Giro dell’ Oltrepò, la merenda

il 24/10/2012 · Comments Off on Giro dell’ Oltrepò, la merenda

Io e Paolo arriviamo all’ azienda viticola “fratelli Guerci” un minutino dopo gli altri, ha patito abbastanza i ritmi forsennati di alcuni tratti e l’ ultimo valichetto di Casteggio alta ed il falsopiano finale che ci immerge nei primi vigneti è l’ occasione per scambiarci le prime impressioni sul percorso 2012 e sull’ andamento della giornata.
Una volta terminato il giro vado a salutare Milena Guerci e la trovo in cortile nell’ atto di prepararci una bella tavola imbandita con piatti, posate, bicchieri da vino ed al centro una bottiglia di Bonarda per ora a funzione  decorativa. Noi siamo nel parcheggio e mentre ci rimettiamo in abiti più civili discutiamo della giornata, del presunto doping di qualcuno (Christian ti fischiano le orecchie in questo momento?), del percorso e della trepidante attesa del momento a cui tengo maggiormente, quello della degustazione!

Il giro si chiama “dei vigneti d’Oltrepò” ed insiste esclusivamente nella parte viticola di questa fetta di Appennino che in pochi chilometri presenta paesaggi e territori completamente differenti tra loro, passando dalle dolci colline di Stradella sino ai 1724m del monte Lesima. Quest’ oggi avrei voluto far vedere -la foschia me l’ha impedito- la zona più dolce, dove vengono prodotti numerosi vini che nulla hanno da invidiare ai più blasonati d’Italia, ma che per una serie di ragioni non hanno una fama eccelsa, ma è inutile respirare il territorio senza poi assaggiarlo e per questo c’è questa “merenda degustativa” in cui l’ azienda Guerci (che ringrazio per la disponibilità) ci guiderà alla scoperta dei nostri vini.

Andrea C ci saluta e pare dispiaciuto di non potersi sedere assieme a noi, io invece scelgo il momento peggiore per un salto in bagno e vengo confinato a fondo tavola dove il salame e la pancetta arrivano in ritardo dopo essere passati per le fauci fameliche degli altri predoni a due ruote.
Iniziamo dai bianchi con un Pinot Nero, Milena ci spiega che questa uva è una delle più difficili da vendemmiare e delle più attaccabili dalle malattie, ma che soprattutto è un’ uva a bacca rossa e durante la macerazione un po’ di colore filtra e quindi esistono metodi chimici e meccanici per rendere il Pinot perfettamente chiaro. Inoltre spiega che questo vitigno viene vendemmiato in tre periodi differenti a seconda della destinazione, da una vendemmia molto precoce (dopo ferragosto) per le basi spumante sino ad una normale per la vinificazione in rosso. Il suo abbinamento perfetto è il Grana padano che infatti comincia a girare in tavola finendo a sua volta divorato assieme ai salumi.
Il secondo vino è il Riesling fermo, aromatico bianco da assaggiare assieme alla pancetta che ho saggiamente tenuto da parte, i discorsi col produttore spaziano dal vino sino al lavoro dell’ azienda agricola, lavoro non certo remunerativo che può venire completamente rovinato da 20 minuti di forte grandinata come successe (mi pare) nel 2000 e che soffre della concorrenza spietata di chi vende al supermercato ad 1.50€ quando per una cantina di medie dimensioni come loro (200000 bottiglie l’ anno) il prezzo di produzione di un Bonarda è sui 2€. gestire una cantina non è certo il lavoro che si consiglia a chi vuole fare i soldi, ancor di più da quando l’ Oltrepò è stato associato a vini di dubbia qualità a prezzi irrisori…

Finalmente il Bonarda la smette di fare presenza e riempie degli altri bicchieri che gentilmente Milena ci ha portato per l’ occasione, il Bonarda è un rosso a base di Croatina (almeno l’85%) ed è la bandiera dell’ Oltrepò pavese, si tratta di un vino mosso molto beverino, senza una grande struttura ma con ottimi sentori di frutti di bosco rossi ed ottima beva, scende che è un piacere e di cui mi concedo il bis ed anche il tris, accompagnandolo con le ultime 2 fette di salame disponibili da quando ero seduto al tavolo.
Il quarto invece è uno spumante rosato di nome Cruasé basato su Pinot Nero e lasciato rifermentare in bottiglia per 24 mesi, molto frizzante con ottimi profumi, ma ormai ho capito che a fine giro le bollicine infastidiscono un po’ ed infatti non suscita particolare entusiasmo così come è successo lo scorso anno.

Non è finita ed il meglio sta per arrivare, sulla tavola appaiono quasi magicamente (a questo punto si può anche dire così eheh) biscottini e cioccolatini con ripieno di uva di Moscato, il quinto vino della serie. I dolci sono ottimi, un accompagnamento perfetto a quello che per tutti è il miglior vino della serie e che scatena una marea di commenti entusiasti! Milena ci spiega che produrre un buon Moscato non è affatto semplice, basta che la criomacerazione duri due ore di troppo e si può buttare via tutto ed infatti in azienda c’è “la notte del Moscato” in cui controllano che tutto vada a buon fine e che nessuno si addormenti. E’ comune che questo vino molto dolce e dal basso tenore alcolico (sul 6%) abbia un retrogusto dolciastro che rimane in bocca rendendo quasi obbligatorio bere acqua per toglierselo, ma quello di Guerci centra appieno l’ obbiettivo e penso sia per questo che tutti ne sono entusiasta!

