I primi 6 della 10 colli viticoli

il 03/05/2017 · Comments Off on I primi 6 della 10 colli viticoli

Torre Sacchetti, Stradella, dì 29 aprile

La 10 colli viticoli è una di quelle idee un po’ pazze che tanto mi piaciono ma che stavolta ho voluto proporre anche ad altri, mettendoci una merenda in cantina così che la partecipazione fosse maggiore. In effetti, considerando che la partenza è in una frazione collinare di Stradella (all’az. Colle del Bricco) e che il giro prevede ben dieci salite consecutive senza alcuna sosta, essere in 12 è un ottimo risultato. Purtroppo di recente ho avuto un incidente e sono senza bici, ma anche con un muletto sarebbe stato da idioti pedalare per 92km e 2200m d+, per cui da organizzatore non posso che mettere attrezzature nel baule e seguire tutti in ammiraglia…

Giornata climaticamente quasi perfetta dopo diversi giorni di pioggia, deviamo subito dal percorso originario per evitare la statale affrontando un infido strappo a freddo per scendere a Broni tra le immancabili buche dell’asfalto oltrepadano. Abbandoniamo per sempre la pianura al laghetto di Cigognola, le prime facili rampe tra i panoramici vigneti che fanno da balcone ci portano fino a Pietra de Giorgi, salita numero uno di dieci. In discesa posso stare tranquillamente in coda al gruppo pronto a soccorrere chiunque abbia problemi con la disponibilità di due ruote di scorta, ma in salita devo fare la spola tra fondo e testa fermandomi ove trovo spazio ed approfittandone per un totale di oltre 140 fotografie.
La seconda è Martinasca, l’asfalto nuovo ed un pezzo in un bosco nascondono le pendenze che toccano il 16% in cui tutti, dai salitomani Christian ed Andrea sino agli ultimi ansimano. Il taglio di Quarti ci fa risparmiare qualche km sebbene un tratto molto ripido metta in difficoltà Luciano, ma all’imbocco del terzo GPM di Fitti+Montalto siamo compatti. Questa è duretta e come se non bastasse l’asfalto ruvido troviamo anche due ferocissimi chihuaua che inseguono tutti i poco intimoriti ciclisti. La costa verso Montalto è molto panoramica sui paesi di bassa collina si susseguono senza sosta tra filari che esplodono di primavera, ma il giro si addentra in Oltrepò scendendo nuovamente in valle Scuropasso.

Riprendo gli altri alla fine della discesa, sono tutti fermi e vedo uno intento a cambiare la ruota. Mi fermo anch’io, scendo dalla macchina ed esclamando “dov’è il problema?” gli cambio la ruota mettendo la sua nel baule, finché non mi fanno notare, attraverso una fragorosa risata, che quella persona non è con noi, ops… Gli restituisco la ruota, qualcuno lo invita a seguirci ma ha già avvisato la moglie per farsi venire a prendere a causa di una doppia foratura. Gli altri diecicollisti ripartono verso il quarto e facile colle, io aiuto Massimo e trovo un vetrino nel copertone, lui toppa una camera d’aria ma il risultato non è soddisfacente. Pazienza, sua moglie sta arrivando ed io cerco di riprendere gli altri che in auto è facile recuperare i minuti di distacco.

Scendendo verso S.Maria ricevo la telefonata di Christian (acrobazie ed urla per usare il vivavoce), sono in paese ed hanno perso la traccia corretta, avanzo quindi verso di loro ricongiungendomi ed indicando la retta via del quinto facile colle di Montecalvo Versiggia. A posteriori scoprirò l’errore, a Francia hanno svoltato a destra tagliando il percorso che, ad eccezione delle parti terminali, forma un anello completo. Poco male, si prosegue in questa pedalabilissima salita senza faticare, forse è la più facile del giorno. Arrivati scendiamo subito rientrando quasi a S.Maria, ora ci aspetta la parte più orientale dell’Oltrepò e davanti a noi c’è la “Cima Coppi” della giornata a Pizzofreddo via Golferenzo a ben 450m slm.

