Giro dei vigneti, primo racconto

il 21/10/2013 · Commenti disabilitati su Giro dei vigneti, primo racconto

Mi sveglio ed accendo il telefono, è un attimo che mi arrivano 3 messaggi consecutivi da 3 milanesi che mi chiedono lumi sulle condizioni atmosferiche, da loro sta piovendo a dirotto e sono titubanti a venire. Guardo fuori dalla porta e non vedo l’ ombra di una nuvola, quindi li richiamo per aggiornarli sul meteo e scoprire che due coppie sono già in viaggio, mentre un terzo gruppetto si è rigirato nel letto, vorrà dire che sarà per la prossima…

Stavolta arrivo in orario ma nel piazzale antistante l’ azienda flli Guerci ci sono già diverse auto parcheggiate con molte persone intente a scaricare biciclette e a prepararsi a questo bel giro, vuoi per un’ organizzazione migliore, vuoi per più pubblicità, ma alla fine faccio la conta e siamo 21, oltre le mie aspettative e sicuramente un bel risultato, augurandomi di riuscire a gestire un gruppo così numeroso. Due anni fa ci sono stati diversi problemi ed eravamo in 17, questa volta mi faccio aiutare da Elia che farà da chiudigruppo e spero fili tutto liscio.
Il nocciolo duro dei “miei giri” è presente quasi al completo, ma ci sono tante facce nuove da conoscere e a cui far conoscere questo territorio. Qualche nuvola rovina i piani e nasconde un caldo sole che ci da sollievo da queste temperature più tipiche di novembre, sarà così per tutto il giorno con massime -secondo me- mai superiori ai 13°.

I primi 800m di discesa sono sempre terribili, ma poi c’è subito la salitella di Mairano (“ma tu continui a considerarla salita?” mi rimprovera Marco) che ci permette quantomeno di scaldare la gamba e di cominciare a fare un minimo di selezione tra chi ha voglia di spingere (Andrea C, Christian, Davide, Celestino, Mike) e gli altri che invece sono più tranquilli. L’ arrivo di Elia certifica che il gruppo è ancora compatto e dopo meno di 5 minuti di salita ritorniamo alla pianura per un chilometro scarso di statale in cui Andrea scalda la gamba attorno ai 30 orari. Ricompattiamo il gruppo a Torricella e ci addentriamo finalmente nel vero Oltrepò viticolo, basse colline in cui la vite domina incontrastata coi suoi colori che stanno velocemente mutando verso quelli caldi dell’ autunno, colline quasi caotiche su cui si arrampicano stradine e si trovano solitari casolari e frequenti mini-frazioni.
Passiamo davanti ad un nuovo microbirrificio ed io faccio caso ad un mio “socio ciclista” in cortile, questo appena prima dell’ imbocco della facile 2° salita di giornata che con stretti tornanti passa sotto al castello e alle colorate abitazioni di Mornico Losana. Ufficialmente Andrea va come lo scorso anno, io scopro subito che sta peccando di modestia poiché mi piazzo alla sua ruota (assieme a Christian) e saliamo a velocità folli anche nel breve tratto sterrato, mi piacerebbe vedere i dati ma credo che la media sia stata sui 23 orari… E pensare che due anni fa dopo 500m alla stessa velocità mi sentivo forte…
Mi devo riscaldare, fa freddo” è stato il suo commento, il mio preso dall’ affanno invece chiede se sia il caso di dividersi già ora in due gruppi, ma arrivando tutti alla spicciolata con piccoli distacchi, con Elia a chiudere il gruppo assieme a Boris a cui era caduta la catena, decidiamo di non decidere.