Un cliente a quanto pare abituale si avvicina alla nostra tavolata raccontandoci di essere stato a sua volta un ciclista, chiedendoci informazioni sull’ itinerario e consigliandoci caldamente di assaggiare il Bonarda fermo di cui ha appena acquistato un cartone, stappandoci apposta una bottiglia. Che dire, questo extra si rivela veramente utile e tutti apprezziamo il fratello maggiore della versione vivace, più serioso e strutturato con un discreto tannino ed un profumo più maturo. Un ottimo consiglio, grazie!

Non so da quanto siamo seduti, il tempo sta volando e per molti comincia ad essere tardi, così ci dobbiamo salutare, ma non prima di prendersi qualche ricordo da stapparsi a casa, magari in occasioni particolari.
Personalmente sono molto contento di questa “merenda” e spero di aver avvicinato dei bevitori occasionali sia al lavoro del cantiniere e sia vino dell’ Oltrepò, con la speranza che quelle bottiglie siano una piccola pubblicità per questo territorio che ha bisogno di essere riscoperto per ciò che di buono ha da offrire! Ma anche gli altri paiono veramente soddisfatti e già sperano di avere il bis nel 2013.

Qualche commento che mi rende fiero ed appagato per la giornata appena trascorsa:
 – Mike: Per la cronaca ho bevuto il reisling e il moscato ed erano buonissimi entrambi. Infatti la prossima volta porto a casa qualche cassa mi sa….!
– Andrea V: Posti stupendi, zero traffico (per chi, come il sottoscritto, è abituato alla giungla della provincia di Como-Varese-Monza Brianza-Lecco, questa è manna..!!) secondo me la nebbiolina ha donato ulteriore fascino al tutto, livello piuttosto omogeneo di noialtri e ottima compagnia, siete tutti simpatici!
Dimenticavo l’ottima merenda con degustazione vini presenziata dalla simpatica oratrice. Una giornata per me memorabile, sicuramente il miglior giro dell’ Oltrepò che ho organizzato. Saluti!
– Marco: Devo dire che i posti li conoscevo bene, ma farli in buona compagnia ha reso la giornata di sabato memorabile anche per me
– Massimo: I giri di Pedra son stati sempre delle belle giornate, ma i due di quest’anno son stati veramente eccezionali! Merito della compagnia, dello spirito con cui li abbiamo affrontati e della sua perfetta organizzazione.
E la merenda finale di oggi è stato veramente un tocco in più che ho apprezzato moltissimo. Sicuramente un’idea da ripetere!!!
 – Christian: Quoto Massimo, giornata di bici eccezionale, a dispetto del tempo opaco, davvero un ottimo gruppo con cui pedalare e… gozzovigliare! Alla prossima!
 – Paolo: nell’attesa di leggere il diario della giornata di Pedra lo ringrazio di cuore per l’organizzazione “tecnica” e per avermi fatto conoscere un moscato eccezionale! Saluto e ringrazio,tutti gli amici ciclisti che mi hanno voluto pazientemente aspettare e con i quali ho ancora una volta condiviso bellissimi momenti di sport
 – Andrea V: Pedra è stato ammirevole, così come i suoi fidi scudieri nel rendere per gli altri bello e divertente il giro.. In effetti io ho pensato solo a farmi guidare e a godermi la pedalata.. La nebbia ha avuto il suo fascino soprattutto per chi conosceva perfettamente quello che esisteva oltre (..) Per chi non ha mai pedalato da quelle parti (come me) sicuramente tutto ha avuto il valore aggiunto della scoperta di strade nuove.
L’altimetria forse per Pedra non era niente (ho visto sul blog quello a cui è abituato ..) ma devo dire che il tracciato, sempre molto vario, è stato divertente proprio per il continuo cambio di ritmo e alla fine è stato decisamente apprezzato da tutti. Notevole pregio, poi, la quasi totale assenza di traffico automobilistico: aspetto questo da non trascurare e che personalmente non trascurerò

Alla prossima!

La degustazione guidata sul Pinot, la bottiglia a sinistra (l’ altra è Riesling)

Si brinda col Cruasé!

Ormai siamo alla fine, e si vede!

 

Giro dei vigneti d’Oltrepò (13 ottobre)

il 30/09/2012 · Comments Off on Giro dei vigneti d’Oltrepò (13 ottobre)

Ero un po’ indeciso, ma alla fine anche quest’ anno ci sarà il classico giro dei vigneti d’Oltrepò. Il percorso sarà sulla falsariga di quello dello scorso anno, 96km e 1650m di dislivello su continue salite pedalabili immerse tra i vigneti. E’ un  giro di gruppo ad andatura libera in cui ci si compatta a fine salita e discesa, cercando di non accumulare troppo ritardo ad ogni bivio e sosta come è accaduto nel 2011. Se proprio ci saranno troppe differenze di andatura un gruppetto potrà accorciare in val Versa ricompattandoci al Carmine, ma non credo ce ne sarà bisogno: ogni anno c’è sempre qualcuno che teme di essere di peso, ma alla fine non ci rallenta.
Ci sarà anche una merenda finale con brindisi, siccome siamo in Oltrepò sarà accompagnata dalla degustazione dei nostri ottimi vini prodotti dall’ azienda “Fratelli Guerci” di Casteggio, essa costa 5€ e non è obbligatoria (chi non vuole partecipare può andare via prima).