Inizio pedalabile tra abitazioni sparse e diversi tornanti, lungo la salita incrocio anche un pascolo alquanto inusuale a queste quote, poi il passaggio in paese crea qualche problema di direzione, la salita è “Golferenzo” ma in realtà continua ancora un po’ con un iniziale tratto di discesa, la qual cosa mette in crisi qualcuno. Però ci va bene e a Pizzofreddo arriviamo tutti undici e non solo, incrociamo quattro curiosi randonneurs con i bagagli che riconoscono Paola ed altri, uno è la mia vecchia conoscenza Fulvio che una volta ha anche partecipato a questi eventi per lui troppo corti. Stanno andando da Vigevano a Cervia, ma tutta pianura è un termine blasfmeo e per questo allungano leggermente sulle colline. E’ stato un incontro veramente fortuito, una coincidenza impossibile da studiare! Dopo i saluti ed un “refill” delle borracce scendiamo ancora verso S.Maria, stavolta ad est.
Siamo a sei e ne mancano quattro senza difficoltà, ma questo sarà un prossimo racconto, per oggi ho già scritto abbastanza…

Tutto pronto per dare supporto
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Il gruppo all’inizio delle salite verso Cigognola, balcone sulla pianura
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Il gruppo dei diecicollisti
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Martinasca, la fatica si fa sentire quando si sale al 15%
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La belva che ci ha inseguito a Fitti
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Vigneti e case agricole verso Montalto
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Vista da Montalto verso i paesi della prima collina
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Mucche al pascolo
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Noi visti dai randonneurs
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Calendario eventi 2014

il 21/01/2014 · Comments Off on Calendario eventi 2014

Questo il calendario di massima delle uscite ufficiali di giri & salite, cioè dei giri tradizionali o meno che sono solito organizzare.
Le date sono da intendere come tendenziali, potrebbero cambiare per imprevisti, maltempo o concomitanza con altri eventi in zona.

Sabato 19 aprile, “allenamento nel Tortonese” da Tortona: si ripeterà la stessa formula del 2013, con un percorso piuttosto impegnativo di 109km e 2000m di dislivello, sperando di comporre un gruppo non molto ampio ma abbastanza omogeneo come è stato lo scorso anno, tenendo un’ andatura semi-agonistica sulle colline tortonesi.
Il percorso sarà simile, la prima salita però sarà Vhò di Tortona, per poi salire a Sarezzano dal versante di Villaromagnano che abbiamo fatto in discesa. Ci riagganceremo allo stesso tracciato sino ad Albarasca, da cui torneremo diretti in val Borbera evitando il passaggio a Garbagna. Grosso cambio per quanto riguarda le ultime due salite: al posto di Dernice ci sarà il Giarolo, cima Coppi che supera gli 800m, al posto di Guardia (quella di 2.3km al 9%) ci sarà Casasco, più breve e semplice ma comunque con tratti a doppia cifra. Si finirà con 13km di falsopiano sino a Tortona.
Il link al percorso non è attualmente disponibile.
(Inizialmente ho ipotizzato il 12 aprile, ma il 13 c’è già la GF a Novi Ligure. La data è da confermare ufficialmente)

Domenica 25 maggio giro “delle cantine aperte” da Casteggio:
Non un giro ufficiale, ma un qualcosa per chi come me ha le passioni di bicicletta e vino. Non ci sarà nulla di programmato sino a poco dall’ evento, se saremo un gruppetto faremo un giro turistico con 2/3 soste di degustazione, organizzandolo a seconda delle necessità dei presenti.
Questo è l’ unica data certa in concomitanza con l’ evento organizzato dal Movimento Turismo Vino