Riprendiamo in discesa, per me è bellissimo il colpo d’occhio di tanti ciclisti scendere dal pallone del campo sportivo di Mornico sino al bivio, peccato non poter fermare il momento in un’ immagine. Siamo già al 3° colle in cui ci diamo meno battaglia, saliamo decisi ma senza eccessi e ci fermiamo in piazza a Pietra de Giorgi dove qualcuno ne approfitta per mangiucchiare ed altri per bere. Anche qui chiedo se sia il caso di dividerci tra gruppo del “lungo” e gruppo del “medio”, ma alla fine rimandiamo ulteriormente perché il gruppo è abbastanza omogeneo e le attese cominciano ad essere lunghe solo per noi 3 davanti che stiamo facendo un ritmo veramente alto.
C’è ancora un pezzo di salita, poi scopriamo un’ altra delle caratteristiche tipiche dell’ Oltrepò, e non è il castello di Cigognola che da sull’ infinita pianura padana con sguardi che superano i grattacieli di Milano arrivando sino al lago di Como, nemmeno quella fantastica conca viticola a ferro di cavallo che racchiude uno stagno appena sopra al livello della campagna, ma si tratta delle tipiche buche e strade rovinate che ci fanno vibrare nel primo tratto di discesa.
Si uniscono a noi altri due ciclisti pavesi, Alberto ed Isabella, che ci accompagneranno sino all’ imbocco di Montù, noi ci fermiamo al bivio per Broni e nell’ attesa qualcuno ne approfitta per alleggerirsi. Broni è un paese da 8000 abitanti circa ed il suo attraversamento nella via principale in pavée non ci causa problemi nonostante il numero non propriamente esiguo che forma il gruppo.

Davanti a noi c’è ancora salita, lo scorso anno la battaglia è partita da qui e Marco vuole replicare con un feroce scatto a cui solo io ed Andrea replichiamo, scatto a cui desiste lasciandoci soli col nostro ritmo fortunatamente sotto i 20 orari sino a Canneto, recuperando altri che nel frattempo si erano avvantaggiati. L’ Oltrepò viticolo è così, un susseguirsi di salite e discese pedalabili con dislivelli mai elevati, ma che prese in sequenza sanno fare molto male. Decidiamo di proseguire ancora tutti assieme, una larga ed agevole discesa ci riporta in val Versa dove Alberto ed Isabella ci salutano, ed in men che non si dica siamo già alla 5° scalata odierna di Montù Beccaria da nord, una strada che inizialmente sale mantenendosi parallela alla valle e che poi presenta alcuni ampi tornanti, con un trattore che prima rischia di tagliarci la strada e che poi non riesce a raggiungere il sottoscritto che sta tenendo senza troppa fatica le ruote di Christian ed Andrea, che a loro volta non sono al 100% (ma direi almeno al 95%), con Mike poco più indietro. Mi fermo alla rotonda e mando tutti a “quel paese” sulla destra, cioè Montù Beccaria, avvisandoli di fermarsi più avanti. Una volta che passa San Elia (che sta lottando col raffreddore e che sta scortando una ragazza in giornata “no” ed il suo compagno) mi avvicendo anch’io e ritrovo tutti davanti al bar poco avanti allo scollinamento. Quella coppia dotata di Garmin decide di proseguire per farsi poi riassorbire, noi ne approfittiamo per addentare un qualcosa (salamini esclusi, vedi foto in fondo!) e poi ripartiamo rimanendo sempre circondati dal solito panorama di basse colline coltivate a vite, frazioni ed improvvisi paeselli, ma d’altronde si chiama “giro dei vigneti” mica per caso!

Gli attimi di riposo si contano in centinaia di metri, quelli che separano la breve discesa da Montù a Braccio e l’ inizio della lunga -rispetto alla media odierna- scalata sino a Torrone di Rovescala, una strada che con larghi tornanti prende velocemente quota tra ripide collinette per poi continuare in maniera alternata a salire mantenendo la cresta della collina, con un passaggio per Rovescala ed altri strappetti su cui rimaniamo sempre davanti in 3 e con Mike che ci tiene per un pezzo per poi staccarsi leggermente. Mi arrivano delle chiamate di Elia, ma non sento nulla, provo a richiamarlo e ricevo l’ avviso di telefono non raggiungibile, spero non sia successo niente e che non si siano fatti ingannare dal cartello “Vicobarone” che in effetti accorcia il percorso proponendo un muro da cicloalpinismo. Pian piano arrivano tutti, e scopro che è tutto ok, tranne che Francesca non è proprio in giornata e decide assieme a Maurizio di accorciare. Siamo al bivio definitivo ed assieme discutiamo il da farsi: Davide, Celestino, Sergio ed Ettore devono tornare indietro e scelgono quindi di scendere a S.Maria della Versa, Boris, Paolo, Elia e l’ altra coppia deviano sul percorso medio, mentre Federico al suo primo anno di bici si sente bene e continua sul lungo con noi. Faccio la conta e siamo rimasti in 12 ad avviarci verso lo sconfinamento nel piacentino.
(CONTINUA…)

Il gruppo si appresta alla partenza

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Il primo panorama della giornata (rovinato da qualche byte corrotto)oltrepo_2013 003

Salendo verso Mornico Losana

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Boris ed Elia chiudono il gruppo

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Siamo a Montù Beccaria…

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…ma i salamini sono già finiti!