INFORMAZIONI:
Ritrovo ore 9:30 all’ azienda Guerci di Casteggio in località Crotesi 20, si va verso Montalto pavese ma prima dell’ inizio della salita si svolta a destra, l’ azienda è 800m più avanti sulla sinistra, c’è un ampio parcheggio (più in basso ci sono 2 immagini esplicative).
La partenza alle ore 10:00. L’ arrivo spero entro le 15:30 / max 16:00
In caso di maltempo il giro sarà rinviato al 20 Ottobre.

PERCORSO:
96km, 1650m di dislivello
tracks4bikers.com/tracks/show/111761
Dalla pianura saliremo a Montalto via Mazzolino/Oliva Gessi, seguiremo il crinale sino a Cigognola per rituffarci in pianura verso Broni, quindi Canneto, val Versa, Montù, sfioreremo il confine piacentino a San Damiano e ritorneremo a S.Maria della Versa, quindi passo Carmine, Fortunago e ritorno in piano sino a Casteggio.
Questo percorso è indicativo e potrebbe subire piccole modifiche

SALITE, DISCESE, PANORAMI:
L’ Oltrepò viticolo è un territorio molto panoramico, vuoi per le visuali sulla pianura che improvvisa finisce, vuoi soprattutto per i campi coltivati a vite che lasciano libera la visuale. In una giornata bella si vede Milano sovrastrata dall’ arco Alpino, in una giornata di foschia si gode comunque del calore dato dai colori dei campi e dei vigneti
Il percorso si snoda tutto su strade abbastanza ben tenute, con salite sempre pedalabili e discese quasi sempre tranquille, occasionalmente ripide e talvolta rovinate come purtroppo accade fin troppo spesso. La pendenza massima di tutto il giro credo che sia del 9%, ma la salita è comunque abbastanza da rendere divertente questa gita di fine stagione

I VINI:

I vini dell’ Oltrepò pavese non hanno nulla da invidiare alle zone più rinomate, abbiamo una varietà notevole e la qualità media è buona.
Il più famoso è sicuramente la Bonarda, vino rosso mosso basato su uva Croatina con aggiunta di un 15% di Barbera, vitigno piemontese che anche qui da ottimi risultati grazie al suo carattere deciso e che a Casteggio ha trovato un luogo molto propizio. Altri vini importanti e prodotti solo nella zona antistante a Broni sono il Sangue di Giuda, dolcissimo ed adatto agli aperitivi, o il più robusto Buttafuoco più adatto all’ invecchiamento, entrambi basati su un mix di Croatina, Barbera, Uva Rara ed Ughetta.
Tra i bianchi sono da ricordare il Riesling che a Montalto pavese è di casa, il Moscato dolce e poco alcolico che ben accompagna i dolci e lo Chardonnay, che anche qui da ottimi risultati.
Non dimentico certo il Pinot Nero, delicata uva rossa usata spesso per i bianchi ma che raggiunge punte di eccellenza se vinificata in rosso o se spumantizzata in rosa con rifermentazione in bottiglia per almeno 24 mesi, dando origine al Cruasé.
All’ azienda Flli Guerci ci sarà una degustazione guidata dei vini dell’ Oltrepò e se la cosa vi farà piacere sarà possibile acquistare delle bottiglie da gustarsi a casa.

INFORMAZIONI:
Scrivetemi a [email protected], contate che un paio di giorni prima devo confermare ed indicare il numero stimato di partecipanti alla merenda, quindi una “prenotazione” è notevolmente gradita :)

Su Facebook c’è l’ evento: http://www.facebook.com/events/351207741637148/

Al bivio per Montalto pavese si va a destra

Il ritrovo è sulla sinistra

Racconto del giro “ciclo-enologico”

il 07/08/2012 · Comments Off on Racconto del giro “ciclo-enologico”

Nonostante la pubblicità su forum, facebook, volantino in un negozio e nonostante l’ aiuto del Consorzio dei vini d’Oltrepò, questo giro è stato un mezzo fallimento. Certo che il caldo da piena estate non ha spronato eventuali indecisi (“vedrai che a Settembre ci saranno più persone” è ciò che tutti mi hanno detto e do loro ragione) e che il periodo per molti di vacanza ha impossibilitato eventuali interessati a venire, però essere in TRE è abbastanza triste sulla carta… nonostante il clima da entroterra algerino con massime di 37° ed umidità ridottissima però è stata una giornata particolare e molto divertente, e non da ubriaconi a 2 ruote come molti potrebbero erroneamente pensare.

Io e Andrea “La Fiura” arriviamo all’ az. Albani in bicicletta, nella notte ha piovuto e passando per la ciclabile abbiamo occasione di riempire le biciclette di fango. Sino a Casteggio pedaliamo tranquilli in pianura, poi c’è la salita che ci porta in quest’ angolo di Oltrepò in cui la Barbera da il meglio di se, con grossi vigneti interrotti da boschetti o campi con colture alternative alla vite. Alessandro è già lì, Riccardo Albani ci intrattiene spiegandoci i vantaggi del metodo biologico e l’ importanza della biodiversità, interloquendo soprattutto con Alessandro che da milanese con una casa nel Monferrato è un buon esperto di vino e cliente abituale di alcune aziende della zona. Andrea invece rimane meravigliato del luogo, non conosceva questa strada e già pensa a come organizzare delle escursioni a piedi coinvolgendo il proprietario.

