I primi 6 della 10 colli viticoli

il 03/05/2017 · Comments Off on I primi 6 della 10 colli viticoli

Torre Sacchetti, Stradella, dì 29 aprile

La 10 colli viticoli è una di quelle idee un po’ pazze che tanto mi piaciono ma che stavolta ho voluto proporre anche ad altri, mettendoci una merenda in cantina così che la partecipazione fosse maggiore. In effetti, considerando che la partenza è in una frazione collinare di Stradella (all’az. Colle del Bricco) e che il giro prevede ben dieci salite consecutive senza alcuna sosta, essere in 12 è un ottimo risultato. Purtroppo di recente ho avuto un incidente e sono senza bici, ma anche con un muletto sarebbe stato da idioti pedalare per 92km e 2200m d+, per cui da organizzatore non posso che mettere attrezzature nel baule e seguire tutti in ammiraglia…

Giornata climaticamente quasi perfetta dopo diversi giorni di pioggia, deviamo subito dal percorso originario per evitare la statale affrontando un infido strappo a freddo per scendere a Broni tra le immancabili buche dell’asfalto oltrepadano. Abbandoniamo per sempre la pianura al laghetto di Cigognola, le prime facili rampe tra i panoramici vigneti che fanno da balcone ci portano fino a Pietra de Giorgi, salita numero uno di dieci. In discesa posso stare tranquillamente in coda al gruppo pronto a soccorrere chiunque abbia problemi con la disponibilità di due ruote di scorta, ma in salita devo fare la spola tra fondo e testa fermandomi ove trovo spazio ed approfittandone per un totale di oltre 140 fotografie.
La seconda è Martinasca, l’asfalto nuovo ed un pezzo in un bosco nascondono le pendenze che toccano il 16% in cui tutti, dai salitomani Christian ed Andrea sino agli ultimi ansimano. Il taglio di Quarti ci fa risparmiare qualche km sebbene un tratto molto ripido metta in difficoltà Luciano, ma all’imbocco del terzo GPM di Fitti+Montalto siamo compatti. Questa è duretta e come se non bastasse l’asfalto ruvido troviamo anche due ferocissimi chihuaua che inseguono tutti i poco intimoriti ciclisti. La costa verso Montalto è molto panoramica sui paesi di bassa collina si susseguono senza sosta tra filari che esplodono di primavera, ma il giro si addentra in Oltrepò scendendo nuovamente in valle Scuropasso.

Riprendo gli altri alla fine della discesa, sono tutti fermi e vedo uno intento a cambiare la ruota. Mi fermo anch’io, scendo dalla macchina ed esclamando “dov’è il problema?” gli cambio la ruota mettendo la sua nel baule, finché non mi fanno notare, attraverso una fragorosa risata, che quella persona non è con noi, ops… Gli restituisco la ruota, qualcuno lo invita a seguirci ma ha già avvisato la moglie per farsi venire a prendere a causa di una doppia foratura. Gli altri diecicollisti ripartono verso il quarto e facile colle, io aiuto Massimo e trovo un vetrino nel copertone, lui toppa una camera d’aria ma il risultato non è soddisfacente. Pazienza, sua moglie sta arrivando ed io cerco di riprendere gli altri che in auto è facile recuperare i minuti di distacco.

Scendendo verso S.Maria ricevo la telefonata di Christian (acrobazie ed urla per usare il vivavoce), sono in paese ed hanno perso la traccia corretta, avanzo quindi verso di loro ricongiungendomi ed indicando la retta via del quinto facile colle di Montecalvo Versiggia. A posteriori scoprirò l’errore, a Francia hanno svoltato a destra tagliando il percorso che, ad eccezione delle parti terminali, forma un anello completo. Poco male, si prosegue in questa pedalabilissima salita senza faticare, forse è la più facile del giorno. Arrivati scendiamo subito rientrando quasi a S.Maria, ora ci aspetta la parte più orientale dell’Oltrepò e davanti a noi c’è la “Cima Coppi” della giornata a Pizzofreddo via Golferenzo a ben 450m slm.