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Giro dell’ Oltrepò, parte 1 (Casteggio – Canneto)

il 16/10/2012 · Commenti disabilitati su Giro dell’ Oltrepò, parte 1 (Casteggio – Canneto)

Confidavo nel sole, invece nei primi colli dell’ Oltrepò pavese c’è una densa foschia che limita la visuale a poche centinaia di metri. Non fa freddo, ma nemmeno caldo e la mia speranza è che più tardi si dissolva, anche per questo opto per l’ abbigliamento più leggero che mi farà stare bene in seguito al freddo iniziale.

Siamo all’ azienda viticola Guerci, immersi tra i primi vigneti dell’ Oltrepò di Casteggio in posizione leggermente rialzata rispetto allo scorso anno, siamo in 12 provenienti da Pavia, Milano, zona Cantù, Genova, Parma… e anche dall’ altra parte del paese, partiamo in ritardo rispetto alla tabella di marcia lanciandoci in una discesina che ci porta sulla statale della via Emilia, giusto il necessario per soffrire il clima non certo gradevole. Due chilometri scarsi di piano scaldano la gamba prima di alcuni complicati bivi che ci immettono sulla prima salita, con le lamentele di qualcuno (“come già la prima salita?“) e la mia risposta ovvia “e cosa vuoi, abbiamo pure fatto della pianura“! Il gruppo si sfalda veloce sotto l’ impulso di Andrea C. che mostra le doti del suo fisico asciutto da scalatore, e si divide in 2 tronconi, il primo dei quali sale abbastanza agevole sulle pedalabili rampe di Cà Mazzolino, recentemente riasfaltate che attraversano immensi filari che danno un Pinot Nero spesso insignito dei 3 bicchieri Gambero Rosso. Al bivio di Corvino san Quirico lascio a Marco il compito di portare i fuggitivi sino a Montalto, intanto io aspetto gli altri che stanno salendo tranquilli interloquendo con Massimo, che ormai sappiamo essere un gran chiacchierone anche in salita! Sergio si offre di aspettare i ritardatari ed io mi riaccodo ai 3 “più foresti” del gruppo in un tratto dal tipico asfalto ruvidissimo che termina ad Oliva Gessi. Il panorama sulla pianura, sulla collina di Montalto e sui numerossissimi filari è stupendo, peccato che si riesca a malapena ad intuirlo e che il cielo non sembra aprirsi nemmeno ad un timido sole.
Sergio si riaccoda poco prima del termine e imprime una piccola accelerazione alla quale solo io do seguito, mentre gli altri continuano col loro ritmo da parlata. A Montalto pavese Sergio si ferma a chiacchierare con un conoscente mentre io spiego a Giulio, Andrea V e Massimo qualcosa su Pinot Nero e Riesling, tutti in attesa degli altri che arrivano poco dopo. Elia era con Roberto e mi riferisce che stava salendo piano piano, partito con una bici in acciaio da fine anni 80 avanza a fatica su pendenze mai dure. Dopo un po’ arriva anche lui e ripartiamo raggiungendo il resto del gruppo che ci stava aspettando nella piazza ammirando un timido sole che pare voler dare finalmente una svolta più calda alla giornata.
Qui apro una parentesi: i miei sono giri aperti a tutti, però non banali e bisogna avere comunque una gamba discreta per rimanere in gruppo. Non ci sono problemi ad aspettare chi è più lento, però le attese devono essere contenute entro ragionevoli intervalli e non possiamo impiegare un’ ora in più per una sola persona, quindi mi spiace ma credo che se ricapiteranno occasioni del genere dovrò essere stronzo ed invitare la gente a proseguire da sola. L’ ideale sarebbe di dividersi in 2 gruppi con percorsi di diversa difficoltà, ma bisogna essere in tanti ed anche in grado di gestire 2 gruppi, cosa che al momento non è possibile.