L’ inizio è in discesa ma appena dopo inizia la salita di Montalto pavese, una delle più frequentate con un inizio di discreto impegno al 7% ed una seconda parte molto più abbordabile che intervalla tratti pedalabili a falsopiani, il tutto ovviamente in un paesaggio dominato da filiere di vigneti ed intervallato da boschetti e terreni coltivati a grano o erba medica che donano al paesaggio quella varietà che lo rende ancor più bello. Ale viaggia, nonostante sia un “ragazzotto dentro” devo faticare per rimanere con lui ed in un attimo giungiamo in cima, dove attendiamo Andrea osservando il cielo che all’ inizio sembrava quasi minacciare pioggia e che ora invece minaccia solleone. La Fiura arriva però ci spiega che la futura consorte lo ha chiamato al telefono e deve purtroppo ritornare indietro, così ci troviamo in due, ma con un altro ragazzo che ci raggiungerà più avanti per fare le soste con noi.
La discesa è strettina e a tratti con fondo stradale rifatto, nonostante ciò sento spesso Ale esprimere complimenti su queste dolci colline naturali con occasionali paesi arroccati o cascine isolate, è bello pensare alla meraviglia di un milanese che vede questo “terroir” che ciclisticamente non è comparabile ad Alpi o prealpi, ma che sa regalare percorsi rilassanti in un susseguirsi di salite e discese per tutti i gusti, un’ ottima alternativa nelle mezze stagioni!

A Mornico Losana raggiungiamo Marco “Tana” che pedala su una bici monomarcia faticando ben più di noi ad affrondare pendenze mai esagerate, ma ormai ci si può rilassare perché siamo in vista della prima sosta al “Feudo Nico”, un agriturismo con produzione propria di vino. Essendo in tre il programma è andato un po’ a farsi benedire, quando arriviamo c’è la proprietaria che ci stappa un Cruasé e ce lo fa assaggiare, questo spumante metodo classico rosato DOCG a base di Pinot Nero è la novità dell’ Oltrepò e si punta molto su un prodotto che vedo piacere molto anche a bevitori occasionali. Anche a noi piace e l’ abbinamento col Grana padano è perfetto!

Ripartiamo e Marco chiede lumi su come accorciare il percorso, con un 42×14 e senza allenamento non può certo seguirci ed allora l’ accordo è di trovarci a Montalto pavese fra un paio di ore. I chilometri percorsi sino a questo punto sono 17, ne mancano ancora 63 con una sosta ai -15, non ci resta che lanciarci nella discesa e poi salire a Pietra de Giorgi, altra capitale del vino con un famoso cantinone medievale che purtroppo ancora non ho visitato. La successiva discesa di Cigognola ci riporta in pianura attraverso una maestosa conca tutta coltivata a vitigni nel cui fondo si fa largo uno stagno.
Sino a Broni né saliamo né scendiamo, ma questo tratto sarà l’ unica eccezione della giornata, già dopo il pavée del centro riprendiamo l’ andazzo scalando Canneto Pavese, facile salita e tipica palestra dei pavesi che qui approcciano le colline. Anche le vigne qui hanno i loro nomi e da un tornante all’ altro sappiamo a chi andrà quell’ uva e che nettare di bacco ne uscirà… Una volta presa quota la strada si mantiene sul crinale con frequenti cambi di pendenza, noi continuiamo a seguirla sino a Montecalvo Versiggia dove ci ricongiungiamo alla più importante via che collega Stradella al passo Carmine (621m), via che seguiamo giusto il tempo necessario per una sosta acqua ad una fontana e per arrivare al prossimo bivio che ci riporterà in valle Scuropasso.

Propongo ad Alessandro una scelta, ci sono due versanti che salgono sino a Moltalto e quello classico previsto dall’ itinerario è più lungo, siccome siamo stretti coi tempi ed il compare lascia a me la scelta devio sulla stradina di Bosco Chiesa, avvisandolo per tempo della presenza di tratti duri e assolati anch’essi ovviamente immersi tra i vigneti. Superato il primo ricevo qualche lamentela sulla difficoltà, con un pizzico di sadismo rispondo di aspettare il successivo drittone fortunatamente riasfaltato lo scorso anno. C’è da soffrire, un tratto al 15% sotto un sole cocente ed una brezza favorevole che non permette la dispersione di calore è una dura prova da superare, ma non c’è solo questo pezzo ed infatti la salita continua e dobbiamo superare altro dislivello prima di svalicare appena più in alto di Montalto pavese.

