I primi 6 della 10 colli viticoli

il 03/05/2017 · Comments Off on I primi 6 della 10 colli viticoli

Torre Sacchetti, Stradella, dì 29 aprile

La 10 colli viticoli è una di quelle idee un po’ pazze che tanto mi piaciono ma che stavolta ho voluto proporre anche ad altri, mettendoci una merenda in cantina così che la partecipazione fosse maggiore. In effetti, considerando che la partenza è in una frazione collinare di Stradella (all’az. Colle del Bricco) e che il giro prevede ben dieci salite consecutive senza alcuna sosta, essere in 12 è un ottimo risultato. Purtroppo di recente ho avuto un incidente e sono senza bici, ma anche con un muletto sarebbe stato da idioti pedalare per 92km e 2200m d+, per cui da organizzatore non posso che mettere attrezzature nel baule e seguire tutti in ammiraglia…

Giornata climaticamente quasi perfetta dopo diversi giorni di pioggia, deviamo subito dal percorso originario per evitare la statale affrontando un infido strappo a freddo per scendere a Broni tra le immancabili buche dell’asfalto oltrepadano. Abbandoniamo per sempre la pianura al laghetto di Cigognola, le prime facili rampe tra i panoramici vigneti che fanno da balcone ci portano fino a Pietra de Giorgi, salita numero uno di dieci. In discesa posso stare tranquillamente in coda al gruppo pronto a soccorrere chiunque abbia problemi con la disponibilità di due ruote di scorta, ma in salita devo fare la spola tra fondo e testa fermandomi ove trovo spazio ed approfittandone per un totale di oltre 140 fotografie.
La seconda è Martinasca, l’asfalto nuovo ed un pezzo in un bosco nascondono le pendenze che toccano il 16% in cui tutti, dai salitomani Christian ed Andrea sino agli ultimi ansimano. Il taglio di Quarti ci fa risparmiare qualche km sebbene un tratto molto ripido metta in difficoltà Luciano, ma all’imbocco del terzo GPM di Fitti+Montalto siamo compatti. Questa è duretta e come se non bastasse l’asfalto ruvido troviamo anche due ferocissimi chihuaua che inseguono tutti i poco intimoriti ciclisti. La costa verso Montalto è molto panoramica sui paesi di bassa collina si susseguono senza sosta tra filari che esplodono di primavera, ma il giro si addentra in Oltrepò scendendo nuovamente in valle Scuropasso.

Riprendo gli altri alla fine della discesa, sono tutti fermi e vedo uno intento a cambiare la ruota. Mi fermo anch’io, scendo dalla macchina ed esclamando “dov’è il problema?” gli cambio la ruota mettendo la sua nel baule, finché non mi fanno notare, attraverso una fragorosa risata, che quella persona non è con noi, ops… Gli restituisco la ruota, qualcuno lo invita a seguirci ma ha già avvisato la moglie per farsi venire a prendere a causa di una doppia foratura. Gli altri diecicollisti ripartono verso il quarto e facile colle, io aiuto Massimo e trovo un vetrino nel copertone, lui toppa una camera d’aria ma il risultato non è soddisfacente. Pazienza, sua moglie sta arrivando ed io cerco di riprendere gli altri che in auto è facile recuperare i minuti di distacco.

Scendendo verso S.Maria ricevo la telefonata di Christian (acrobazie ed urla per usare il vivavoce), sono in paese ed hanno perso la traccia corretta, avanzo quindi verso di loro ricongiungendomi ed indicando la retta via del quinto facile colle di Montecalvo Versiggia. A posteriori scoprirò l’errore, a Francia hanno svoltato a destra tagliando il percorso che, ad eccezione delle parti terminali, forma un anello completo. Poco male, si prosegue in questa pedalabilissima salita senza faticare, forse è la più facile del giorno. Arrivati scendiamo subito rientrando quasi a S.Maria, ora ci aspetta la parte più orientale dell’Oltrepò e davanti a noi c’è la “Cima Coppi” della giornata a Pizzofreddo via Golferenzo a ben 450m slm.