Roberto ci anticipa e svalica da Montalto poco prima di noi, così da riagguantarlo ad inizio discesa ed imboccare un bivio secondario che ci riporterà in pianura. Conto il gruppo e ne manca uno, aspetto ed arriva Giulio che si era fermato per fare acqua, inteso in un altro senso :)
Ripartiamo in discesa su un ripido tratto riasfaltato che corre sul crinale della valle Scuropasso sino a Pietra de Giorgi, mi lascio sfilare e controllo che Roberto non si sia staccato in una delle brevi contropendenze, ma non lo vedo e mi preoccupo fermandomi ad aspettarlo, approfittandone per alcune fotografie. Il tempo passa e non arriva, mi assale il dubbio di non averlo visto e scendo sino in paese contattando Marco che si trova più avanti, il quale mi rassicura del mio errore, così li raggiungo e ci ricompattiamo tutti ed undici, Roberto invece è già ripartito per non attardare il gruppo.
La discesa presenta dei tratti con numerose buche, da Cigognola in poi la strada migliora e costeggia una bella conca di filari nella quale sorge uno stagno, ma noi vi troviamo solo una nebbia fitta che sparisce nell’ arco di 2km, quando ormai siamo usciti dalla collina.

Per un po’ si può pedalare tranquilli su pendenze neutrali, il parziale attraversamento di Broni non causa alcun problema nonostante le rotondine, un semaforo ed il tratto centrale in pavée che ci fa ballare. Roberto ci aspetta al bivio di Canneto, per lui si è fatto tardi e ritorna indietro a Casteggio, noi altri intraprendiamo questa salita pedalabile tra abitazioni e vigne da cui ha origine il “Buttafuoco storico“, vino tipico che può essere prodotto solo in questa zona. Marco mi aveva avvisato, “non provare a staccare quello con la maglia della Garmin, o è un bravo attore o va veramente forte” (Andrea C ndr), non so nè come nè perché ma ci troviamo quasi subito a 20 orari su pendenze che superano il 6%. Spingiamo forte e facciamo selezione, sfrutto un po’ la scia ma la dignità mi impone di affiancarlo e senza mai calare arriviamo a Canneto, proprio quando Andrea sembrava cominciare a patire lo sforzo della tirata o forse a rinunciare alla battaglia, il suo viso denota molta tranquillità mentre io impiego qualche secondo di troppo a recuperare. Chi invece è bello rosso ma che –con mia sorpresa– è riuscito a rimanerci a ruota è Christian, sapevo che viaggia ma rispetto ad Aprile ha avuto un miglioramento notevole!
Gli altri arrivano quasi subito, Elia non si sente bene a causa dei sintomi influenzali e decide di tornare indietro, noi altri 10 dopo una breve sosta scendiamo verso la val Versa lungo una divertente discesa formata da ampi tornanti ed asfalto regolare, il tutto tra un’ infinità di vigneti immersi nella bruma d’ autunno.

Questo racconto sarà piuttosto lungo e diviso in 3 parti, i partecipanti (che ringrazio calorosamente) meritano il miglior ricordo scritto e visuale della giornata in tutti i suoi aspetti!

Che sia andata veramente così? Non si direbbe…

Verso Pietra de Giorgi nella bruma autunnale

Il gruppo a Canneto: da sinistra Christian, Sergio, Andrea C

Il gruppo a Canneto: da sinistra Mike, Marco, Andrea V, Massimo, Paolo, Giulio

Giro cicloenologico dell’ Oltrepò (28 luglio)

il 08/07/2012 · Commenti disabilitati su Giro cicloenologico dell’ Oltrepò (28 luglio)

Giro rinviato a sabato 28 per motivi organizzativi. Rimane sempre un’ ottima occasione per un bel giro non competitivo in compagnia e per imparare quando il “vino è vino”, con la speranza che quando tornerete a casa saprete le differenze tra una bottiglia direttamente dal produttore rispetto ad una dello stesso prezzo al supermercato.

 

Nell’ immaginario collettivo l’ Oltrepò pavese è una terra conosciuta principalmente per un motivo: il vino. Il più famoso è la Bonarda, ma ci sono altre tipologie molto meritevoli che non tutti conoscono, come il Pinot nero, Barbera, Riesling ed alcuni mix di uve molto ben riusciti come Buttafuoco e Sangue di Giuda.
Dove c’è vino c’è anche collina, vigneti e paesi arroccati coi loro castelli che dominano la pianura, questo itinerario vuole mostrare tutti gli aspetti del territorio con un interessante percorso ricco di salita pedalabile, ottimi panorami e con 3 soste enologiche in cui 3 produttori ci insegneranno i pregi di questa terra e dei suoi prodotti con degustazioni guidate.
Per chi è già venuto a qualcuno dei miei giri sa di cosa si tratta, queste giornate di bicicletta vengono vissute come gite di gruppo con percorsi interessanti, l’ andatura è libera ma ci si ricompatta in cima ed il percorso non è mai banale. In più ci sono anche le degustazioni per conoscere i nostri vini, rifocillarsi e riposarsi dal caldo estivo.