Tana ci sta aspettando da oltre un’ ora in un bar, quando passiamo sta salendo in sella (che coincidenza!) e quindi nemmeno ci fermiamo scendendo veloci lungo la ripida discesa che porta alla seconda sosta di Finigeto a Cella di Montalto. L’ azienda è in cima ad un ripido tratto sterrato che riesco ad affrontare sempre in sella, al termine del quale c’è Aldo ad aspettarci, ragazzo di 26 anni che mi ha sorpreso per la qualità dei suoi vini e che sono contento di far conoscere agli altri, sebbene sia dispiaciuto di doverlo disturbare per sole 3 persone. All’ interno della cantina fa più fresco, iniziamo subito con una Bonarda ferma che recentemente è stata premiata al douja d’or e che tutti gradiamo parecchio, con un gusto deciso come piace a me, anche se forse è troppo deciso per essere una Bonarda, l’ apporto del Barbera è consistente rispetto a quello dell’ uva croatina. L’ ipotesi iniziale prevedeva il Moscato, ma essendo in tre tralasciamo il programma ed assaggiamo un Pinot nero vinificato in bianco già aperto e conservato in frigor, ottimo e sorprendente. A mio modesto parere Finigeto da il meglio di sé bianchi! La sosta si prolunga per un ora, da degustazione si trasforma in una proficua chiacchierata tra diversi tipi di appassionati. Acquistiamo anche 2 bottiglie che porterò sino alla fine in uno zainetto, ora c’è la discesa anche se accennando al fatto che risalendo a Montalto faremmo un tragitto più breve gli altri dei vaffa* bonari che ci stanno tutti considerate le pendenze recentemente percorse.

Non siamo ubriachi, sono stati degli assaggi ed anche se la presenza di modiche quantità di alcol è innegabile nessuno da segni di alterazione, nemmeno quando schiviamo alcune importanti buche. Sino a Casteggio è tutta valle scendendo a fianco del torrentello Ghiaia di Montalto, il vento a favore ci sorride e Tana riesce comunque a rimanere a ruota nonostante il suo solo rapporto a disposizione. Attraversiamo questo paese tra pianura e colline e ci addentriamo per risalire alla partenza, con i timori di Alessandro che all’ andata in macchina ha avuto impressioni ben peggiori della realtà. Marco ovviamente arriva dopo, ma per lui un “bravo” è d’obbligo.

Riccardo Albani ci riaccoglie ed insieme ad altri ospiti ci stappa un Barbera “delibes” del 2003. Essendo vino naturale non microfiltrato fa un po’ di fondo, ma l’olfatto con sentori di frutti di bosco e fragola unito ad un bel carattere tipico del Barbera è inebriante e al palato il gusto è molto più vivo rispetto ai vini tradizionali, specie quelli venduti a 2€ al supermercato che in confonto sono beveroni di uva. Alessandro mi parla a bassa voce facendo strane espressioni, penso che non gli piaccia ma la verità è che un vino a 16° in piena estate non è proprio adeguato… almeno per lui! Albani ci apre pure un Riesling, ma è meglio non esagerare, tra Barbera e salame abbiamo un limite e ne prendiamo giusto un assaggio.

Alessandro ha davanti a sè un’ ora di macchina prima di ritornare nel Monferrato e quindi ci saluta portandosi a casa due casse ed il Bonarda Finigeto, io comunque ho il ritorno a casa in bicicletta e per me ci saranno una ventina di chilometri in un caldo e secco pomeriggio, perciò saluto tutti ringraziando il proprietario per la grandissima ospitalità e per l’ ottima qualità dei vini, non prima di prendere a mia volta un Barbera 2008 (premiato dall’ Espresso come uno dei 4 rossi lombardi) ed un Riesling sempre 2008, a detta di Albani l’ annata migliore.

Insomma, eravamo solo in 3 ma la giornata è stata divertentissima, spero di replicarla e non solo con già degli appassionati ed intenditori, ma anche con ciclisti che bevono solo occasionalmente e che in giri simili potranno apprezzare il VERO VINO

Scendendo da Oliva Gessi tra campi e vigne, nel terreno a sinistra ci hanno pure girato una pubblicità della SKY

Cigognola vista dal crinale di Canneto pavese e Montescano

L’ arroventato muro di Bosco Chiesa, prima di Montalto pavese

Panorama dall’ az. Albani. Questa foto spiega in uno scatto cos’è l’ Oltrepò viticolo

Prosit! A sinistra Alessandro Periti, io, Marco Tana

Giro dei vigneti d’Oltrepò, 2° tempo

il 28/10/2011 · Comments Off on Giro dei vigneti d’Oltrepò, 2° tempo

Siamo tutti a Santa Maria della Versa, davanti a noi c’è un pezzo abbondante di passo Carmine, il punto di snodo di tutte le vallate principali della zona collinare della provincia. L’ inizio è abbastanza dolce, poi abbandoniamo la vallata e ci arrampichiamo su una larga strada circondata dagli immancabili vigneti. Si formano 2 gruppetti, da quello dei fuggitivi arriva una voce che mi sprona ad andare tranquillo, in tutta risposta affermo di essere molto tranquillo con la conferma un po’ sprezzante di Massimo (“eh belin, sta dicendo sul serio” o qualcosa di simile). Superiamo Montecalvo Versiggia e poco dopo ci fermiamo al piazzale panoramico di recente costruzione per prendere l’ acqua. La giornata è sempre serena e soleggiata, seppur fresca e con un venticello laterale fastidioso.

