Susa-Susa, the day before!

di Maxi78 il 21/07/2011 · Comments Off on Susa-Susa, the day before!

…eheh, per questa volta ho rubato la parola a Pedra… ecco il mio resoconto del 2 luglio, un bel sabato ciclistico nel quale gli ho lasciato lo spazio… solo per i commenti in corsivo!!!

Ci tengo a sottolinearlo, però… in salita lui è un altro pianeta, troooooppo più forte di me! Ma se ci fossimo dovuti disputare la conquista della “bellezza in bicicletta” che abbiamo incrociato… allora sì che avrei fatto carte false, pur di batterlo allo sprint!!! 😉

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Una sfida di portata epica, dal sapore di storica impresa! no no, non sono stato chiaro, la bici non centra… mi riferisco al contrattare l’orario di partenza con Pedra che non è cosa affatto semplice; la dimostrazione? beh, malgrado il mio impegno, alla fine devo cedere la mezz’ora di anticipo che cerco in tutti i modi di strappare! 😛

(In realtà quella mezz’ora è il compromesso a cui siamo giunti)

Ma appena buttato giù il telefono, devo ammetterlo, riconosco che abbia proprio ragione lui! ma chi ce lo fa fare? Per oggi non c’è fretta, e la mezz’ora di sonno, a posteriori, me la sono gustata tutta! La giornata “campale” infatti sarà domani, con la sfida lanciata da Tangy al mitico “Galibier”, davanti alla quale non ci si può assolutamente dir di no e a cui in 4 “intrepidi” abbiamo aderito! E il Galibier non resterà mica da solo! Eh si, perché il menu del week-end prevede il percorso della Susa-Susa, un giro alpino veramente impegnativo sia per km che per dislivello, attraverso ben 4 passi per più di 4000 metri di salita. 😎

Pedra ed io, però, abbiamo deciso di anticipare la mini-vacanza ciclistica di un giorno, in modo da evitare la levataccia mattutina per arrivare a Susa e per aggiungere un altro giretto nelle splendide montagne franco-piemontesi.
Così, dopo un piacevole viaggio che, tra una chiacchiera e l’altra passa senza intoppi, a mezzogiorno siamo già al Bed&Breakfast Rocciamelone in quel di Susa, dove con una sosta veloce lasciamo bagagli e mangiamo il nostro pranzo al sacco, pronti a spostarci un po’ più in su a Oulx da dove partiremo per il nostro giro odierno.
L’aperitivo alla Susa-Susa, infatti, sarà il classico anello Monginevro + Colle della Scala… Inizialmente, con molta baldanza, si era addirittura progettato l’assalto al “Finestre” ma dopo qualche ripensamento (…lo ammetto, da parte mia…) scegliamo un altro itinerario, sulla carta parimenti affascinante ma che ci permetterà di dosare meglio le forze, in previsione della sfacchinata dell’indomani.

Agganciati gli scarpini, la prima sosta è mia!  Passati davanti a un invitante panificio, non resisto, e decido per un surplus calorico in vista della prima salita! Un fantastico pain au chocolat, accompagnato dall’immancabile caffé, e sono definitivamente pronto per il “chilometro zero”. 😛
La partenza, per oggi, è subito in salita. Fino a Cesana Torinese è poca roba, per la verità, ma già sufficiente a mandare il cuore a mille, non so se per la bellezza della val di Susa, che non conoscevo e che mi ha veramente affascinato, o per l’altitudine, visto che partendo stamattina dal mare (…almeno… io!) ci siamo ritrovati a dare le prime pedalate a più di mille metri di quota! 😐
Arrivati a Cesana, comincia la salita vera e propria. Con Pedra, a dire il vero, non sappiamo cosa aspettarci. La salita non è particolarmente lunga o impegnativa, con i suoi 500 metri di dislivello, ma studiando il giro si temeva di trovarla particolarmente trafficata, essendo un valico molto utilizzato. La partenza a metà giornata, però, si rivela una mossa azzeccatissima, e il traffico risulta veramente ridotto, così abbiamo modo di goderci un panorama veramente mozzafiato, contornati di montagne particolarmente rocciose che fanno da contorno alla nostra salita.
Pedra – neanche a dirlo – allunga subito rispetto a me… lui va più forte, non c’è storia!!!  Inoltre io ho già un occhio a domani, e visto che il cardio continua a dirmi che oggi si galoppa piuttosto facilmente, cerco di contenere lo sforzo salendo su regolare. Ogni tanto, nelle soste foto, ci ricongiungiamo. In una di queste, subito dopo un tunnel paravalanghe piuttosto buio, Pedra non sa che mi vede uscire per miracolo! Ovviamente l’unico “treno” di veicoli l’ho trovato lì sotto, in un punto in cui, tra l’altro, la strada molto sporca mi costringe a non avvicinarmi troppo al lato destro della carreggiata… Un paio di camion mi fanno un discreto pelo… gradirei molto spiegare ai due autisti cosa ho pensato di loro!!! :(

Subito dopo Clavière, ancora in salita, oltrepassiamo il confine entrando in Francia, e per “onorare” gli amici transalpini inizio lunghi sproloqui in francese, non senza qualche difficoltà dovendo dar fondo alle mie conoscenze liceali… Pedra prova a seguirmi nell’impresa, salutando con un “bonjour” un gruppo di ciclisti che provengono in direzione contraria… “CIAO!!!” – è la loro risposta… – pazienza, esperimento fallito!!!