IL PERCORSO:
Si parte dall’ azienda agricola Albani verso S.Biagio di Casteggio, un bivio a destra all’ inizio della salita di Montalto pavese. L’ inizio è in discesa (tanto fa caldo), poi comincia la salita verso Montalto pavese, la quale richiede un minimo di impegno solo nella prima parte per poi proseguire in falsopiano. Raggiunto il paese si svolta a sinistra in direzione Oliva Gessi scendendo su una strada recentemente riasfaltata, un ulteriore bivio ci porta verso Mornico Losana, un variopinto paese che ci osserverà lungo tutta la facile salita. Qui ci sarà la prima sosta al “Feudo Nico“, un agriturismo con produzione propria dove Massimo ci farà conoscere il Pinot spumante e le differenze tra metodo charmat (autoclave) e classico (fermentazione in bottiglia per almeno 24 mesi).
Una veloce discesa permette di far ripartire la gamba per scalare Pietra de Giorgi, una delle capitali del vino, prima di scendere in pianura a Broni passando per Cigognola. Solo alcuni chilometri di tregua ci separano da una delle salite più conosciute della zona, quella che porta a Canneto pavese, un banco di prova di tutti i ciclisti che vivono al di là del Po, seguiremo il crinale tra valle Scuropasso e Versa e scenderemo a Santa Maria, altra capitale del vino e spumanti, quindi saliremo il primo pezzo verso il passo Carmine deviando per una discesa che ci riporterà in valle Scuropasso.
In Oltrepò collinare non conosciamo la pianura, la prossima salita ci porterà nuovamente a Montalto pavese, a metà della successiva discesa ci sarà la seconda sosta all’ azienda “Finigeto” gestita dal 26enne Aldo che ci farà degustare la “bandiera d’ Oltrepò” Bonarda ed il piemontese Moscato che anche qui da ottimi risultati.
Riprenderemo in discesa ed un lungo falsopiano passante per Borgo Priolo ci riporterà a Casteggio, dove ci aspetterà l’ arrivo in salita da Albani. Al “vincitore” spetterà il primo assaggio di Barbera che ha trovato a Casteggio un ottimo terreno, al resto del podio invece l’ onore di essere i primi a degustare un dissetante Riesling, ma ovviamente per tutti ci sarà il brindisi con questi altri 2 ottimi vini per festeggiare (spero) un’ ottima e riuscita giornata.

Il tracciato: http://tracks4bikers.com/tracks/show/100188 (80km, 1550m di dislivello)

INFORMAZIONI:
Il ritrovo è alle ore 10:00 di Sabato 28 Luglio all’ az. agr. Albani, sulla strada per S. Biagio di Casteggio. Spero di poter mettere un paio di semplici segnalazioni, in ogni caso ci sono dei cartelli (oppure seguire le indicazioni per Guerci, si trova 1km prima sulla stessa strada). La partenza è alle ore 10:30, l’ arrivo previsto per le 15:30/16:00.
QUOTA DI ISCRIZIONE: 10€ tutto compreso da consegnarmi al ritrovo (magari fosse tutto gratis!). Per astemi o se qualcuno fa solo una parte di giro ci accordiamo al momento.
ACQUISTO: se (come mi auguro) i vini assaggiati saranno di gradimento sarà possibile acquistarli durante le varie soste e riceverli al ritrovo una volta terminato il giro.
ALCOL: qualcuno sicuramente si chiederà se non è pericoloso pedalare dopo aver bevuto. Per esperienza so che comunque con delle semplici degustazioni si rimane sotto al limite di legge di 0.50 e tra una sosta e l’ altra c’è tutto il tempo per recuperare. L’ importante è fare attenzione, ma questa è una regola che vale sempre.
RESPONSABILITA’: non è una gara né una manifestazione ufficiale, ognuno deve considerarsi in giro personale, rispettare il codice stradale ed evitare di esagerare, se finisce in un fosso perché troppo ubriaco non ne posso rispondere personalmente.
CANTINEFeudo Nico a Mornico Losana (Pinot spumanti al km 19),  Finigeto a Cella di Montalto pavese (Bonarda e Moscato al km 62),  fratelli Albani a Casteggio (Barbera e Riesling fermo al km 80).
ISCRIZIONE: Per motivi di logistica le iscrizioni chiudono a 20 persone, chi vuole partecipare è pregato di contattarmi in anticipo
CONTATTI: per domande, curiosità e per avere un contatto personale (numero di cellulare):  [email protected]

