L’amaro passaggio alla mountain-bike

di admin il 14/08/2017 · Comments Off on L’amaro passaggio alla mountain-bike

L’arrivo di una nuova bici è solitamente un momento di gioia, ma questa volta ha il sapore agrodolce di un cambiamento imposto dalle circostanze sempre peggiori per pedalare. Era da un po’ che ci pensavo, da ben prima dell’incidente che mi ha coinvolto a metà aprile obbligandomi ad un mese di stop totale e che almeno, probabilmente grazie ad una muscolatura abbondante, non mi ha causato una frattura del femore ma solo un enorme ematoma interno che ancora oggi non si è riassorbito completamente.
Stavolta la bicicletta non è una stradale come accade dal 2002, ma una mountain-bike a doppia ammortizzazione e già attrezzata bene per essere un modello di base, praticamente pagata interamente dall’assicurazione di chi ha causato l’incidente (e sto aspettando ancora per l’indennizzo dei danni biologici). Si apre per me un nuovo mondo in cui sono rimasto arretrato di più di dieci anni, quando ancora le “full” erano dei prototipi ed i freni a disco erano qualcosa di futuribile, quando le ruote dovevano essere piccoline per aumentare il controllo e quando era tutto un mondo diverso in cui servivano cartine ed esplorazione, altro che caricare le tracce da Openstreetmap sul Garmin usando il telefono in caso di dubbi. Ora devo fare un bel salto e riaggiornarmi, ma pian piano conto di riuscirci e di superare il timore delle discese su un mezzo con cui sto prendendo confidenza.

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Dicevo che questo arrivo ha un sapore agrodolce, la gioia di un nuovo acquisto si scontra col fatto di voler rifiutare l’asfalto: troppo brutte ormai le strade, sta diventando una corsa ad ostacoli evitare buche e lavori in ogni dove, dover fino procedere contromano e non poter alzare gli occhi nemmeno per un istante in una provincia con le strade peggiori d’Italia. E poi il traffico motorizzato è sempre peggiore e non sono l’unico ad averlo notato, non si contano più i morti ammazzati né per colpa loro né per pura fatalità, sono tutti sempre più storditi e menefreghisti attaccati al cordone ombelicale delle minchiate su Facebook invece che guardare la strada usando un’arma in grado di fare una strage (s’intenda che anch’io guardo sin troppo le “minchiate” su Facebook, ma non quando rischio la mia o altrui incolumità).
Oltre a questo ci aggiungo la mancanza di stimoli, ormai ho girato ogni angolo del territorio e non mi dispiace avere qualche ora di ozio in più e dover mangiare qualcosa meno per un ridotto consumo calorico, non mi dispiace nemmeno ridurre il carico di fatica e dedicarmi meglio alla “corsa e salite” esplorando il territorio in maniera più ridotta ma più intensa.
Per cui mi scuso con i lettori di questo blog sia per i mesi senza aggiornamenti e sia per il cambiamento, ma per ora va così. In futuro non si può mai dire, mi mancano le sgroppate collinari e i lunghi viaggi dedicati a me stesso, ma non abbastanza per superare tutti gli altri problemi.

Ma intanto una cosa voglio ancora farla: sabato 14 ottobre ci sarà il 10° giro dei vigneti d’Oltrepò con merenda, segnatevelo!

Già dietro casa c’è da divertirsi
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