Ripartiamo alla spicciolata, passiamo senza fermarci davanti alla famosa casa con il sasso in garage, abitazione nel cui cortile è caduta una roccia alta 5 metri, e proseguiamo sino quasi al bivio della val Tidone e dei famosi 19 tornanti in 2100m che la raggiungono. Squilla il telefono, è Luciano che mi dice di essere con un ragazzo caduto, non sanno se è il caso di portarlo in ospedale e comunque ha rotto completamente la forcella. Non capisco chi sia, ci arrivo per esclusione non vedendo Massimo nonostante una grossa parte del gruppo mi abbia raggiunto, anche se temo per Paolo o Fabio. Ho una reazione abbastanza fredda, però questo non ci voleva, l’ unica soluzione è tornare indietro e decidere il da farsi, sono l’ unico che conosce bene le zone e quello che eventualmente avrebbe meno problemi per degli imprevisti, quelli davanti sanno comunque come tornare a casa…

I chilometri di discesa sembrano non scorrere mai, non sono preoccupato perché se la situazione fosse grave non avrebbero avuto dubbi a chiamare il 118, però c’è qualcosa in più di graffi superficiali ed inoltre senza bicicletta bisogna andare a prenderlo, e qui mi sorgono altri dubbi su come comportarmi, da un lato importante c’è la sua salute, dall’ altro però ci sono persone che hanno fatto molti chilometri per venire in Oltrepò e c’è Elena che è in macchina con Massimo…
La caduta è avvenuta subito dopo la fontana in un tratto di leggera discesa, la dinamica non è molto chiara, dice di essersi distratto mentre si allacciava il gilet, ma credo proprio sia stata una folata improvvisa di vento laterale ad averlo sbilanciato. Con lui ci sono Luciano e Giulio, Maxi sembra aver riportato solo ferite superficiali, ma poi scopro che ha preso un forte colpo al polso che è visibilmente gonfio. Per fortuna una signora che abita lì lo ha soccorso e rimanendo in cortile siamo tutti molto più comodi, secondo noi è solo una forte botta, in realtà scopriremo trattarsi di una frattura scomposta del radio, una tragedia per un bravo chitarrista come lui… Che dire, auguri di totale e veloce recupero!
La sorte sorride a me in qualità di organizzatore, da Genova stanno venendo suo padre e suo fratello a prenderlo ed un gentilissimo signore che ha assistito alla caduta dalla macchina si offre di portarlo assieme alla bici sino a Casteggio, così da permettere a me di continuare il giro e a lui di tornare prima, visto che il ritrovo è abbastanza lontano da qui e per i parenti sarebbe difficile arrivare sino a qui.

Montata la bici in auto salutiamo e ripartiamo, gli altri ci stanno aspettando in un bar a Pometo e a noi 3 spettano alcuni chilometri di salita facile per raggiungerli. Dopo un chilometro rischio lo stesso medesimo incidente di Massimo, mentre mi slaccio il gilet sbando e la mia ruota sfiora quella di Giulio che mi guarda con aria preoccupata, solo una spanna mi separa dall’ assaggiare l’ asfalto…
L’ accordo era di trovarci al Carmine, ma sorpassiamo un gruppo sornione che sta lentamente rimettendosi in moto fuori dal bar, “su su dai forza!” è quel che simpaticamente dico in fase di sorpasso. La tabella di marcia è ormai sforata, l’ unico modo per rientrare nei tempi è tagliare la val Tidone ed è così che ci ritroviamo sulla “cima Coppi” dell’ Oltrepò viticolo, dall’ alto dei 610m del passo Carmine vediamo la pianura, il monte Penice, l’ immancabile Montalto pavese il cui castello si vede da ovunque e pure la cima del monte Rosa che spunta sopra la foschia.

Seguiamo il crinale verso Fortunago con l’ obbligatoria salitella che precede Costa Cavalieri, poi al bivio per Borgo Priolo decidiamo di scendere per la via standard, con una serie di divertenti curve parzialmente riasfaltate ci porta dolcemente a Borgoratto Mormorolo, dove veniamo rallentati dalla festa del paese che ha portato sulle nostre colline un numero insperato di persone. Aspettando gli altri faccio un giro della piazza per scroccare una fetta di torta, così adesso sono io ad essere aspettato, ma è questione di poco tempo e ripartiamo tutti mentre ancora sto masticando. A discesa ormai finita sento il telefono squillare, penso sia Massimo ed invece è Christian che, liberatosi dagli impegni, ci sta aspettando a Fortunago, dove purtroppo non siamo passati. Ci troverà al parcheggio, però intanto gli altri non mi hanno mica aspettato e per raggiungerli mi metto in posizione da cronoman con le braccia distese sulle manopole dei freni, la catena che scivola verso i rapportini e la velocità che si alza, ma da lontano osservo loro darsi cambi regolari ed è solo a Borgo Priolo che recupero qualche ritardatario, raggiungendo il gruppone solo grazie ad un provvidenziale semaforo rosso. “Se Pedra non ci ha raggiunti vuol dire che andavamo veramente forte” è il commento di Fabio :)

Siamo quasi a Casteggio, secondo la planimetria ci aspetterebbe la salitella di Castelfelice che qualcuno vorrebbe fare, ma alla fine prevale la volontà di terminare il giro e permettere ad Elena di tornare a casa con Massimo. Ora ho un’ altra preoccupazione, ci stanno aspettando per una merenda nella parte alta di Casteggio e già mi dispiace di aver detto 17 mentre saremo una decina, se poi proprio non andiamo faccio una figuraccia con gente che ha preso degli impegni per venirci incontro. Salgo sino a Casteggio alta per accertarmi che ci sia parcheggio nel cortile della Certosa e che sia tutto a posto, per fortuna il fatto di essere in meno non è un problema e così scendo per cambiarmi e salutare Mike e Andrea che decidono di tornare casa (la famiglia chiama), fatico un po’ per convincere gli altri a seguirmi, ma alla fine in macchina è un attimo arrivare al luogo. Ci raggiunge pure Christian giusto in tempo per seguirci.