Giro dei vigneti d’Oltrepò, 1° tempo

il 25/10/2011 · Commenti disabilitati su Giro dei vigneti d’Oltrepò, 1° tempo

Quest’ anno cerco di essere puntuale, ma alle 10:04 ci sono quasi tutti, solo Mike ed Andrea arriveranno qualche minuto più tardi. Marco è bloccato dai postumi influenzali, Elia invece sta per diventare papà. Siamo in 17, c’è anche Sergio che arriva direttamente in bici, io speravo di fare il colpaccio portando una ventina di persone sulle belle colline dell’ Oltrepò coltivate interamente a vite, ma alla fine siamo un bel gruppetto variegato con milanesi, genovesi, varesotti ed un parmense, l’ unico vero nativo del luogo sono io e mi aspetta un bel compito nel dirigere questo gruppo sulle numerose strade del territorio.

Si forma un bel gruppo ancor prima di partire, mille parole volano tra le macchine e le gambe scalpitanti per una scorpacciata di salite. I problemi non tardano a presentarsi, il centro di Casteggio è chiuso per il mercato e fare lo slalom tra la gente è una pessima scelta, perciò devio trovando solo sensi unici e finendo in un parcheggio che almeno, facendomi evitare una figura di m***a colossale, sbocca in una breve gradinata superata con la bici in mano (“non ci facciamo mancare il ciclocross” è il commento di Piero). Ma pare che manchi qualcuno, siamo solo in 11… Fortuna che mi chiama Massimo che assieme agli altri ci ha perso di vista ed ha continuato diritto superando il mercato, vado a recuperarli e dopo una piccola attesa siamo nuovamente in 17. Confesso di prendere una direzione a caso, non conosco benissimo il centro storico che si snoda sulla primissima collina e semplicemente vado verso l’ alto sperando di reimmetermi con facilità sul percorso originario, dopo una partenza a freddo su pendenze impegnative.

Qualcuno si era già preparato a Montalto Pavese, ma invece ora ci aspetta Mairano, facilissima salita di 70m di dislivello che serve a scaldare la gamba in una giornata sì soleggiata, ma ancora abbastanza fresca. Nella stretta discesa incrociamo pure qualche auto d’ epoca, c’è troppo traffico rispetto agli standard oltrepadani, ma arriviamo in fondo tutti senza problemi, con 100m su statale che evitano quel pericoloso bivio cieco che lo scorso anno ha dato qualche grattacapo. I primi metri di Oliva Gessi fanno lamentare qualcuno, ma è giusto quel minimo per scremare il gruppo, trovandomi davanti con Gianluca e Andrea “Pala” al bivio del versante ufficiale. Continuiamo nello stesso modo, i più sportivi davanti e gli altri indietro con Sergio che fa da chiudi gruppo, indispensabile per non perdere pezzi in giro. Stiamo pedalando in pieno Oltrepò, nonostante l’ immensa pianura padana sia a 2km in linea d’ aria il paesaggio è un’ ubriacatura di vigne che disposte in filari formano un paesaggio monotematico ma rilassante.
Ci ricompattiamo e scendiamo verso Torricella Verzate, la strada è strettina e bella, tranne un tratto un po’ rovinato con 20m sterrati, ma nessuno si lamenta. Ora ci aspetta la salita più dura del giorno verso Mornico Losana, con 500m al 10% abbondante dopo altri 1000 tosti. Scatterà la competizione oppure si salirà tranquilli? Dopo il bivio mi rispondo, con questo asfalto bello mi esalto su pendenze a me congeniali e forzo, Pala si arrende mentre Andrea non si vuole staccare dalla mia ruota, solo alla fine della rampa prende qualche metro, ma pure io sono al limite e approfitto di una sosta per delle foto al paesaggio viticolo e al gruppo che sale.