Lunedì 2 giugno (??), “gita al Penice” da Casteggio:
Anche questa è una proposta non ufficiale, vedremo se riusciremo a combinare qualcosa. Il percorso è di 109km da Casteggio sino alla vetta del monte Penice (1460m) con andatura non competitiva, attraverso Fortunago, Pietragavina, Varzi, Penice, Romagnese e Carmine.
Anche la data è una mera ipotesi da confermare o discutere
Casteggio-Penice: http://tracks4bikers.com/beta_tracks/show/124933

13 o 14 Settembre: “giro dei castelli d’Oltrepò” da Rivanazzano:
Spostato in un giorno di settembre (vedremo quale e se sabato o domenica), questo itinerario sarà quasi uguale a quello sperimentato all’ ex “giro delle castagne” di fine ottobre e si snoderà tra le alte colline d’Oltrepò coi suoi castelli (Nazzano, Pozzol Groppo, Montesegale, Stefanago, Zavattarello, Pietragavina, Oramala più l’eremo di S.Alberto).
Altimetria varia con salite pedalabili ed altre dure, lungo 93km e 1700m, da percorrere con andatura non corsaiola ed eventualmente accorciabile tagliando l’ ascesa finale ad Oramala.
Forse ci sarà una merenda finale, vedrò che si può fare.
link: http://tracks4bikers.com/beta_tracks/show/161274

Sabato 11 ottobre: 7° giro “dei vigneti d’Oltrepò” da Casteggio:
Il classico per eccellenza giunto alla sua 7° edizione, un giro attraverso la parte viticola della provincia di Pavia con le sue dolci colline che non offrono un attimo di pianura. Ci sarà la merenda degustativa finale all’ azienda Guerci, ma il percorso sarà rivoluzionato rispetto al 2013 e sarà per la prima volta in senso antiorario!
Partiremo con un lungo falsopiano verso Borgo Priolo, così da poterci riscaldare e fare un po’ di gruppo prima della salita top del Carmine via Canavera che servirà anche per capire se scegliere il percorso medio o il “lungo”. I primi scenderanno diretti a S.Maria, gli altri allungheranno passando per la val Tidone e rientrando da Stadera per poi pedalare sulle stesse strade (e magari riuscendo a riagganciarci più avanti).
Da qui in poi saremo sul tracciato 2013, ma in senso inverso e con delle piccole modifiche, tra cui il mancato passaggio dentro Broni scendendo da Martinasca (stradina ma ben asfaltata) e l’ assenza (a meno che non me lo chiedate) di Mairano, tornando a Casteggio per 3km di statale.
94km, 1750m: http://tracks4bikers.com/beta_tracks/show/164746

Queste le idee in linea di massima, fatemi sapere cosa ne pensate o se avete suggerimenti.
O anche se volete organizzare qualcosa voi!

Allenamento nel Tortonesetortonese_2013 042

Giro dei castelligiro_castagne21

Merenda al giro dei vigneti d’ Oltrepòoltrepo_2013 038

Top 15: posizioni 6 – 4

il 25/01/2012 · Comments Off on Top 15: posizioni 6 – 4

6°: 26/02) Lomellina
La mia filosofia dice che tutti i posti vanno conosciuti, per cui ho voluto studiare pure un itinerario lungo drittoni e risaie della Lomellina, adatto per mettere su un bel fondo ad inizio stagione. Il cielo è coperto e la temperatura bassina, è necessario l’ abbigliamento invernale e soprattutto è obbligatoria una gran forza d’ animo per pedalare per 5 ore in solitaria a testa bassa sempre alla stessa costante velocità di poco superiore ai 30 orari. Parto da Pieve del Cairo ed inizio in direzione nord, deviando successivamente verso est sino a superare con mia sorpresa alcuni strappetti sugli argini del Ticino ed arrivando all’ abbazia di Morimondo. Ora pedalo in direzione ovest verso Vigevano, Cassolnovo fino a Candia Lomellina, da qui in poi una brezza tesa da nord mi aiuta sino al fiume Po verso Torre Beretti. Gli ultimi chilometri sono una sofferenza tra stanchezza e vento contrario, ma alla fine sopravvivo ai 157km e pure a 30.5 di media complessiva!
E per finire… niente cena, al suo posto solo un aperitivo a base di birre!
LINK: http://giriesalite.altervista.org/?p=1108