Inizio pedalabile tra abitazioni sparse e diversi tornanti, lungo la salita incrocio anche un pascolo alquanto inusuale a queste quote, poi il passaggio in paese crea qualche problema di direzione, la salita è “Golferenzo” ma in realtà continua ancora un po’ con un iniziale tratto di discesa, la qual cosa mette in crisi qualcuno. Però ci va bene e a Pizzofreddo arriviamo tutti undici e non solo, incrociamo quattro curiosi randonneurs con i bagagli che riconoscono Paola ed altri, uno è la mia vecchia conoscenza Fulvio che una volta ha anche partecipato a questi eventi per lui troppo corti. Stanno andando da Vigevano a Cervia, ma tutta pianura è un termine blasfmeo e per questo allungano leggermente sulle colline. E’ stato un incontro veramente fortuito, una coincidenza impossibile da studiare! Dopo i saluti ed un “refill” delle borracce scendiamo ancora verso S.Maria, stavolta ad est.
Siamo a sei e ne mancano quattro senza difficoltà, ma questo sarà un prossimo racconto, per oggi ho già scritto abbastanza…

Tutto pronto per dare supporto
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Il gruppo all’inizio delle salite verso Cigognola, balcone sulla pianura
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Il gruppo dei diecicollisti
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Martinasca, la fatica si fa sentire quando si sale al 15%
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La belva che ci ha inseguito a Fitti
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Vigneti e case agricole verso Montalto
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Vista da Montalto verso i paesi della prima collina
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Mucche al pascolo
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Noi visti dai randonneurs
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Giro dei vigneti, secondo racconto

il 28/10/2013 · Comments Off on Giro dei vigneti, secondo racconto

Siamo a Torrone, tra Rovescala e S.Maria della Versa su un lungo crinale al confine tra le province di Pavia e Piacenza, dei 21 che formano il gruppo di partenti al “giro dei vigneti d’Oltrepò” in 4 devono tornare indietro e scendono in valle Versa, altri 4 li seguono per deviare sul percorso medio scortati da Elia, noi rimaniamo in 12 diretti verso il corposo sconfinamento in territorio emiliano.
Si inizia con una leggera discesa a mezzacosta su crinali monotematici in cui le vigne appena vendemmiate coprono la quasi totalità del panorama, ne passiamo davanti ad una che invece offre ancora corposi grappoli lasciati a sovramaturare (o almeno è ciò che racconto ad Andrea) e poi, appena entrati in territorio piacentino e subito dopo una battuta di Massimo (“chissà perché non mi sembra più di essere in Oltrepò, cosà ci sarà di diverso?“) riprendiamo a salire con dolcezza in direzione Vicobarone. L’ idea iniziale era di imporre un’ andatura tranquilla almeno in questo tratto interlocutorio, ma per qualcuno del gruppo “tranquillo è sotto i 30 orari” e giocoforza si ripropone il classico terzetto di testa su pendenze da falsopiano sino a quel balordo incrocio in mezzo al paese.
Ci fermiamo tutti perché, nonostante la giornata rimanga piuttosto fresca, dopo 2 ore abbondanti abbiamo bisogno di ricaricare le borracce e la fontanella in piazza fa al nostro comodo. C’è anche chi dovrebbe alleggerire la vescica, ma suggerisco di aspettare la fine della discesa per poterlo fare comodamente al bar, specialmente per quella ciclista che non può -come noi maschietti- semplicemente mettersi dietro una pianta.

Il prossimo sarà il tratto più ripido della giornata, la strada si impenna tra le abitazioni e solo Andrea sembra non faticare sulle pendenze che raggiungono il 12%, mentre io ansimo per non scendere mai sotto i 13 e non staccarmi dalla testa, e dire che sto andando piuttosto forte per i miei standard! Christian stavolta abbandona la sfida e ci raggiunge al bivio successivo, a poco più di un cavalcavia dal valico dopo che il muro è stato soppiantato da del falsopiano.
La quasi totale assenza di vegetazione ci permette un’ ampia veduta sul lembo orientale dell’ Oltrepò pavese, su queste dolci colline piacentine che sfociano in val Tidone, sui boschi ai piedi della zona montana e su nubi per niente minacciose che svolazzano nel cielo. Riunitici scendiamo a Trevozzo con larghe e dolci curve ed un brevissimo tratto sterrato, poi giunti in paese c’è chi ne approfitta per nascondersi dietro ad un muro per il test delle urine, chi favorisce un caffè e chi si riposa un attimino prima della ripartenza.