A Mornico Losana non è ancora finita, prendiamo la strada secondaria della Boffalora che ci porta a Pietra de Giorgi e ci regala un paio di strappetti niente male, con qualche lamentela smorzata di chi non si aspettava queste pendenze, quindi arriviamo al paese scollinando verso Cigognola. Avviso tutti delle grosse buche del successivo tratto e faccio da guida rallentando nel punto più critico, superato fortunatamente da tutti senza problemi. A Cigognola sosta acqua prima di ritornare in pianura su una panoramica via che accerchia uno stretto anfiteatro viticolo che osserva un piccolo stagno. Pedaliamo uniti sino a Broni, questo è l’ unico intermezzo piano di tutto il giro, superiamo il pavèe del centro e attacchiamo la famosa salita di Canneto, una delle più conosciute e frequentate dell’ Oltrepò, non dura ma molto continua, con la cittadina che si fa man mano più piccola e lontana e le vigne che ritornano prepotenti a farci da contorno. Assieme a noi sale una donna bionda con rapporti da pianura, più indietro un uomo altrettanto biondo, di probabile origine russa e capacità tali da avergli fatto vincere un giro d’Italia nel 1994… Si, a me sembrava proprio Berzin!
Rischio un incidente aspettando gli altri (in salita il gruppo si allunga molto, ma questo è un bene che permette a tutti di divertirsi), mentre sono attaccato ad un cartello stradale la ruota scorre in un canale e mi fermo per un pelo, rimanendo attaccato al palo ed appoggiando all’ ultimo. Segue altra salita, al bivio di Montescano mi metto a fare da segnale e mando tutti a aff… frontare la bellissima discesa nella vera capitale del vino DOC, la val Versa.
100m di pianura è ciò che ci è concesso prima di Montù Beccaria, salita piuttosto facile ma che vede subito formarsi 2 gruppetti, poi una progressione di Giulio screma il gruppo ritrovandoci infine io e lui a tirare a 25 orari nel tratto finale al 6%. Poco dopo arriva Mike Roche, migliorato molto rispetto allo scorso anno, Andrea e Gianluca che mi dirà “fino ai 19 vi ho seguito, poi ho mollato” e “non ho mai visto un fotografo andare così forte“.
Al bivio tutti mangiano, io ne approfitto per la sosta pipì e per indirizzare tutti nella direzione giusta, mica sperate che la salita sia finita? Segue un tratto sul crinale che il grosso del tempo sale, ad un bivio Gianluca ed altri 2 decidono di comune accordo di tornare indietro e non riescono a salutare il resto del gruppo che riparte prendendoli alla sprovvista. Mi contattano al telefono rendendomi nota la loro decisione, è un peccato e mi spiace, anche se capisco che stiamo sforando la tabella di marcia e di questo passo arriveremo a Casteggio non prima di metà pomeriggio. Massimo, Elena e Sergio rimangono indietro, mi fermo ad aspettarli e mentre tento di contattare Massimo li vedo svoltare nella direzione giusta, per fortuna dato che questa deviazione è un’ aggiunta per ammirare ulteriori collinette al confine Piacentino, dove le quote sono inferiori, l’ orografia più dolce e la coltivazione del vino, se possibile, ancora più intensiva.

La discesa è bella al contrario dell’ altro versante, non abbiamo problemi e ci ritroviamo tutti a Santa Maria della Versa a decidere del nostro pranzo. Siamo a poco più di metà percorso e sono quasi le 14, inizialmente era prevista una sosta, ma vedo che nessuno ha problemi con il cibo e di comune accordo decidiamo di proseguire, al limite ci fermeremo per un caffè al bar della diga della val Tidone, dove lo scorso anno ci siamo trovati molto bene.

Fine 1° parte, la 2° purtroppo non fila via liscia con una caduta che coinvolgerà uno del gruppo…

Il gruppo che arriva ad Oliva Gessi: Elena e ??? davanti, Paolo Negri e Paolo “McOlds” dietro

Vista da Oliva Gessi verso Torricella Verzate e Mornico Losana


Sulla sinistra Cigognola, verso il centro Canneto Pavese


Vigneti e vigneti in val Versa


Foto rubata al gruppo dopo Montù Beccaria. Davanti Andrea “Pala”, Paolo “Mcolds”, Luciano “Luxi”. Dietro non so collegarli a dei nomi (se mi date una mano … :) )


Giro dei vigneti d’Oltrepò (16 ottobre)

il 23/09/2011 · Commenti disabilitati su Giro dei vigneti d’Oltrepò (16 ottobre)

GIRO DEI VIGNETI D’ OLTREPO’ (PV)

