio R ci raggiungerà a Brignano Frascata, partiamo con molta calma e tra tante parole cambiando spesso compagno di discorsi ci ritroviamo nella campagna dopo Viguzzolo, con le prime dolci pendenze che ci portano alla salita di Berzano/Montemarzino. La strada non è larga e la occupiamo tutta rallentando quella macchina che incrociamo, saliamo comunque piano ammirando la pianura che si allarga con le propaggini del Monferrato laggiù sullo sfondo. A Berzano inizia la 2° parte di salita, quella che presenta le pendenze peggiori del giro in prossimità di Valbona, ma nulla che possa preoccupare questo bel gruppo di scalatori. Una breve discesa ci porta al tratto finale per Montemarzino, paese arroccato in cima alla collina con una splendida balconata che nelle giornate limpide spinge lo sguardo sino ai grossi grattacieli di Milano. Non è oggi il caso, ma nonostante il cielo cupo l’ aria è abbastanza limpida e si riescono a vedere insieme le parti finali delle valli delle quali siamo sullo spartiacque.

Qualche anno fa la discesa verso la val Curone era una delle più divertenti della zona, ora quei 4km hanno buche fastidiose e ghiaia occasionale, che ci obbliga a rallentare nei diversi tornanti. Giunti in fondo, mentre aspettiamo la parte finale del gruppo noto che oggi c’è un traffico eccessivo rispetto agli standard di questa valle in cui vivono 3000 persone, aggiungendolo pure al vento teso da sud decido di deviare sulla strada secondaria, molto meno frequentata e più coperta dalle fastidiose raffiche opposte. Questo tratto è l’ ideale per parlare, meglio se dietro al metro e 90 di CaSe. A Momperone ci raggiunge Sergio R, continuiamo finalmente in 10 sulla stessa strada, fiancheggiando un campo da golf e superando con agilità le numerose buche che precedono Brignano Frascata. Ora dobbiamo immetterci sulla provinciale, ma in pochi minuti arriviamo alla piazzetta di San Sebastiano Curone, colorato paese alle pendici del monte Giarolo, che sorge al punto di confluenza del Curone e del suo affluente Arzola.
Dopo una piccola sosta ripartiamo alla spicciolata, CaSe e Celestino formano la testa del gruppo sui 4 larghi e pedalabili km che portano a Dernice, cima Coppi di giornata coi suoi miseri 591m, più indietro gli altri con Elena, Massimo e mi sembra Christian impegnati in una lunghissima discussione. Io faccio da elastico approfittandone per qualche foto, al GPM si mangiucchia tutti qualcosa e ci si lancia in discesa, disturbati da un forte vento contrario che in questo luogo è una costante e che ci obbliga a pedalare nei tratti meno ripidi. Ho un attimo di preoccupazione quando, dopo una sosta per fotografare le pareti della val Borbera, conto solo 8 persone, ma CaSe e Christian mi rassicurano confermando il mio sospetto di aver contato male.

Ci ricompattiamo in val Borbera sullo strappetto che ci porta dentro le sue famose strette, con pareti nude che si buttano nel torrente e con una bella strada tagliata a mezzacosta che supera occasionali ruscelli e che mostra il limpido corso d’ acqua autore nei millenni di questo canyon. E’ praticamente discesa, c’è chi si avvantaggia e chi invece ne approfitta per ammirare questo piccolo gioiello, ci ricompattiamo solo usciti dalla parte più bella, proprio davanti al bar in cui, dopo qualche minuto di incertezza, ci infileremo a mangiare.
Come prevede l’ etichetta del perfetto tirchio io entro con un mio panino e mi siedo al tavolo assieme agli altri, che meno dissacratori del sottoscritto ordinano coca e toast, oppure un panino con fette incosistenti di salame del quale Massimo, da buon genovese, si lamenterà per tutto il giro. Ma il ciambellone mi attira troppo e non resisto.

Il gruppo che sale a Berzano

Berzano visto dal basso

Le colorate case di San Sebastiano Curone

Vista della strada percorsa da Dernice

Sergio festeggia l’ arrivo a cima Coppi “Dernice”

La val Borbera e le sue strette

FINE PRIMA PARTE


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