perché è un giro brutto che nessuno farebbe, ma proprio per questo io ne vado fiero, è stata una dura lotta contro il vento, la monotonia, la stessa posizione in sella per ore, e questa lotta l’ho vinta!

Il ponte di barche sul Ticino a Bereguardo


5°: 16/10) vigneti d’Oltrepò
A questo giro tengo tantissimo, ho ispezionato il percorso per essere sicuro delle strade e di non aver mai dubbi ai bivi, ho scritto una descrizione accurata e le iscrizioni procedono bene, nonostante la moria e le rinuncie siamo in 17. Come inizio sono in difficoltà, perdo dei pezzi e a causa del mercato obbligo tutti ad una partenza in salita, ma poi procediamo senza intoppi almeno sino a dopo Donelasco, dove in 3 ci abbandonano a causa del dilatarsi dei tempi. Salendo al Carmine succede il patacrac, Massimo cade e si rompe un polso, a me va di CULO perché trova sul posto un passaggio sino a Casteggio dove ad aspettarlo ci sono i parenti per riportarlo a Genova.
Accorciamo il percorso e proseguiamo un po’ mesti per l’ accaduto, arrivati alla fine faccio fatica a convincere i 9 rimasti a salire alla certosa Cantù per una merenda offerta da Paolo Massone di vini Bellaria a base di salame di Varzi, buon pane ma soprattutto un ottimo B(u)onarda che riscuote molto successo, come tutti i prodotti degustati in questo cortile settecentesco. E menomale che non volevano venire…

LINK parte 1: http://giriesalite.altervista.org/?p=1463

LINK parte 2: http://giriesalite.altervista.org/?p=1473

perché a leggere il racconto ciclistico sarebbe da dimenticare, troppo il tempo perso per strada tanto che dovrò studiare una formula migliore, brutto l’ incidente che ha spento l’ entusiasmo, però ci ho messo la passione per progettare il “giro perfetto” e per cercare di gestire al meglio situazioni previste ed impreviste, e a parte l’ intoppo iniziale (eravamo in troppi per passare dentro al mercato) per me è andato tutto bene.
Poi c’è la merenda eccezionale! E’ soprattutto per essa che si trova così in alto, appena dietro ai giri mitici!

Dove nascono i vini …

E quelli che i vini li finiscono!


4°:  11/09) Turini
Questo è il terzo giorno della tripletta Imperiese, quello in Costa Azzurra con la scalata al famoso passo alpino del Turini. La partenza è tranquilla, da Ventimiglia sino a Mentone pedalo assieme ai dei francesi ammirando il mare azzurro e le montagne rocciose che sfiorano il mare. L’ intenzione iniziale era di salire al col de la Madone (???), ma non trovo il bivio e quando sono a Cap St.Martin decido di continuare verso La Turbie, sfiorando con le mie ruote il principato di Monaco.
Mi associo a 3 italiani che mi portano su una brutta stradina verso L’ Escarene, li abbandono in discesa per guadagnare tempo. Il col de Turini è una salita pedalabile ma piuttosto lunga, che sale sinuosa in zone calanchive sino a 1609m. Ma non è abbastanza, prendo la difficile decisione di salire addirittura al circuit de l’Authion, una strada panoramica che supera quota 2000 quando poche ore fa ero in spiaggia!
Bella discesa, divertente è il balletto tipico a Sospel, la salita di Olivetta San Michele ha il suo perché, ma questo giro mi regala ancora il brivido di stradine con tratti discendenti sterrati nei quali evito di prendermi i rovi in faccia e la terribile salita di Brunetti, 3km tipo Mortirolo dopo altri 160 di giro. La gamba è però ancora buona e arrivo a Dolceacqua in buono stato.