La ripresa è tranquilla lungo la val Tidone, cerco di tenere il gruppo unito su pendenze banali e si parla un po’ di tutto, con Fulvio che mi racconta alcune Randonée a cui ha partecipato, e tante altre chiacchiere sinché uno strappetto a Nibbiano fa un minimo di selezione splittando il gruppo in due, rimanendo io nel primo sino all’ imbocco della salita di Pometo, da alcuni chiamata “piccolo Stelvio“, ma me più semplicemente la “19 tornanti in 2100m“. Da dietro una curva sento arrivare delle voci con uno spiccato accento genovese, subito dopo Massimo ed altri sbucano fuori e mi raggiungono, essendoci tutti mi rimetto in azione recuperando anche qualcuno che si era avvantaggiato. I due scalmanati sono ormai troppo distanti, ho finalmente la scusa per scattare qualche foto alla diga di Molato che forma il lago di Trebecco, poi riprendo Fulvio che spronato da Paola tenta anche di starmi a ruota e ci riesce abbastanza bene, il che non mi sorprende considerando la sua abitudine a giri di 300km, e per finire mi chiama Elia dicendomi che sono stanchi di aspettarci a Montalto pavese… “Ma come fate già ad essere lì”??? “Non avete fatto una pausa caffé”? “Quando siete andati forte”? “Noi dobbiamo ancora arrivare a Pometo, voi tornate pure alla partenza” (il tutto pedalando lungo alcuni tornanti).

Arrivo al GPM e non c’è nessuno, confido che siano poco più avanti alla fontana e così aspetto gli altri che giungono alla spicciolata. C’è Federico che è abbastanza in crisi, dopo il caffé ha avuto un netto crollo ed insieme discutiamo su quale possa essere per lui la soluzione migliore, ma temiamo che non ci siano alternative più pratiche (per lui) che quella di seguirci. Gli altri come mi aspettavo sono alla fontanella di Pometo, dopo un meritato travaso delle borracce ripartiamo verso la valle Scuropasso per quella che purtroppo sarà la peggiore discesa di giornata.

L’ asfalto non è particolarmente bucato o pericoloso, ma la sua ruvidità è realmente molesta e ci fa vibrare dalla sella sino al casco. Giunti in valle Scuropasso ci accoglie un manto stradale meno vecchio, ma di contro costernato da alcuni grossi rattoppi che ci danno dei bei colpi al soprassella. Non so che prende al milanese Andrea, ma si mette a tirare a tutta ed è solo la sua scia che ci permette di scorrazzare ai 45 orari sino al bivio per Montalto, dove (alla buon’ora!) un raggio di sole ci riscalda a dovere nell’ attesa del resto del gruppo. Federico ci anticipa, la 9° ed ultima salita è anche la più impegnativa, con 5.6km e 250m di dislivello è comunque la “montagna Pantani” del 6° giro dei vigneti.
Ne mancano due, Marco e … dopo un po’ mi ricordo di Alessandro, c’è chi ne approfitta per una sosta pipì, c’è lo stesso (io) che prova inutilmente a contattare Marco e che si sta preoccupando notevolmente. Probabilmente si tratta “solo” una foratura, ma spero non siano successi problemi più gravi. Arriva un gruppetto, tiriamo un sospiro di sollievo ma non sono loro, poi finalmente compare una tuta blu/nera e riconosciamo Alessandro che nella ruvida discesa sentiva troppe vibrazioni anomale accorgendosi di avere forato. Ne manca uno, che giunge appena dopo mettendo fine alle preoccupazioni.

