Giro dei 2 monti: il Lesima (pt. 1)

di admin il 09/02/2015 · Comments Off on Giro dei 2 monti: il Lesima (pt. 1)

13/09) giro dei due monti

In Oltrepò ci sono due monti la cui cima è raggiungibile tramite carreggiata asfaltata: il Penice ai 1460m ed il Lesima, tetto d’Oltrepò coi suoi 1724m. Lo scopo del giorno è salire su entrambe le vette in un singolo giro, affrontando per la prima volta nella mia carriera l’intera salita da Bobbio sino al monte Penice.
Parto da Varzi per una piccola trasferta in direzione del profondo Appennino, dove lo Staffora ha scavato una ripida e boscosa valle nella quale scorre limpido ed irrequieto come un bambino capriccioso, protetto dall’ abbraccio genitoriale del Monte Chiappo e di Cima Colletta. Risalgo la valle sino ai 700m di Pianostano, d’ora in poi si farà sul serio seguendo una stretta via rubata alla montagna che porta a Cencerate, frazione ononima di quella in val Schizzola che com’essa prelude ad un tosto tratto nel fitto bosco, pezzo con una carreggiata larga giusto un paio di metri così protetta da conifere da arrivare a schermare il segnale del gps, che qui occasionalmente salta. Peccato, mi sento bene e sto pedalando forte, l’allenamento a prendere i KOM su Strava sta dando i suoi frutti!
Arrivo a Cima Colletta e con calma pedalo sino alla mostruosa sbarra del monte Lesima: davanti a me una griglia, asfalto sporco e pendenze immediatamente al 20% per i primi 300m, sinché un tornante secco a sinistra non fa ritornare la ripidità a valori più umani prossimi al 15%. Sto spingendo a tutta, nonostante la catena sia sul pignone più grande sono in affanno ma so che il record sulla più alta carrozzabile dell’ Appennino settentrionale è alla mia portata, per cui tiro e fustigo i polmoni sino al punto di rottura… Qui ormai siamo troppo in alto per gli alberi, solo prati mi circondano in questa seconda parte di supplizio sino alla vetta, in cui il diaframma chiede pietà e mi obbliga a potenze più ridotte sino al bastardo muro finale sotto al ripetitore aereo.
Il record è mio! King of Mountain Lesima!

Salgo alla vera e propria vetta a piedi, questi pochi metri extra di dislivello sono indispensabili per uno splendido book fotografico sulla val Trebbia ed i suoi monti circostanti. Incontro anche due escursionisti intenti a fotografare codeste bellezze, i quali gentilmente mi offrono una banana che accetto volentieri.
E’ ora di scendere, coi freni tirati perdo la quota faticosamente acquisita ammirando in maniera curiosa un altro tipo di escursionisti, quelli con i modellini di aereo che volteggiano sulle pendici del più alto monte di queste zone.
Ritorno alla maledetta sbarra di inizio e mi avventuro nella lunga, boscosa ed in parte rocciosa discesa della val Boreca, una stradina costruita in qualche modo che segue le pendici di questa lussureggiante vallata secondaria che si getta nel fiume Trebbia come la sua strada, passando attraverso Vesimo e Zerba.
(Continua alla prossima puntata, c’è anche la seconda vetta!)

Val Trebbia dal monte Lesima    
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Dal monte Lesima verso la val Boreca
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Io ed il ripetitore aereo
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Ultimo durissimo tratto, che perfortuna arriva dopo una spianata
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Corbesassi, Brallo e monte Penice
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Strada in salita
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Contrasto tra asfalto, bici e cielo
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Lesima, ma da giù in val Trebbia
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