LINK parte 1: http://giriesalite.altervista.org/?p=1482

LINK parte 2: http://giriesalite.altervista.org/?p=1490

perché sono partito dal mare, ho visto Monaco e le Alpi, ho aggiunto un insperato 2000m, affrontato muri, avuto situazioni “avventurose”, ammirato la Costa Azzurra e terminato un difficile giro in territorio francese. Peccato per la foschia che ha limitato i panorami

Il principato di Monaco visto da La Turbie

Dolceacqua, dove ho trascorso 3 giorni

In Oltrepò con Emiliano

il 08/12/2011 · Comments Off on In Oltrepò con Emiliano

27 Novembre
L’ occasione è di quelle che mai avrei pensato di poter raccontare, il mitico Emiliano, profondo conoscitore di tutto l’ arco Alpino occidentale e collezionista di salite oltre i 2000m (se non di passi sterrati che terminano ai bordi di ghiacciai a 3000m di quota) sarà qui a pedalare con me sulle montagnette pavesi che sorgono a sud del Po. Per lui è quasi una violenza l’ adattarsi alle mie basse colline, almeno quanto lo è per me trovarci alle 8:15 a Casteggio per ripetere grossomodo lo stesso giro dei “vigneti d’Oltrepò“.

Il robusto anticiclone rende gelida l’ aria del catino padano, la brina attornia i fossi e un termometro segna allegramente -1°, per fortuna con solo una densa foschia che non desta preoccupazioni. Attraversiamo il mercato ancora semivuoto e cominciamo subito a salire a Mairano, 70m di dislivello che volano sotto le nostre ruote, utilissimi per accumulare quel minimo di calore che ci permette di non congelare nella successiva discesa. Oliva Gessi mostra panorami per me inediti, la parte orientale delle prime colline coltivate a vigna è ancora brinata, l’ altro lato scaldato dal sole produce invece vapor acqueo per sublimazione. In cima ci fermiamo per delle foto, senza prove sarà difficile far credere che Emiliano sia stato qui!
Ai 265m dello scollinamento fa leggermente più caldo, ma in discesa troviamo pure qualche tratto ghiacciato che superiamo con attenzione. Il bello dell’ Oltrepò è che si possono studiare itinerari senza pianura in un continuo alternarsi di paesi e nuove visuali, infatti ora c’è già la 3° salita a Mornico Losana, quella facile che si arrampica dolcemente passando sotto al paese dominato dal castello.
Boffalora o un’ altra salita“? Emiliano non ha dubbi, così dopo una veloce picchiata riprendiamo a salire verso Oliva Gessi, sempre circondati dalle immancabili protagoniste di oggi, le vigne. Questa altura è nettamente più elevata delle precedenti, dai “ben” 430m possiamo già ammirare la cappa di foschia e smog che inonda la pianura e cominciamo a scaldarci con una temperatura quasi decente. La discesa verso Broni ci riporta velocemente alla realtà con freddo e grigio, un po’ di pianura e di pavèe in paese cambiano la pedalata per qualche chilometro prima di quella che è la salita più frequentata dai pavesi: Canneto pavese.

