Ricordati di santificare le feste, correndo trail

di admin il 20/01/2019 · Comments Off on Ricordati di santificare le feste, correndo trail

Ricordati di santificare le feste, un comandamento valido anche per gli sportivi. Ed oggi infatti vi racconto di quattro corse festive, più pretesti per restare in compagnia e brindare alla fatica passata che allenamenti.

natale:
E’ natale ed è quasi un obbligo uscire per lo smaltimento preventivo del pranzo tanto che avevo già progettato un lungo mattutino, ma poi su idea di coach Federico ci siamo trovati per una corsetta a Nazzano, prima collina del mio paese. Per allungare parto da casa a piedi affrontando una temperatura ancora fredda, 2,5km extra ottimi come riscaldamento prima di conoscere “il Mallo” e di trovare gli altri tre che, al contrario mio, devono ancora accendere il motore. Inizio in salita, un po’ di fango e già più caldo laddove i panorami si fanno interessanti su Rivanazzano, sul castello di Nazzano e sulla pianura vogherese, un toccasana per gli altri che non sono più abituati a certe viste, causa infortuni o residenza a Milano.
Altra salita nel bosco, scivolata mia nel fango che mi sporca i vestiti e tirata fino ai tiepidi 500m del Monte. La discesa è tutta sui pistini da mtb stretti e curvosi che mettono alla prova le nostre capacità di discesisti, ma sono anche divertentissimi! E’ ora di salutarci, gli altri andranno a fare aperitivo, io rientro a casa per altri 2500m extra. In fondo è natale ed ho degli obblighi familiari

Si sale corricchiando
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Nazzano e Rivanazzano da Cà del Conte
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Un pezzo per far girare le gambe. Manca poco ed è leggera discesa
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S.Stefano:
Smaltimento preventivo ieri, smaltimento anche oggi a S.Ponzo. Siamo in 8 per un classicissimo itinerario delle grotte e di Guardamonte, uno degli angoli nascosti tra Oltrepò e alessandrino che più di tutti sanno affascinare. Giù fa fresco, la salita sempre corribile sino alle grotte è perfetta per riscaldare i muscoli, ma salendo incontriamo l’aria più tiepida che come una specie di brezza marina ci scalda i cuori mentre ammiriamo dei panorami che si aprono sul Giarolo, sulle valli Staffora e Curone, sulle montagne appenniniche e pure sulle Alpi che sovrastano il gelido catino padano. C’è chi vorrebbe rimanere su questi spuntoni rocciosi a lungo (tutti noi 8 per la precisione), chi dice di aver intravisto un lupo (strano ma possibile da queste parti), chi come me scopre nuovi passaggi sino agli scavi archeologici, ma tutti siamo contenti di essere qui e qualche minuto di relax sulle gradinate dell’osservatorio astronomico permettono di goderci questi momenti di compagnia.
Si scende, c’è chi rotola per terra in maniera artistica e senza conseguenze, chi si fa un graffietto tra i rovi e chi apprezza il terreno praticamente asciutto, solo 11km ma bellissimi. E poi si scopre che non scherzavo quando parlavo di stappare il vino, una bottiglia di bianco finisce in fretta per noi otto bocche voraci

Azzurra e Sabina si rilassano a Guardamonte. E chi vorrebbe scendere da qui?
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Foto di gruppo a Guardamonte
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All’ osservatorio un momento di pacifica sosta
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30 dicembre:
L’ultimo trail dell’anno, il capodanno podistico ci vede in undici a Bagnaria con un freddo secco che ci taglia la pelle. Il primo tratto piano è una tortura, ma poi abbandoniamo la valle Staffora per salire molto decisi verso Vignola e le sue pareti verticali. Ci è bastato poco dislivello per cambiare stagione, qui fa già caldo e tutti ci stiamo spogliando, sembra primavera mentre dieci minuti fa era pieno inverno. Il pezzo duro prosegue sul sentiero franato ed aggirato con passaggi tra le rocce aggrappati ai cavi di acciaio posti per sicurezzi, si continua poi districandosi tra piante cadute nel gelicidio 2017, però dopo questo tratto sporco andiamo finalmente tranquilli e senza sforzi sino all’eremo di S.Alberto che merita una profana visita e tante foto a noi e all’arco alpino qui ben visibile.
Ci guardiamo in faccia e decidiamo di tagliare, abbiamo due aperitivi da fare e accorciamo scendendo diretti verso Bagnaria, dapprima correndo nel bosco e poi con una discesa ripida interrotta dal “punto wow”, uno sperone ultra-panoramico sulla valle Staffora e zone limitrofe, punto perfetto per dei selfie. Altro pezzo ripido ed in un attimo siamo nel borgo medioevale rialzato rispetto alla statale e alla nostra partenza.
Ho promesso a Francesca, altra iscritta Onav come il sottoscritto, che le avrei fatto assaggiare un “bianco in rosso” ed infatti stappo una bottiglia molto particolare dal colore ocra, torbida, con tanto fondo ed acidità elevata che però nella sua particolarità piace a tutti. Ci fermiamo poi al bar per una birretta, si deve brindare all’ultimo trail dell’anno!

Si sale verso Vignola, le nostre Dolomiti
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All’ eremo di S.Alberto di Buttrio. Sosta obbligata
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Selfie di gruppo al punto “wow” sopra Bagnaria
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E come promesso si brinda con questo bianco laziale molto particolare
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Cin cin a noi!
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1 gennaio:
E’ ormai una tradizione quella della prima corsa dell’anno da Paolo, tra Borgo Priolo e Schizzola per il classicissimo giro del monte Morino. Dopo i bagordi della notte ci troviamo alle 10 in una giornata insolitamente uggiosa, di panorami oggi ne avremo ben pochi ma non è un problema, bastiamo noi otto per divertirci.
Pronti via siamo in salita ed il terreno è umido, arriviamo sulla montagnola da cui si lanciano col parapendio e ci buttiamo verticali anche noi in discesa tra ginepri e campi erbosi. Dell’asfalto anticipa il tratto del Morino, la via nelle vigne è un’argillona che si attacca alle scarpe e rende allenante anche la sola camminata, blocchi di 1kg per piede non ci permettono di correre sinché dopo Barisonzo la situazione non migliora e ritorna ad essere corribile. Questo è un tratto di stimolante libertà, ognuno prosegue col suo ritmo in un continuo saliscendi che non da tempo di rifiatare, un esercizio perfetto tra strappi, discese veloci e pianori troppo brevi per poter rifiatare.
Anche oggi decidiamo di tagliare, comincia ad essere tardi e rientriamo poco dopo sull’asfalto restando uniti sino agli ultimi 600m di salita, nella quale ognuno fa il proprio passo ideale. E buon 2019 se inizia così, che bello formare questi gruppi di amici che faticano, si sfidano ma poi si siedono a mangiare salame e bere vino!

Non è un granché come giornata
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Panorami non incredibili, ma invisibili. Quel che conta è la compagnia
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Under Avventure

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