In realtà ho notato subito la loro mantellina della 9 colli e con spirito dissacratorio ho attaccato bottone in francese :D. Però mi meraviglio quando scopro di essere ancora in grado di mantenere vivi banali discorsi in lingua d’oltralpe con il più pratico Massimo

Arrivati in cima, l’obelisco napoleonico ci accoglie all’inizio di un lungo pianoro, tanto che fatichiamo a capire quale sia il punto esatto del valico. Comunque, molto più chiaro è il punto di inizio della discesa, che affrontiamo dopo esserci coperti con le mantelline. La discesa dal Monginevro è breve ma divertente, rovinata solo da un paio di inetti che scendono a velocità… tartarugale!!! che ci troviamo davanti dopo esserci fermati a ammirare la valle sottostante da un tornante molto panoramico. Il pensiero non può però che andare all’indomani, quando questa strada percorsa in salita, pur senza avere pendenze esagerate, potrà creare non pochi problemi, dopo quasi 4000 metri di dislivello!

Arrivati a La Vachette, non senza qualche esitazione, imbocchiamo la Valle della Clarée, dove un tratto di vento favorevole non può che metterci di buon umore. Ovviamente, manco a dirlo, dura poco… Il vento contrario sarà una delle costanti di questa due giorni, ma non ci impedisce comunque di rimirare i verdi prati che ci circondano, i monti rocciosi più in alto e… due avvenenti cicliste che provengono in direzione opposta! 8)

Una sì, ma quella che spettava a me non è che fosse poi così avvenente… 😐

A metà della valle, seconda e ultima asperità di giornata; il Colle della Scala dal versante francese non è niente di particolarmente impegnativo, anche se un paio dei quattro chilometri presentano pendenze piuttosto dure. Anche se breve, il panorama è in ogni caso bellissimo. Mi è piaciuto un sacco il bosco che fa da contorno alla risalita, che ho potuto ammirare in perfetta solitudine avendo perso la ruota di Pedra (lo direste?!? GRRRRRRRR!!!!) dopo poche centinaia di metri…

Foto di rito in cima al passo, e ripartenza con sorpresa, visto che la strada prima di scendere presenta ancora alcune contropendenze… all’inizio del versante italiano, infine, sosta obbligatoria! Da non perdere il panorama, con vista da una splendida balconata naturale sulla valle di Bardonecchia!
La discesa scorre senza problemi, almeno per noi. A metà, infatti troviamo un ciclista in difficoltà cui cerchiamo di dare soccorso. Niente da fare, rottura della catena (per la verità usurata anche solo a vedersi) e rientro a casa a piedi… e se nel borsello sottosella, uno smagliacatena mi decidessi a infilarlo, una buona volta?

A Bardonecchia, ormai, il giro è praticamente finito… praticamente, appunto… perché il vento contrario che ci accompagnerà fino alla macchina non ci fa certo un regalo! :( Nel lungo falsopiano, provo a dare un cambio, ma a ruota si sta bene e Pedra accetta di tirare di buon grado… Lo ringrazio, in vista del giro di domani una fatica supplementare in meno è per me cosa gradita! 😛
In totale alla macchina, dove cerchiamo di cambiarci senza far volare via la roba che ci togliamo, visto le leggerissime raffiche che hanno caratterizzato la giornata, sono 74 km e 1300 metri di dislivello, percorsi in circa 3 ore di pedalata effettiva. 😀

La giornata però deve riservare ancora qualcosa… Rientrati al B&B per la statale, cercando di memorizzare le contropendenze con cui l’indomani avremmo finito la nostra Susa-Susa, rimane ancora il piacevole momento della cena!
Abbuffata contenuta, almeno per i parametri di Pedra… ma non per i miei, che mi alzo da tavola ben satollo e soddisfatto, potendo contare anche su un bel piatto di gnocchi al gorgonzola e salsiccia (Pedra, anche se non sopporti il gorgonzola… non sai cosa ti sei perso!!!) come ogni dietologo consiglia prima di una giornata impegnativa. 😛
Immancabile (e ottimo) gelato per Pedra, a cui a dire il vero neanche io mi sottraggo, e passeggiata per il paese, andando a curiosare tra le rovine romane nella parte alta (salita anche a piedi… ma è proprio un vizio!!!)
Bene, la giornata è proprio finita… manca solo un bel sonno ristoratore per ricaricare le batterie… per oggi, insomma, può bastare così, ma domani… beh, un po’ di pazienza! come diceva qualcuno ben più famoso di me… domani è un altro giorno!!! 😀

E Massimo non vi ha parlato dell’ incredibile violenza di matrice No-Tav supportata da una terrorista islamica di cui sono stato vittima alle casse del supermercato, nel quale siamo entrati per acquistare una focaccia con cui nutrirmi durante la Susa-Susa! Con inaudita insistenza tutte le persone in fila alle casse mi hanno forzatamente obbligato a passargli davanti, nonostante la mia riluttanza alla fine ho ceduto ed abbiamo guadagnato 5 minuti. Ma guarda se è possibile un comportamento così antidemocratico! 8)

Le gallerie paravalanghe del Monginevro:

Monti in val Clarée nei pressi di La Vachette:

Vista dal Colle della Scala, versante italiano:

Guardando giù verso Bardonecchia:


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