Troviamo “finalmente” un po’ di traffico nel tratto iniziale, ma come usciamo definitivamente dal 3° paese dell’ Oltrepò ritorniamo a pedalare in pace con occasionali scambi di parole od occhiate agli strani effetti visivi che il clima odierno ci regala. La bella discesa verso la valle del vino e dello Spumante, quella del Versa, ci fa finalmente assaporare un po’ di calore prima di un’ altra salita, Montù Beccaria, anche questa con dolci pendenze immerse nei vigneti. Raggiunto il paese abbandoniamo la direttrice Ovest-Est, pedalando finalmente verso le alture più serie che si trovano a sud. Ovviamente serie per il mio punto di vista da amante delle colline, non certo per uno scalatore di razza che però sta gradendo questo continuo salire e scendere.
Manteniamo il crinale ammirando verso est le colline che pian piano si degradano verso il piacentino, sempre più basse e dolci, noi aumentiamo un po’ la quota superando il bivio di Donelasco e scendiamo infine a Santa Maria della Versa dal versante con l’ asfalto migliore.

Entrambi prendiamo la borraccia e beviamo per la prima volta dalla partenza, siamo 2 cammelli anche se io ho bufferizzato alcuni decilitri di h20 prima di partire. Grossomodo siamo a metà giro ed abbiamo ancora 2h40 di tempo, sufficente pure per la deviazione alle orridi di Marcellino. Avviso il mio compare che la successiva salita sarà relativamente trafficata, il passo Carmine è una delle principali strade collinare e sarà normale incrociare 2-3 auto al minuto. Salendo di quota il panorama cambia, i vigneti lasciano spazio a campi e piccoli boschi, superiamo occasionali frazioni disposte lungo la strada e finalmente le quote generali si innalzano rendendo l’ orografia meno dolce. Alla fontana di Montecalvo Versiggia cominciamo finalmente a godere del panorama delle alte quote, il blu Emiliano spunta fuori dal grigio Pedra e il monte Rosa fa capolino dalla immensa cappa di foschia. “Ma così piccolo“? In effetti ha ragione, ma siamo anche abbastanza distanti rispetto al milanese.
Non completiamo l’ ascesa al passo perchè ora ci aspetta quello che alcuni chiamano il “piccolo Stelvio“, che per chi ha avuto l’ onore di scalarlo è un insulto ai mitici stretti tornanti del passo più famoso d’Italia, ma quelle 19 curve a 180° in poco più di 2km di asfalto bello ci esaltano nel disegnare dolci traiettorie verso il territorio Piacentino, con il mio immancabile gioco di parole di Emiliano che inaspettatamente pedala per la prima volta in territorio “Emiliano”. Passiamo a lato del lago artificiale di Trebecco, usato come campo per il tiro a piattello, poi rientriamo in provincia di Pavia per risalire, questa volta veramente, sino ai 610m del passo Carmine, la cima Coppi delle colline viticole.
Mi attardo un attimo per togliere i guanti, fuori dalla nebbiolina fa caldo, ci ritroviamo a metà salita e proseguiamo pari-pari sino al valico dal quale il monte Rosa sembra più vicino, ma soprattutto sembra una grossa isola bianca che galleggia su un mare incolore assieme al suo compare Mischabel. Non si capisce bene, ma sembra di vedere anche il Monviso. Perdiamo quota intervallati da alcune contropendenze, poi a Fortunago abbandoniamo il percorso originale proseguendo verso Schizzola. Il primo pensiero che ho è di aver avuto una buona idea a togliere questo tratto dal “giro dei Vigneti”, sono troppe le buche che ci accompagnano sino all’ inizio della 9° salita giornaliera delle Orridi di Marcellino.
Sono 3km pedalabili, Emiliano finalmente comincia a patire la stanchezza (ma ieri si è sorbito 3000m di dislivello!), ma non c’è nulla di proibitivo e arriviamo ai piedi di questo fantastico fenomeno geologico di arenarie che cadono verticali per oltre 100m. Io rimango ad aspettare sulla strada, ma una volta che si è qui è d’obbligo salire a piedi sino al ciglio e sfidare le vertigini guardando verso il basso. Comincia ad essere un po’ tardi, perciò da Torrazza Coste prendiamo la via più breve per Casteggio superando in agilità l’ ultimo dislivello e con un paio di chilometri di pianura utili per scambiarsi opinioni sulla giornata, fredda e opaca in partenza, calda e colorata quando le quote si sono innalzate, sicuramente dai forti contrasti e con un percorso piuttosto impegnativo per essere Novembre: 100km, 2000m di dislivello.