Domenica 16 Ottobre 2011

… Sulle colline di Bonarda & Pinot …

Ed eccoci finalmente all’ ormai classico appuntamento di fine stagione sulle colline dell’ Oltrepò pavese, un itinerario inebriante con continui su e giù in quel territorio foriero di ottimi vini che si eleva improvviso dalla pianura, attraverso paesini, valli e panorami che sanno meravigliare nonostante le quote adatte alle giornate ormai fresche tipiche del periodo.
Sarà una pedalata libera con spirito turistico che ognuno può intraprendere come più gradisce, salvo ricompattarsi nei punti principali. In apparenza il percorso è impegnativo con numerose salite, ma tutte sono tranquillamente pedalabili anche da chi non ha 5000km nelle gambe e se proprio ce ne fosse bisogno è possibile tagliare in numerosi punti.
Il ritrovo è alle ore 10:00 al cimitero di Casteggio che si trova in via Montebello della Battaglia (periferia occidentale a 50 dalla statale).
La partenza sarà alle ore 10:30 e l’ arrivo non oltre le ore 17:00, così da dare la possibilità di un viaggio agevole anche a chi non abita nelle vicinanze.
In caso di maltempo sicuro il giro è rimandato a Domenica 23 Ottobre.

ITINERARIO:

Appena usciti da Casteggio si riscalda la gamba sul facile strappetto di Mairano, ma la cima arriva presto ritornando subito in pianura per 200m di statale utili ad evitare un pericoloso bivio verso Corvino San Quirico ed Oliva Gessi, una salita tra i primi filari di vite che non crea problemi. Si scende a Torricella Verzate su una strada misconosciuta ma bella, quindi si sale verso i 250m di Mornico Losana superando anche un tratto al 10%. Una via secondaria tra le vigne che ci porterà a Pietra de Giorgi sfidandoci con una coltellata di 200m al 14%, poi una panoramica discesa da Cigognola ci porta sino in centro a Broni, da dove parte l’ ascesa di Canneto Pavese, capace di regalare panorami sul paese e sulla campagna circostante. In un attimo perderemo quota per attraversare la val Versa e scalare l’ altro lato delle colline verso Montù Beccaria, seguendo il crinale sino a Donelasco e scendendo a S. Maria della Versa per il pranzo.
So che è difficile ripartire a stomaco pieno verso Pometo, ma le pendenze facili interrotte da falsopiani rendono possibile la digestione nonostante salire dopo pranzo non sia l’ ideale. Una divagazione nel Piacentino ci porta in discesa lungo i 19 tornanti del “piccolo Stelvio” d’Oltrepò e a vedere il lago artificiale di Trebecco. Dopo alcuni chilometri in val Tidone si risale sulle colline viticole attraverso l’ agevole passo Carmine, quindi si intraprende una scorciatoia verso Torre degli Alberi e Fortunago (uno dei 100 borghi più belli d’Italia), dove chi vuole può sfidarsi sull’ infido strappetto in pavée che porta in centro. La discesa successiva, interrotta da qualche contropendenza e da secchi tornanti, ci porta in val Schizzola e verso Montebello, ma prima della fine c’è ancora l’ ultimo infido strappetto degli Amaretti, 1km al 6% per chi ha ancora energie da vendere prima del rientro a Casteggio su strade secondarie attraverso Montebello.
In totale sono 95km e 1700m di dislivello, un giro impegnativo ma alla portata di tutti. Questo il percorso: LINK SU TRACKS4BIKERS

LE SALITE E LE DISCESE:

Queste le altimetrie delle salite:

Mairano: una salita di riscaldamento
Oliva Gessi: facile (GRAFICO fino al km 4)
Mornico Losana: richiede un minimo di impegno (GRAFICO)
Canneto pavese: bella e regolare (GRAFICO)
Montù Beccaria: non supera il 7% di massima
Pometo: sale e spiana
Carmine: 4km sempre tranquilli (GRAFICO)

Le discese sono su strade tendenzialmente discrete, i punti più critici sono tra Oliva Gessi e Torricella Verzate (c’è un tratto con asfalto vecchio e rovinato), tra Pietra de Giorgi e Cigognola (voragini su tutta la strada, da fare con molta attenzione!) e dopo Fortunago, ruvido e bucato ma con pendenza quasi nulla.

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Mornico Losana dal basso al giro del 2010


Mornico Losana dalla strada della Boffalora (Pietra de Giorgi-Montalto pavese)



Broni da Cigognola


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