I commenti all’ ingresso della corte settecentesca della Certosa Cantù sono un misto di ammirazione e vergogna, c’è chi si crede imbucato ad un matrimonio, chi si chiede se non sia il caso di portare giacca e cravatta… Ma quanti problemi, tutte le preoccupazioni svaniscono quando un bel e soprattutto ottimo salame di Varzi viene affettato su pezzi di delizioso pane accompagnato con sfiziosi focaccini e soprattutto, dato che il giro si chiama “vigneti d’ Oltrepò“, da superlativo Bonarda che viene letteralmente fatto sparire tra brindisi e doppie o triple porzioni. C’è anche un ottimo spumante, il Cruasé, ma per l’ occasione il rosso è più adeguato. Tutti rimanono soddisfatti della merenda, scopro pure che Piero, nonostante potrebbe quasi essere mio nonno, è un ottimo sfidante in un ipotetco “Ubriacatour” e finisce assieme a me le porzioni “della vergona” di salame e nettare rosso e paglierino. I miei complimentissimi Piero, super in bici e super a tavola! Rendo noto che ci si può portare a casa il ricordo di-vino dell’ Oltrepò, c’è chi si preoccupa del prezzo (il che indica l’ alta qualità del prodotto), c’è invece chi spavaldo se ne porta a casa 2 bottiglie (sempre Piero), mentre io e qualcun’ altro ci accontentiamo di una soltanto.
Peccato per il contrattempo e peccato che altri scopriranno cosa si sono persi solo grazie a questo racconto, questa merenda è stata la ciliegina di questa bella giornata di ciclismo, fatica, amicizia e scoperte.
In totale 87km e 1600m di dislivello, comunque un giro non banale.

Prima delle fotografie voglio ringraziare alcune persone:
Paolo Massone di Vini Bellaria, lo sponsor che ci ha offerto la merenda e produttore di un vero Bonarda d’ Oltrepò
Francesco Preti dell’ associazione albergatori Oltrepò per il supporto e per l’ offerta di sconti, chissà che in futuro non si organizzerà addirittura una 2 giorni oltrepadana?
Il gestore della Certosa Cantù per il servizio e per la merenda
Ultimo e non meno importante c’è Sergio Casellato, mi ha aiutato parecchio a gestire il gruppo
Ed ovviamente tutti i partecipanti! Alla prossima, ciao!

La frana nel cortile


Il monte Rosa a sinistra e Montalto Pavese al centro visto dal passo Carmine


Il Bonarda è già seccato :)

Da sinistra Paolo Negri, Piero, Giulio, Paolo DelVecchio, Luciano dietro a Fabio, Ezio che spunta dal bordo


Giro dei vigneti d’Oltrepò, 1° tempo

il 25/10/2011 · Comments Off on Giro dei vigneti d’Oltrepò, 1° tempo

Quest’ anno cerco di essere puntuale, ma alle 10:04 ci sono quasi tutti, solo Mike ed Andrea arriveranno qualche minuto più tardi. Marco è bloccato dai postumi influenzali, Elia invece sta per diventare papà. Siamo in 17, c’è anche Sergio che arriva direttamente in bici, io speravo di fare il colpaccio portando una ventina di persone sulle belle colline dell’ Oltrepò coltivate interamente a vite, ma alla fine siamo un bel gruppetto variegato con milanesi, genovesi, varesotti ed un parmense, l’ unico vero nativo del luogo sono io e mi aspetta un bel compito nel dirigere questo gruppo sulle numerose strade del territorio.

Si forma un bel gruppo ancor prima di partire, mille parole volano tra le macchine e le gambe scalpitanti per una scorpacciata di salite. I problemi non tardano a presentarsi, il centro di Casteggio è chiuso per il mercato e fare lo slalom tra la gente è una pessima scelta, perciò devio trovando solo sensi unici e finendo in un parcheggio che almeno, facendomi evitare una figura di m***a colossale, sbocca in una breve gradinata superata con la bici in mano (“non ci facciamo mancare il ciclocross” è il commento di Piero). Ma pare che manchi qualcuno, siamo solo in 11… Fortuna che mi chiama Massimo che assieme agli altri ci ha perso di vista ed ha continuato diritto superando il mercato, vado a recuperarli e dopo una piccola attesa siamo nuovamente in 17. Confesso di prendere una direzione a caso, non conosco benissimo il centro storico che si snoda sulla primissima collina e semplicemente vado verso l’ alto sperando di reimmetermi con facilità sul percorso originario, dopo una partenza a freddo su pendenze impegnative.