Il mio compare mi è sembrato soddisfatto, nonostante sia stato lontano dalle sue montagne ha trovato il percorso molto divertente coi suoi continui dislivelli, con panorami interessanti e diverse sorprese, non immaginava che anche delle umili colline potessero regalare tali soddisfazioni!

Ancora avvolti nella foschia fotografiamo le colline da Oliva Gessi (P)

Cigognola vista da Emiliano (che differenza di qualità!) (E)

Emiliano e Pedra alla fontana di Montecalvo Versiggia (E)

Colline e grigiore salendo verso il passo Carmine (E)

Adoro queste foto iper-zoommate. Il Rosa dal Carmine (E)

Le orridi di Marcellino, l’ ultima fatica (P)

Langhe!

il 08/07/2011 · Comments Off on Langhe!

19 Giugno

Eccomi finalmente di ritorno a raccontare i miei giri sparsi per il nord Italia (e non solo) dopo un periodo piuttosto impegnato. Quest’ oggi narrerò di quel territorio famoso per i vini e per il tartufo che ondeggiante sovrasta Alba: le Langhe!
Inizialmente la partenza era fissata nel capoluogo del territorio, ma dati alla mano mi conviene nettamente scaricare la macchina a Santo Stefano Belbo, arrivandoci con la media dei 23km con un litro ed una spesa in carburante inferiore agli 11€, contro almeno i 16€ più autostrada di Alba. Il percorso l’ho studiato su ViaMichelin, che ha mappe nettamente più comprensibili e razionali rispetto a Google, permettendomi di rimanere sulle vie principali senza mai perdermi.

La giornata è limpidissima e la temperatura l’ ideale, fatico soltanto a trovare l’ imbocco della prima salita sbagliando strada per ben 2 volte, con diversi km extra utili per il riscaldamento. I primi tornanti verso Castiglione Tinella mi fanno agilmente prendere quota, Santo Stefano già si rimpicciolisce e ovunque mi guardo vedo solo vigneti. Il panorama si è alzato ed il breve tratto di discesa sul crinale mi fa ammirare l’ arco Alpino, col Monviso a farne da padrone.
Al bivio mi interseco con la strada per Castiglione, da cui scendo e cartina alla mano cerco di seguire la via per Neive. Non capisco perchè ma mi ritrovo a Mango, altro paese arroccato sul colle, ricco di storia e circondato dagli immancabili vigneti che qui sono l’ unico paesaggio possibile. A questo punto scendo veramente, ma non a Neive come mi aspettavo, ma molto più spostato verso Alba, lasciandomi dubbioso fintanto che non capisco di essere tornato sulla retta via.

Assomiglia all’ Oltrepò, ma con un’ orografia più incisiva e caotica, sembra che le colline sorgano a caso e le strade (ben tenute) si adeguino soltanto ai vari paesi sparsi in modo apparentemente randomico. La prossima salita è Trezzo Tinella, ma dopo un tornante metto il piede a terra e mi incanto ad osservare una gara a cronometro di motocross, con pendenze veramente elevate e pure dei piccoli salti. Devo procedere, il giro è ancora lunghetto e questa salita si fa domare con difficoltà, con punte del 13% e senza un metro d’ ombra. Ma d’ altronde qui esiste un solo tipo di agricoltura, gli alberi al massimo abbelliscono i paesi o segnano i confini dei campi.
Nella docile discesa incontro una coppia di ciclisti, sicuramente marito e moglie, mi spiegano come 20 anni fa nelle Langhe ci vivessero a malapena gli abitanti, mentre ora arrivano anche dall’ estero a visitare i paesi rimessi a nuovo e per usufruire dell’ enorme offerta enogastronomica della zona.

