Giro dell’ Oltrepò, la merenda

il 24/10/2012 · Comments Off on Giro dell’ Oltrepò, la merenda

Io e Paolo arriviamo all’ azienda viticola “fratelli Guerci” un minutino dopo gli altri, ha patito abbastanza i ritmi forsennati di alcuni tratti e l’ ultimo valichetto di Casteggio alta ed il falsopiano finale che ci immerge nei primi vigneti è l’ occasione per scambiarci le prime impressioni sul percorso 2012 e sull’ andamento della giornata.
Una volta terminato il giro vado a salutare Milena Guerci e la trovo in cortile nell’ atto di prepararci una bella tavola imbandita con piatti, posate, bicchieri da vino ed al centro una bottiglia di Bonarda per ora a funzione  decorativa. Noi siamo nel parcheggio e mentre ci rimettiamo in abiti più civili discutiamo della giornata, del presunto doping di qualcuno (Christian ti fischiano le orecchie in questo momento?), del percorso e della trepidante attesa del momento a cui tengo maggiormente, quello della degustazione!

Il giro si chiama “dei vigneti d’Oltrepò” ed insiste esclusivamente nella parte viticola di questa fetta di Appennino che in pochi chilometri presenta paesaggi e territori completamente differenti tra loro, passando dalle dolci colline di Stradella sino ai 1724m del monte Lesima. Quest’ oggi avrei voluto far vedere -la foschia me l’ha impedito- la zona più dolce, dove vengono prodotti numerosi vini che nulla hanno da invidiare ai più blasonati d’Italia, ma che per una serie di ragioni non hanno una fama eccelsa, ma è inutile respirare il territorio senza poi assaggiarlo e per questo c’è questa “merenda degustativa” in cui l’ azienda Guerci (che ringrazio per la disponibilità) ci guiderà alla scoperta dei nostri vini.

Andrea C ci saluta e pare dispiaciuto di non potersi sedere assieme a noi, io invece scelgo il momento peggiore per un salto in bagno e vengo confinato a fondo tavola dove il salame e la pancetta arrivano in ritardo dopo essere passati per le fauci fameliche degli altri predoni a due ruote.
Iniziamo dai bianchi con un Pinot Nero, Milena ci spiega che questa uva è una delle più difficili da vendemmiare e delle più attaccabili dalle malattie, ma che soprattutto è un’ uva a bacca rossa e durante la macerazione un po’ di colore filtra e quindi esistono metodi chimici e meccanici per rendere il Pinot perfettamente chiaro. Inoltre spiega che questo vitigno viene vendemmiato in tre periodi differenti a seconda della destinazione, da una vendemmia molto precoce (dopo ferragosto) per le basi spumante sino ad una normale per la vinificazione in rosso. Il suo abbinamento perfetto è il Grana padano che infatti comincia a girare in tavola finendo a sua volta divorato assieme ai salumi.
Il secondo vino è il Riesling fermo, aromatico bianco da assaggiare assieme alla pancetta che ho saggiamente tenuto da parte, i discorsi col produttore spaziano dal vino sino al lavoro dell’ azienda agricola, lavoro non certo remunerativo che può venire completamente rovinato da 20 minuti di forte grandinata come successe (mi pare) nel 2000 e che soffre della concorrenza spietata di chi vende al supermercato ad 1.50€ quando per una cantina di medie dimensioni come loro (200000 bottiglie l’ anno) il prezzo di produzione di un Bonarda è sui 2€. gestire una cantina non è certo il lavoro che si consiglia a chi vuole fare i soldi, ancor di più da quando l’ Oltrepò è stato associato a vini di dubbia qualità a prezzi irrisori…

Finalmente il Bonarda la smette di fare presenza e riempie degli altri bicchieri che gentilmente Milena ci ha portato per l’ occasione, il Bonarda è un rosso a base di Croatina (almeno l’85%) ed è la bandiera dell’ Oltrepò pavese, si tratta di un vino mosso molto beverino, senza una grande struttura ma con ottimi sentori di frutti di bosco rossi ed ottima beva, scende che è un piacere e di cui mi concedo il bis ed anche il tris, accompagnandolo con le ultime 2 fette di salame disponibili da quando ero seduto al tavolo.
Il quarto invece è uno spumante rosato di nome Cruasé basato su Pinot Nero e lasciato rifermentare in bottiglia per 24 mesi, molto frizzante con ottimi profumi, ma ormai ho capito che a fine giro le bollicine infastidiscono un po’ ed infatti non suscita particolare entusiasmo così come è successo lo scorso anno.