Qualcuno si era già preparato a Montalto Pavese, ma invece ora ci aspetta Mairano, facilissima salita di 70m di dislivello che serve a scaldare la gamba in una giornata sì soleggiata, ma ancora abbastanza fresca. Nella stretta discesa incrociamo pure qualche auto d’ epoca, c’è troppo traffico rispetto agli standard oltrepadani, ma arriviamo in fondo tutti senza problemi, con 100m su statale che evitano quel pericoloso bivio cieco che lo scorso anno ha dato qualche grattacapo. I primi metri di Oliva Gessi fanno lamentare qualcuno, ma è giusto quel minimo per scremare il gruppo, trovandomi davanti con Gianluca e Andrea “Pala” al bivio del versante ufficiale. Continuiamo nello stesso modo, i più sportivi davanti e gli altri indietro con Sergio che fa da chiudi gruppo, indispensabile per non perdere pezzi in giro. Stiamo pedalando in pieno Oltrepò, nonostante l’ immensa pianura padana sia a 2km in linea d’ aria il paesaggio è un’ ubriacatura di vigne che disposte in filari formano un paesaggio monotematico ma rilassante.
Ci ricompattiamo e scendiamo verso Torricella Verzate, la strada è strettina e bella, tranne un tratto un po’ rovinato con 20m sterrati, ma nessuno si lamenta. Ora ci aspetta la salita più dura del giorno verso Mornico Losana, con 500m al 10% abbondante dopo altri 1000 tosti. Scatterà la competizione oppure si salirà tranquilli? Dopo il bivio mi rispondo, con questo asfalto bello mi esalto su pendenze a me congeniali e forzo, Pala si arrende mentre Andrea non si vuole staccare dalla mia ruota, solo alla fine della rampa prende qualche metro, ma pure io sono al limite e approfitto di una sosta per delle foto al paesaggio viticolo e al gruppo che sale.

A Mornico Losana non è ancora finita, prendiamo la strada secondaria della Boffalora che ci porta a Pietra de Giorgi e ci regala un paio di strappetti niente male, con qualche lamentela smorzata di chi non si aspettava queste pendenze, quindi arriviamo al paese scollinando verso Cigognola. Avviso tutti delle grosse buche del successivo tratto e faccio da guida rallentando nel punto più critico, superato fortunatamente da tutti senza problemi. A Cigognola sosta acqua prima di ritornare in pianura su una panoramica via che accerchia uno stretto anfiteatro viticolo che osserva un piccolo stagno. Pedaliamo uniti sino a Broni, questo è l’ unico intermezzo piano di tutto il giro, superiamo il pavèe del centro e attacchiamo la famosa salita di Canneto, una delle più conosciute e frequentate dell’ Oltrepò, non dura ma molto continua, con la cittadina che si fa man mano più piccola e lontana e le vigne che ritornano prepotenti a farci da contorno. Assieme a noi sale una donna bionda con rapporti da pianura, più indietro un uomo altrettanto biondo, di probabile origine russa e capacità tali da avergli fatto vincere un giro d’Italia nel 1994… Si, a me sembrava proprio Berzin!
Rischio un incidente aspettando gli altri (in salita il gruppo si allunga molto, ma questo è un bene che permette a tutti di divertirsi), mentre sono attaccato ad un cartello stradale la ruota scorre in un canale e mi fermo per un pelo, rimanendo attaccato al palo ed appoggiando all’ ultimo. Segue altra salita, al bivio di Montescano mi metto a fare da segnale e mando tutti a aff… frontare la bellissima discesa nella vera capitale del vino DOC, la val Versa.
100m di pianura è ciò che ci è concesso prima di Montù Beccaria, salita piuttosto facile ma che vede subito formarsi 2 gruppetti, poi una progressione di Giulio screma il gruppo ritrovandoci infine io e lui a tirare a 25 orari nel tratto finale al 6%. Poco dopo arriva Mike Roche, migliorato molto rispetto allo scorso anno, Andrea e Gianluca che mi dirà “fino ai 19 vi ho seguito, poi ho mollato” e “non ho mai visto un fotografo andare così forte“.
Al bivio tutti mangiano, io ne approfitto per la sosta pipì e per indirizzare tutti nella direzione giusta, mica sperate che la salita sia finita? Segue un tratto sul crinale che il grosso del tempo sale, ad un bivio Gianluca ed altri 2 decidono di comune accordo di tornare indietro e non riescono a salutare il resto del gruppo che riparte prendendoli alla sprovvista. Mi contattano al telefono rendendomi nota la loro decisione, è un peccato e mi spiace, anche se capisco che stiamo sforando la tabella di marcia e di questo passo arriveremo a Casteggio non prima di metà pomeriggio. Massimo, Elena e Sergio rimangono indietro, mi fermo ad aspettarli e mentre tento di contattare Massimo li vedo svoltare nella direzione giusta, per fortuna dato che questa deviazione è un’ aggiunta per ammirare ulteriori collinette al confine Piacentino, dove le quote sono inferiori, l’ orografia più dolce e la coltivazione del vino, se possibile, ancora più intensiva.

La discesa è bella al contrario dell’ altro versante, non abbiamo problemi e ci ritroviamo tutti a Santa Maria della Versa a decidere del nostro pranzo. Siamo a poco più di metà percorso e sono quasi le 14, inizialmente era prevista una sosta, ma vedo che nessuno ha problemi con il cibo e di comune accordo decidiamo di proseguire, al limite ci fermeremo per un caffè al bar della diga della val Tidone, dove lo scorso anno ci siamo trovati molto bene.

Fine 1° parte, la 2° purtroppo non fila via liscia con una caduta che coinvolgerà uno del gruppo…

Il gruppo che arriva ad Oliva Gessi: Elena e ??? davanti, Paolo Negri e Paolo “McOlds” dietro

Vista da Oliva Gessi verso Torricella Verzate e Mornico Losana


Sulla sinistra Cigognola, verso il centro Canneto Pavese


Vigneti e vigneti in val Versa


Foto rubata al gruppo dopo Montù Beccaria. Davanti Andrea “Pala”, Paolo “Mcolds”, Luciano “Luxi”. Dietro non so collegarli a dei nomi (se mi date una mano … :) )


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