Inizio pedalabile tra abitazioni sparse e diversi tornanti, lungo la salita incrocio anche un pascolo alquanto inusuale a queste quote, poi il passaggio in paese crea qualche problema di direzione, la salita è “Golferenzo” ma in realtà continua ancora un po’ con un iniziale tratto di discesa, la qual cosa mette in crisi qualcuno. Però ci va bene e a Pizzofreddo arriviamo tutti undici e non solo, incrociamo quattro curiosi randonneurs con i bagagli che riconoscono Paola ed altri, uno è la mia vecchia conoscenza Fulvio che una volta ha anche partecipato a questi eventi per lui troppo corti. Stanno andando da Vigevano a Cervia, ma tutta pianura è un termine blasfmeo e per questo allungano leggermente sulle colline. E’ stato un incontro veramente fortuito, una coincidenza impossibile da studiare! Dopo i saluti ed un “refill” delle borracce scendiamo ancora verso S.Maria, stavolta ad est.
Siamo a sei e ne mancano quattro senza difficoltà, ma questo sarà un prossimo racconto, per oggi ho già scritto abbastanza…

Tutto pronto per dare supporto
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Il gruppo all’inizio delle salite verso Cigognola, balcone sulla pianura
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Il gruppo dei diecicollisti
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Martinasca, la fatica si fa sentire quando si sale al 15%
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La belva che ci ha inseguito a Fitti
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Vigneti e case agricole verso Montalto
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Vista da Montalto verso i paesi della prima collina
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Mucche al pascolo
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Noi visti dai randonneurs
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Colline viticole dell’ Oltrepò

il 08/08/2010 · Comments Off on Colline viticole dell’ Oltrepò

Questo giro è da tanto che lo aspetto, finalmente io e Vette (Gianluigi) riusciamo ad accordarci per un itinerario sulle colline viticole dell’ Oltrepò e del Piacentino. Il mio scopo è scoprire nuove salite, per cui punto ad andare verso la provincia di Piacenza che conosco in maniera approsimativa.

Premessa: sto approfittando di qualche giorno di ferie infrasettimanale e pure ieri ho pedalato tutto il pomeriggio, per un totale di 111km e 1950m di dislivello.
Ci troviamo in 4 a Broni alle 13:00, le prime pedalate sono le più faticose a causa di un leggero accumulo di acido lattico, quindi ne approfitto per stare a ruota per i primi kilometri sino alla prima salita di Montù Beccaria. Da queste parti esistono 2 tipi di salite, entrambe con poco dislivello: quelle lunghe e pedalabili, ed i muri diretti. Montù è del primo tipo e capisco che oggi avrò da tirare abbastanza visto che Vette non fatica ad affiancarmi e gli altri si staccano di pochi secondi. Per recuperare dalla fatica facciamo subito la pausa caffè, prima di scendere da qualche parte (l’ho detto che sono zone che conosco appena) e risalire a Rovescala, dove Stefano attacca ed io alla fine cedo, buona scusa per qualche foto ai vigneti qui omnipresenti.
La prossima salita è invece del secondo tipo, talmente ripida che quando spiana al 7% è un sollievo. Ci colleghiamo alla strada che da Castel San Giovanni sale a Ziano Piacentino, che in paese ha altro muro e che successivamente scende a Trevozzo. L’ idea è di risalire subito verso Stadera, ma insisto per affrontare l’ altro versante che rappresenterebbe per me una novità. I 3 acconsentono e finalmente, dopo diversi km di fondovalle Tidone, riusciamo a salire ad un ritmo tranquillo a Cà Calatroni.

Scendiamo a Volpara e Santa Maria della Versa, dove c’è la pausa merenda con una bottiglia di thè freddo che mi rimarrà nello stomaco per i successivi km. Per frustare meglio la gamba saliamo a Canneto Pavese, salita al 6% dove senza motivo tiro dal primo all’ ultimo metro, e credo di essere andato bene visto che pure Vette ha dovuto sfruttare la mia scia. Quando arriviamo giù a Broni Stefano ci saluta, mentre io allungo accompagnando gli altri sino al ponte della Becca, che scavalca nello stesso tempo Po e Ticino al loro punto di confluenza.

Tornando indietro mi ricordo che c’è una salita da fare in zona Cigognola, perciò allungo in piano per Barbianello, attaccando le colline a Vicobarone. Prendo quella famosa deviazione e le pendenze si fanno ben ripide su strada dissestata, ma arrivo a Cigognola e scendo verso la valle Scuropasso, visto che non è ancora tardi voglio passare a trovare i parenti a Stradella, perciò aggiungo pure la salita di Martinasca, dove comincio a sentire la fatica. A Stradella mi rifocillo, mi sciacquo la faccia e ritorno alla macchina a Broni, per un totale di 118km e 1650m circa di dislivello.

Vitigni e vitigni. Siamo famosi per questo

La zona verso Canneto Pavese

Stagno prima di salire a Cigognola

Broni, grosso paese all’ imbocco della valle Scuropasso


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