Ripartiamo a freddo su pendenze mediamente impegnative, questa è una salita che mi ha visto spesso in crisi e l’ acido lattico nelle gambe ha già raggiunto livelli significativi a seguito delle numerose tirate a cui il duo, già da subito anche qui, mi ha costretto. Sino a Lirio saliamo forte, poi complice un tratto piano e la poca stima nelle mie capacità non do l’ anima e mi stacco prendendo velocemente diversi secondi che reputo assolutamente irrecuperabili. Ne approfitto anche per abbassare per la prima volta i manicotti, lo scorso anno nonostante la nebbia hanno viaggiato spesso nelle tasche mentre oggi sono stati una sorta di “pannello solare” nero atto a convogliare sulle braccia ogni singolo raro raggio di sole.
Christian sta staccando Andrea! Sono pochi i metri che li separano, ma sembrano aumentare, mentre quello che rimane stazionario è il mio distacco dal milanese che comunque viaggia a velocità quasi professionali. Per sua fortuna la seconda parte di salita è praticamente piana e favorisce il ricongiungimento con chi soffre molto i tratti piani, col sottoscritto fisso a 15 secondi di distacco. Il “colombiano” Christian ci riprova nell’ ultimo pezzetto al 6%, ma svalicano in testa e proseguono sino al paese di Montalto pavese dominato dal suo castello visibile praticamente da tutto l’ Oltrepò. Io ne approfitto per delle foto e poi mi riaggancio a quelle due belve da montagna, seguito da Mike, Federico in evidente difficoltà e poi tutti gli altri.

Manca solo la discesa, per questo tratto sarò io a fare da chiudigruppo lasciando gli altri liberi, scoprirò poco dopo dell’ epica battaglia sullo strappetto di Calvignano in cui Marco e Mike giocano in casa ed attaccano Andrea con una poderosa sparata, guadagnando un gruzzoletto che riusciranno a tenere sino all’ arrivo nella primissima collina in cui si trova l’ azienda Guerci. Io termino molto più tranquillo, trovo gli altri ad aspettarci al bivio e proseguiamo insieme sino al parcheggio con questi 20m di dislivello finale fanno fino piacere.

Troviamo Elia, Paolo e Boris annoiati e ben coperti dopo un bel periodo di attesa, scopro che Francesca e Maurizio sono tornati indietro per motivi di salute ed Elia ha accorciato il medio tagliando per Montecalvo Versiggia così da trasformarlo in un “corto”. Ecco perché hanno impiegato così poco tempo!
Ci scambiamo le prime (buone) impressioni sulla giornata odierna, ci cambiamo e ci prepariamo per la merenda, ma non prima di una foto di gruppo monca di diversi elementi. Certo che pensarci prima eh… Ci aspetta la merenda, fuori fa freddino, ma stavolta Milena ha allestito il tavolo all’ interno del magazzino e tutti si fiondano affamati a tavola per iniziare (ma giusto iniziare) con un brindisi di benvenuto, salutando prima chi invece non si fermerà con noi…

(CONTINUA… così saprete cosa vi siete persi!)

Dolci colline della val Tidoneoltrepo_2013 013

La diga di Molato, che forma il lago di Trebecco
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Alessandro supera un trattore in vendemmia

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Montalto pavese, le salite sono finite

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Il gruppo, da sinistra: Fulvio, Andrea M, Mike, Valerio (alto), Alessandro (basso)
Andrea C, Marco, Paola, Stefano, Paolo, Boris, Massimo, Christian, Federico

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Giro cicloenologico dell’ Oltrepò (28 luglio)

il 08/07/2012 · Comments Off on Giro cicloenologico dell’ Oltrepò (28 luglio)

Giro rinviato a sabato 28 per motivi organizzativi. Rimane sempre un’ ottima occasione per un bel giro non competitivo in compagnia e per imparare quando il “vino è vino”, con la speranza che quando tornerete a casa saprete le differenze tra una bottiglia direttamente dal produttore rispetto ad una dello stesso prezzo al supermercato.