Ad Alba li saluto e mi avvio direttamente sulla strada sbagliata, per fortuna qui i ciclisti sono numerosi e trovo subito qualcuno a cui chiedere consigli. Sono tutti troppo gentili, cercano in ogni modo di accorciarmi il percorso e fatico a spiegargli che l’ obbiettivo è girare le Langhe, non tornare subito a casa! La salita verso Diano d’ Alba è quanto di più facile esista, solo nei momenti più duri scendo sotto i 20 orari, ma pago questa pedalabilità con molti km all’ inù per questo gioiellino arroccato sul colle, con una galleria che passa sotto la parte alta del paese ed un centro restaurato in pavèè che ricorda i fasti del passato.
La salita successiva è quella de La Morra, che credo sia un classico degli Albesi ed è anche tosta, la larga ed assolata strada taglia da un lato all’ altro il colle raggiungendo anche pendenze a doppia cifra, con un dislivello complessivo attorno ai 300m. Una sosta è d’obbligo, comincio ad aver fame ed una merendina chiude il bucherello nello stomaco.

Sin’ ora sono contento, le strade ottime, i panorami inebrianti dominati dal Monviso ed i paesini tutti da scoprire mi stanno soddisfacendo. Però mi piacerebbe vedere almeno l’ ombra di un po’ d’ ombra ed un po’ di varietà di territorio, nei kilometri da La Morra a Barolo mi sembra di essere sempre ad Oliva Gessi…
Infine il paesaggio cambia, sono nella parte meridionale delle Langhe e in fondo si intravedono i monti del Cuneese: Fauniera, Sampeyre, Agnello, nomi che solo a pronunciarli incutono timore. Davanti a me comincio finalmente a trovare un po’ di sporadica ombra e quote più elevate, i vigneti svaniscono e lasciano spazio al bosco che cresce sui crinali della val Belbo. Una discesa tecnica e veloce mi scaraventa in basso sino al ponte, ora mi aspetta una salitella diversa dal solito con carreggiata più stretta e ripida, quel che ci voleva per rompere la monotonia. Ridiscento e ritorno sulla statale per l’ ultima scalata, una fattispecie di pista con 2 larghi tornanti ed un traffico motociclistico da gran prix, che però infastidisce più per il rumore che per gli incroci tranquilli sull’ ampia sede stradale.
Ho fame e d’ altronde ho mangiato appena una brioche, ma ormai l’ ultima salita di giornata è finita e mi mancano solo diversi saliscendi che da Benevello mi riportano a Mango. Riempio la borraccia per fronteggiare la sete e sbaglio strada cercando la discesa diretta a Santo Stefano Belbo, imbucandomi su un nastrino d’ asfalto senza protezioni a valle, sfiorando vigne e stretti tornanti. Ho allungato di un paio di kilometri, l’ arrivo è in leggera discesa e non fatico a trovare la mia calda macchina in piazza.

In totale 128km e 2600m di dislivello. Qui il giro: http://tracks4bikers.com/tracks/show/37597
Consigli:
Ci sono tantissime strade nelle Langhe, rimanendo sulle principali è difficile trovare pendenze impegnative o tratti malmessi, quindi si può andare sul sicuro nell’ esplorare questa zona. Sicuramente La Morra è uno dei luoghi da raggiungere, ma ogni paese è meritevole. Sconsiglio solo di passare in estate, non essendoci ombra ci si assicura una rosolatura ben fatta…
Un percorso più corto può essere Santo Stefano – Mango – Alba – Diano d’Alba – Grinzane Cavour – La Morra – Barolo – Monforte d’Alba – Roddino – Benevello – Santo Stefano.

Salendo da Santo Stefano intuisco i panorami odierni

Il Monviso svetta su queste colline

Alba dai primi metri verso Diano d’Alba

Vista di Barolo scendendo da La Morra


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