Non è finita ed il meglio sta per arrivare, sulla tavola appaiono quasi magicamente (a questo punto si può anche dire così eheh) biscottini e cioccolatini con ripieno di uva di Moscato, il quinto vino della serie. I dolci sono ottimi, un accompagnamento perfetto a quello che per tutti è il miglior vino della serie e che scatena una marea di commenti entusiasti! Milena ci spiega che produrre un buon Moscato non è affatto semplice, basta che la criomacerazione duri due ore di troppo e si può buttare via tutto ed infatti in azienda c’è “la notte del Moscato” in cui controllano che tutto vada a buon fine e che nessuno si addormenti. E’ comune che questo vino molto dolce e dal basso tenore alcolico (sul 6%) abbia un retrogusto dolciastro che rimane in bocca rendendo quasi obbligatorio bere acqua per toglierselo, ma quello di Guerci centra appieno l’ obbiettivo e penso sia per questo che tutti ne sono entusiasta!

Un cliente a quanto pare abituale si avvicina alla nostra tavolata raccontandoci di essere stato a sua volta un ciclista, chiedendoci informazioni sull’ itinerario e consigliandoci caldamente di assaggiare il Bonarda fermo di cui ha appena acquistato un cartone, stappandoci apposta una bottiglia. Che dire, questo extra si rivela veramente utile e tutti apprezziamo il fratello maggiore della versione vivace, più serioso e strutturato con un discreto tannino ed un profumo più maturo. Un ottimo consiglio, grazie!

Non so da quanto siamo seduti, il tempo sta volando e per molti comincia ad essere tardi, così ci dobbiamo salutare, ma non prima di prendersi qualche ricordo da stapparsi a casa, magari in occasioni particolari.
Personalmente sono molto contento di questa “merenda” e spero di aver avvicinato dei bevitori occasionali sia al lavoro del cantiniere e sia vino dell’ Oltrepò, con la speranza che quelle bottiglie siano una piccola pubblicità per questo territorio che ha bisogno di essere riscoperto per ciò che di buono ha da offrire! Ma anche gli altri paiono veramente soddisfatti e già sperano di avere il bis nel 2013.

Qualche commento che mi rende fiero ed appagato per la giornata appena trascorsa:
 – Mike: Per la cronaca ho bevuto il reisling e il moscato ed erano buonissimi entrambi. Infatti la prossima volta porto a casa qualche cassa mi sa….!
– Andrea V: Posti stupendi, zero traffico (per chi, come il sottoscritto, è abituato alla giungla della provincia di Como-Varese-Monza Brianza-Lecco, questa è manna..!!) secondo me la nebbiolina ha donato ulteriore fascino al tutto, livello piuttosto omogeneo di noialtri e ottima compagnia, siete tutti simpatici!
Dimenticavo l’ottima merenda con degustazione vini presenziata dalla simpatica oratrice. Una giornata per me memorabile, sicuramente il miglior giro dell’ Oltrepò che ho organizzato. Saluti!
– Marco: Devo dire che i posti li conoscevo bene, ma farli in buona compagnia ha reso la giornata di sabato memorabile anche per me
– Massimo: I giri di Pedra son stati sempre delle belle giornate, ma i due di quest’anno son stati veramente eccezionali! Merito della compagnia, dello spirito con cui li abbiamo affrontati e della sua perfetta organizzazione.
E la merenda finale di oggi è stato veramente un tocco in più che ho apprezzato moltissimo. Sicuramente un’idea da ripetere!!!
 – Christian: Quoto Massimo, giornata di bici eccezionale, a dispetto del tempo opaco, davvero un ottimo gruppo con cui pedalare e… gozzovigliare! Alla prossima!
 – Paolo: nell’attesa di leggere il diario della giornata di Pedra lo ringrazio di cuore per l’organizzazione “tecnica” e per avermi fatto conoscere un moscato eccezionale! Saluto e ringrazio,tutti gli amici ciclisti che mi hanno voluto pazientemente aspettare e con i quali ho ancora una volta condiviso bellissimi momenti di sport
 – Andrea V: Pedra è stato ammirevole, così come i suoi fidi scudieri nel rendere per gli altri bello e divertente il giro.. In effetti io ho pensato solo a farmi guidare e a godermi la pedalata.. La nebbia ha avuto il suo fascino soprattutto per chi conosceva perfettamente quello che esisteva oltre (..) Per chi non ha mai pedalato da quelle parti (come me) sicuramente tutto ha avuto il valore aggiunto della scoperta di strade nuove.
L’altimetria forse per Pedra non era niente (ho visto sul blog quello a cui è abituato ..) ma devo dire che il tracciato, sempre molto vario, è stato divertente proprio per il continuo cambio di ritmo e alla fine è stato decisamente apprezzato da tutti. Notevole pregio, poi, la quasi totale assenza di traffico automobilistico: aspetto questo da non trascurare e che personalmente non trascurerò

Alla prossima!

La degustazione guidata sul Pinot, la bottiglia a sinistra (l’ altra è Riesling)

Si brinda col Cruasé!

Ormai siamo alla fine, e si vede!

 

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