 

Nell’ immaginario collettivo l’ Oltrepò pavese è una terra conosciuta principalmente per un motivo: il vino. Il più famoso è la Bonarda, ma ci sono altre tipologie molto meritevoli che non tutti conoscono, come il Pinot nero, Barbera, Riesling ed alcuni mix di uve molto ben riusciti come Buttafuoco e Sangue di Giuda.
Dove c’è vino c’è anche collina, vigneti e paesi arroccati coi loro castelli che dominano la pianura, questo itinerario vuole mostrare tutti gli aspetti del territorio con un interessante percorso ricco di salita pedalabile, ottimi panorami e con 3 soste enologiche in cui 3 produttori ci insegneranno i pregi di questa terra e dei suoi prodotti con degustazioni guidate.
Per chi è già venuto a qualcuno dei miei giri sa di cosa si tratta, queste giornate di bicicletta vengono vissute come gite di gruppo con percorsi interessanti, l’ andatura è libera ma ci si ricompatta in cima ed il percorso non è mai banale. In più ci sono anche le degustazioni per conoscere i nostri vini, rifocillarsi e riposarsi dal caldo estivo.

IL PERCORSO:
Si parte dall’ azienda agricola Albani verso S.Biagio di Casteggio, un bivio a destra all’ inizio della salita di Montalto pavese. L’ inizio è in discesa (tanto fa caldo), poi comincia la salita verso Montalto pavese, la quale richiede un minimo di impegno solo nella prima parte per poi proseguire in falsopiano. Raggiunto il paese si svolta a sinistra in direzione Oliva Gessi scendendo su una strada recentemente riasfaltata, un ulteriore bivio ci porta verso Mornico Losana, un variopinto paese che ci osserverà lungo tutta la facile salita. Qui ci sarà la prima sosta al “Feudo Nico“, un agriturismo con produzione propria dove Massimo ci farà conoscere il Pinot spumante e le differenze tra metodo charmat (autoclave) e classico (fermentazione in bottiglia per almeno 24 mesi).
Una veloce discesa permette di far ripartire la gamba per scalare Pietra de Giorgi, una delle capitali del vino, prima di scendere in pianura a Broni passando per Cigognola. Solo alcuni chilometri di tregua ci separano da una delle salite più conosciute della zona, quella che porta a Canneto pavese, un banco di prova di tutti i ciclisti che vivono al di là del Po, seguiremo il crinale tra valle Scuropasso e Versa e scenderemo a Santa Maria, altra capitale del vino e spumanti, quindi saliremo il primo pezzo verso il passo Carmine deviando per una discesa che ci riporterà in valle Scuropasso.
In Oltrepò collinare non conosciamo la pianura, la prossima salita ci porterà nuovamente a Montalto pavese, a metà della successiva discesa ci sarà la seconda sosta all’ azienda “Finigeto” gestita dal 26enne Aldo che ci farà degustare la “bandiera d’ Oltrepò” Bonarda ed il piemontese Moscato che anche qui da ottimi risultati.
Riprenderemo in discesa ed un lungo falsopiano passante per Borgo Priolo ci riporterà a Casteggio, dove ci aspetterà l’ arrivo in salita da Albani. Al “vincitore” spetterà il primo assaggio di Barbera che ha trovato a Casteggio un ottimo terreno, al resto del podio invece l’ onore di essere i primi a degustare un dissetante Riesling, ma ovviamente per tutti ci sarà il brindisi con questi altri 2 ottimi vini per festeggiare (spero) un’ ottima e riuscita giornata.

Il tracciato: http://tracks4bikers.com/tracks/show/100188 (80km, 1550m di dislivello)

INFORMAZIONI:
Il ritrovo è alle ore 10:00 di Sabato 28 Luglio all’ az. agr. Albani, sulla strada per S. Biagio di Casteggio. Spero di poter mettere un paio di semplici segnalazioni, in ogni caso ci sono dei cartelli (oppure seguire le indicazioni per Guerci, si trova 1km prima sulla stessa strada). La partenza è alle ore 10:30, l’ arrivo previsto per le 15:30/16:00.
QUOTA DI ISCRIZIONE: 10€ tutto compreso da consegnarmi al ritrovo (magari fosse tutto gratis!). Per astemi o se qualcuno fa solo una parte di giro ci accordiamo al momento.
ACQUISTO: se (come mi auguro) i vini assaggiati saranno di gradimento sarà possibile acquistarli durante le varie soste e riceverli al ritrovo una volta terminato il giro.
ALCOL: qualcuno sicuramente si chiederà se non è pericoloso pedalare dopo aver bevuto. Per esperienza so che comunque con delle semplici degustazioni si rimane sotto al limite di legge di 0.50 e tra una sosta e l’ altra c’è tutto il tempo per recuperare. L’ importante è fare attenzione, ma questa è una regola che vale sempre.
RESPONSABILITA’: non è una gara né una manifestazione ufficiale, ognuno deve considerarsi in giro personale, rispettare il codice stradale ed evitare di esagerare, se finisce in un fosso perché troppo ubriaco non ne posso rispondere personalmente.
CANTINEFeudo Nico a Mornico Losana (Pinot spumanti al km 19),  Finigeto a Cella di Montalto pavese (Bonarda e Moscato al km 62),  fratelli Albani a Casteggio (Barbera e Riesling fermo al km 80).
ISCRIZIONE: Per motivi di logistica le iscrizioni chiudono a 20 persone, chi vuole partecipare è pregato di contattarmi in anticipo
CONTATTI: per domande, curiosità e per avere un contatto personale (numero di cellulare):  [email protected]

Giro dell’ Oltrepò (1° parte)

il 28/10/2010 · Comments Off on Giro dell’ Oltrepò (1° parte)

23/10/2010

Quando scendo dalla macchina e saluto i già tanti presenti mi rendo conto di aver fatto un grosso errore: il cielo grigio non permetterà un rialzo significativo della temperatura ed affrontare 100km con pantaloni corti e guanti estivi sarà una bella sofferenza!
Siamo in 13, Marco e Celestino ci raggiungono direttamente in bici e solo Sergio è vestito leggero come me, coi 10° di oggi vanno di moda i guanti invernali e anche i copriscarpe per alcuni. Osserviamo preoccupati il cielo quando piccole goccie punzecchiano la nostra pelle, ma non ci facciamo intimorire e partiamo pure in orario. Giusto il tempo di attraversare Casteggio e siamo già in salita, ma è solo l’ assaggio prima dello strappo di Mairano, che serve letteralmente per scaldarci grazie ad una 50ina di metri di dislivello, affrontati a ritmo tranquillo svalicando in gruppo unico. C’è solo qualche problema in discesa, quando vedo solo all’ ultimo il bivio che ci porta verso la salita di Oliva Gessi da Corvino San Quirico, che obbliga Elia ad una portentosa inchiodata per seguire la mia improvvisa svolta.

Il freddo sembra tollerabile, in salita le mani si scaldano a sufficenza per resistere nella successiva discesa. A destra e a sinistra siamo circondati dalle prime colline padane tutte squadrate da vigneti che si stanno colorando d’ autunno a macchie, creando quadri astratti di rara bellezza con sfumature dal verde al rosso passando per giallo ed arancione, il tutto purtroppo sfumato verso il grigio da una foschia che limita lo sguardo a non più di 2km. Nel 2009 è stata una giornata limpidissima, ma almeno oggi non minaccia pioggia, che superato Casteggio non ci ha più preoccupato.
Nella seconda salita cominciano a formarsi dei gruppetti, ma si sale sempre senza affanno anche quando la strada irruvidisce e mostra il vero Oltrepò pavese. Ad Oliva Gessi siamo già pronti a scendere, Sergio si lancia a capofitto in questa tecnica discesa che presenta qualche tranello (buche), io ne approfitto per filmarlo anche se prende le curve con più prudenza di quanto mi aspettassi. Anche la 3° salita di giornata è molto facile e ci permette di parlare senza affanni, solo i 30m di sterrato danno grattacapi a qualcuno abituato a strade troppo belle. Ne approfitto per l’ unica foto al “panorama” di Mornico dal basso, per ripartire col 50 e superare il gruppo ai 28 all’ ora prima di abbandonare questo ritmo professionale per rientrare nei ranghi.

Una veloce discesa ci lancia nei primi metri dell’ ascesa di Pietra de Giorgi, prima sprono Sergio a continuare così e poi Massimo a tirare nel tratto più duro (al 9%) per riprendere il gruppo di testa, che raggiungo poco prima dell’ attraversamento del paese. Lo scollinamento è dopo, ci fermiamo ad ammirare il panorama che si spinge sino alle Alpi Orobie ed oltre, ma che oggi arriva a fatica al castello di Cigognola, a cui arriviamo dopo una discesina tutta buche. Qualcuno usa la fontana lì sotto per riempire le borracce, poi ci lanciamo tutti di nuovo verso la pianura abbracciati da colline decise ed imponenti, ovviamente coltivate a vigna fino all’ ultimo metro quadrato.
Io e Fabio ci fermiamo ad aspettare Celestino che si era fermato per una telefonata, passa il tempo, faccio anche pipì, ma Cele non arriva, così decidiamo di raggiungere il resto del gruppo che ormai ha diversi minuti di vantaggio. Probabilmente è passato dall’ altra strada, spero solo sia tutto a posto. Tangy ha il fisico da scalatore, di altezza e peso contenuto, non si direbbe mai che riesce a tenere i 37 risalendo la valle Scuropasso, aiutato da me sempre alla stessa velocità. Raggiungiamo gli altri, Celestino compreso, che ormai ci stanno aspettando fermi da troppo, quindi ripartiamo di nuovo uniti. Rischiamo anche qualcosa quando qualcuno interpreta male il percorso svoltando per il versante precedente della salita di Casella, il nostro percorso prevede di passare da Francia invece che da Bosco. Dopo questo fraintendimento Fabio mi sprona ad una tiratona per raggiungere il fuggitivo Sergio, io accetto ma nel cambiare mi salta la catena, ma addirittura sul pedale! A nulla valgono i tentativi di rimetterla in sede col deragliatore, mi tocca sporcarmi le mani (“ecco, dovevo pulirla ieri!”). Aspetto tutti al bivio e poi assieme a Roberto “Aresius” e Giulio recuperiamo velocemente posizioni in questi 1500m pedalabili. Aspetto di nuovo quelli che ho appena passato e fortuna che noto il gruppone andare direttamente a Montecalvo Versiggia, senza seguire la mia ipotesi di scendere a Santa Maria della Versa. Come se non bastasse, anche a Piero succede il mio stesso improbabile incidente meccanico, anche questa volta gli altri sono fermi a Montecalvo ad aspettarmi, ma non sono l’ ultimo nè l’unico.

Adesso siamo sulla lunga salita che collega Santa Maria al passo Carmine, 15km con complessivi 500m di dislivello, salita che impegna leggermente solo dopo Ruino e che ha numerosi tratti in cui riposarsi. Elia mi segue in testa, nonostante le sue preoccupazioni lo vedo pimpante. Ci fermiamo solo in prossimità di una villetta sul cui porticato/garage è caduto un masso di 4m distruggendone le mura, sfiorando pure l’ abitazione vera e propria. La famiglia che ci viveva è stata evacuata a sue spese da comune, nonostante abbia pagato 440000€ per la casa, ricordando il fatto con uno striscione ironico. Certo che costruire sotto una parete di roccia e dare i permessi… Solo in Italia!
A Ruino abbandoniamo la salita, solo Sergio continua per poi tornare direttamente a Casteggio, mentre noi ci avventuriamo per qualche km in Emilia, scendendo lungo il “piccolo Stelvio” Oltrepadano (anche se tecnicamente è Piacentino), 19 tornanti su asfalto bello in poco più di 2km! Spingo un po’ per fare bella figura nel filmato, mentre quelli dietro vengono rallentati da un greggie di caprette che attraversa la strada durante il loro passaggio. Manca poco al posto in cui mangeremo, affianchiamo a ritmo escursionistico il lago di Trebecco, oggi completamente vuoto, prima di accomodarci ai tavolini con ottimi panini e torte della casa, con Elia che si attacca alla stufa e Nicola l’ “Alfainico”preoccupato per le biciclette. Il caldo del locale contrasta con l’ aria umida che c’è fuori, si sta proprio bene ed è un dispiacere dover ripartire…


Mornico Losana dalla salita


Christian, sfidando il rischio rottura fotocamera :)


Foschia con Cigognola sull sfondo. Ecco perchè non ho fatto foto al paesaggio


Il masso che è caduto sulla casa

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